1 febbraio 2023

Tempo di vuoto

Voglio il mio tempo di vuoto. Ne ho diritto. Il tempo in cui non ho niente da fare o da sentire o da guardare. È il tempo bianco, denso di niente, impastato di noia impudente. Un tempo sfatto, pure, eppure gentile. Quello in cui mi addosso solo al ticchettio del cuore e alle ombre che si allungano appena. È lo spazio per negarsi e smettere di dover essere, è il gomitolo di ossa e fiato che si sfalda beato su un tappeto di silenzio. Così voglio esistere ogni tanto, così voglio accorgermi di potermi dimenticare. Ogni tanto, certo, quell'inestimabile appagamento di sé.

[foto by bjnorberg]

24 gennaio 2023

È morto un orso

È morto un orso. Lo chiamavano Juan Carrito. Un orso marsicano, un orso raro. Lo definivano problematico e pure confidente perché osava vivere a pochi metri dagli uomini, dalle case, dai rifiuti, dai cani e dai giardini. Ha rubato polli, frutta e biscotti. Impunemente. Non era neppure in letargo come gli altri orsi e continuava a camminare lento sulla neve. Era fragile perché diverso. Era a rischio perché troppo libero. E questo mondo non ama i liberi. Li schiaccia sull'asfalto in una fredda serata d'inverno.

17 gennaio 2023

Sei quella che legge

"Mi ricordo di te" mi dice "Tu sei quella che legge". Sì, sono quella che legge. E che scrive pure, tanto per non farci mancare niente. Ogni volta mi fa sorridere l'essere riconosciuta come "quella che legge". E un po' mi piace. Potrei essere ricordata per altro, forse. E invece no. Mi ricordano perché leggo. Credo possa persino essere un vanto, e magari lo è davvero. Subito dopo c'è la domanda di rito: "Cosa stai leggendo?". Ma la ricevo solo da chi sa cosa significhi leggere. Infatti rispondo, solitamente con piacere.

[foto by evenliu]

11 gennaio 2023

La vita che vivo da sola

La vita che vivo da sola è la maggior parte della vita che vivo. Non patisco affatto lo stare con me, anzi. Ho imparato alla perfezione a riconoscermi in questa sorta di tacito patto e quando il resto si fa troppo vicino o troppo presente, sento salire l'(in)sofferenza. Credo di essermi ormai abituata al silenzio che mi sistemo addosso con cura ogni giorno e quando non taccio abbastanza, l'anima mia soffre e si incrina. Non mi spaventa e non mi inquieta la vita che vivo da sola perché da sola è come un rifugio. L'abbraccio che mi spetta e mi cura.

[foto by ambrits]

6 gennaio 2023

Gianluca Vialli

Ero innamorata di Gianluca Vialli, moltissimo. Ero piccola e in tanti mi dicevano che era brutto e che c'erano giocatori più belli di lui. Raccoglievo ritagli di giornali col suo nome e il suo volto. Lo amavo come si ama quando si hanno 12 anni, come si ama un nome celebre, come si ama un poster, come si ama un sogno. Ho continuato ad ammirarlo, soprattutto quando arrivò, finalmente, alla Juventus. Oggi la morte. Vialli è morto. E finisce anche un pezzetto di me. Quella ragazzina con gli occhiali e i capelli gonfi che amava un giocatore brutto.  

3 gennaio 2023

Il cielo c'è

Il cielo c'è e io l'ho visto. Giuro. È bastato uscire di poco, in fondo, dalla gelida coltre che opprime questa terra, mai così a lungo sovrastata dalla nebbia. Effetti di un caldo anomalo che dicono esserci. Altrove, però, non qui. Al di là di questo disco ottuso di biancore depresso, il cielo c'è e io l'ho visto. E anche il sole. E, con il sole, il pallore di un inverno che, a ben vedere, manca. Mi manca. Poi mi dico che di certo arriverà, di certo fuori stagione perché è così che il pianeta ci fa ricordare che c'è. Ed è qui, ma nessuno lo vede.

[foto by Kleemass]

22 dicembre 2022

Raffreddata

Nel "ritorno alla normalità", che vuol dire un esistere senza Covid o con un Covid quanto meno sotto controllo, è incluso il ritorno ad ammalarsi d'altro. Raffreddore compreso. Non mi ammalavo da anni, per via del Covid. Ora, quasi fuori (ma nemmeno poi tanto) dal Covid, sono tornata al raffreddore. Non lo ricordavo tanto petulante, ma conta poco. Fazzolettini, starnuti, colpi di tosse, naso pomodoro e tampone negativo, almeno quello. Non mi resta che aspettare che passi, tra una tisana bollente e qualche pasticca effervescente, come tutti i raffreddori.

[foto by hearthy]

14 dicembre 2022

I soldi prima di tutto

Siamo tutti potenzialmente corruttibili, mi sembra ovvio. E chi nega una tale evidenza, probabilmente, è in malafede: fin qui ci arrivo anche io. L'ingordigia di chi ha già molto e vuole sempre di più, però, va oltre la tolleranza di chi sopporterebbe anche l'immorale vizio di farsi comprare. C'è comunque un limite, temo. Anche nella scelleratezza di un'avidità che non conosce misura. Soldi, soldi, soldi. Purché ci siano soldi: tutto si compra, d'altro canto, perché tutto e tutti siamo in vendita. C'è chi lo sa e lo fa senza alcun pudore e senza rischiare granché.

[foto by anapt]

12 dicembre 2022

Tutto storto

Poi ci sono quei giorni in cui tutto va storto. E per quanto ci si sforzi di non notarlo, alla fine lo si deve notare per forza, considerando la mole di storture che tutto invade. Dal tappo che cade e continua a voler cadere, agli aggeggi che rifiutano di funzionare come hanno sempre fatto, alle persone improbabili che, improvvisamente, divengono impossibili. Insomma: incastri del tutto non-voluti di contrattempi e fastidi e noie e difetti che si accumulano uno addosso all'altro senza pietà. E alla fine ci si ritrova a terra, prostrati dal fato, a chiedersi perché.

[foto by beyzayildirim77]

7 dicembre 2022

Squittii

Detesto le voci stridule, quelle troppo acute, quelle troppo sottili. Il mio udito lancia lancinanti segnali d'intolleranza. Un insostenibile sentire che, purtroppo, ogni giorno mi tocca subire per via di un pargolo (figlio/nipote) che dev'esser nato tempo fa qui accanto. Da quando esiste la "creatura", una masnada di parenti fanno la fiera al di là della parete. Tra di essi, vibra in maniera insopportabile lo squittio di una nonna: genere di voce che strappa i miei nervi e li fa a pezzetti minuscoli. Se solo stesse un po' zitta! Se solo la smettesse di pronunciare verbo!

[foto by Gloom82]