17 giugno 2019

Che Dio vi fulmini!

La vita di Andrea Camilleri è appesa a un filo. Novantatré anni e un cuore che potrebbe spegnersi. Leggo la notizia e mi rattristo perché so che un uomo saggio è vicino alla morte. Poi incappo in un'immagine che raccoglie quanto di più vergognoso, vigliacco e squallido abbia mai visto in vita mia: una sequela di offese che mai mi sarei aspettata (non pensavo sarebbero arrivati a tanto). E invece gli "adepti" del ministro dell'odio hanno superato ogni limite riversando su Camilleri morente dosi di cattiveria inimmaginabili. La mia rabbia e il mio disgusto sono saliti fino alle lacrime. Pezzenti, miserabili, decerebrati! Prego che Dio vi fulmini e che la vostra sia un'agonia lunga e dolorosa.

[foto by Gloom82]

Piagnisteo estivo

Questo post è un piagnisteo. Sì, la solita lagna, per capirci. La pietosa e noiosa litania piena di intolleranza e sfinimento che mi prende ogni anno quando il caldo rende l'esistenza insostenibile. Odio il caldo e odio l'estate. Non un odio tanto per dire, no. Un odio viscerale e incondizionato. Puro e nitido come l'aguzzo sentimento di un amante che non offre pietà. Non sopporto nulla di questo tempo. Né la luce, né il tremore delle immagini in lontananza, né le giornate senza fine, né il sudore, né il senso d'oppressione, né la bava luccicante di un sole che azzanna. Non c'è niente di buono in tanto fragore, solo la spettinata insonnia che mi prende per l'ennesima stagione d'inferno.

[foto by MarinaCoric]

12 giugno 2019

A scuola di empatia

Ho letto che in Danimarca dal 1993 a scuola si insegna l'empatia. Materia obbligatoria, un'ora a settimana per studenti dai sei a sedici anni. L'empatia si insegna, dunque. Perché l'empatia si impara. Serve a demolire pregiudizi, conservarsi umani, raccogliersi dentro l'anima di qualcun altro. E penso a tutte quelle volte in cui non ho trovato nessun ascolto e nessuna voglia di raccogliere dolore. Un rifiuto che vedo luccicare come slogan sulle facce di troppi. A scuola di empatia dovremmo andare tutti, anche se già grandi o vecchi. Una buona occasione per divenire meno ottusi, meno avidi, meno egocentrici.

[foto by windrides]

10 giugno 2019

Maleducazione digitale

Una parola per ogni messaggio. Vogliamo parlarne? Significa che ogni volta che viene cliccato "invia", c'è una notifica che trilla. Dico: inviare un messaggio unico con una frase completa no? Capisco che sia tutto gratis: se ogni messaggio avesse un costo sono sicura che la sintesi diventerebbe regola ferrea. Piccoli dettagli, certo. Persino sciocchi, lo so. Eppure ricevere una sfilza di parole a cascata, così, a sciorinare un pensiero o una richiesta (e relative notifiche sonore) mi dà un immenso fastidio. Probabilmente è solo uno degli infiniti, minuscoli segnali di maleducazione digitale che passano per banale abitudine o semplice distrazione ma a me poco interessa. Evitate.

[foto by KalbiCamdan]

7 giugno 2019

Sessanta milioni di figli

Sessanta milioni di figli sono un bel po', non c'è che dire. E saremmo sessanta milioni di figli suoi, per giunta. Ovviamente mi viene da ridere per l'ennesima idiozia che va pronunciando e alla quale in tanti si appendono allegri come mosche ubriache. Sessanta milioni di figli non li conteggia nemmeno il Papa. Lui sì, invece. Dal solito palchetto in piazza sparpaglia scemenze che per lo più gli ricadono in faccia come sputo. Non sono sua figlia e mai vorrei esserlo, mi pare scontato. Come me in tanti rinnegano cotanto "padre" soprattutto perché, una volta tanto, i figli possono sceglierselo un "padre" e lui da questa è scelta va escluso a prescindere.

[foto by Hengki24]

6 giugno 2019

Ascoltare per ascoltare

Mi ascolti? Dico: davvero? Ascoltarmi sì, solo per ascoltare. Ascoltarmi per diventare il centro di quel che penso e sento. No, non mi ascolti. Non cerchi nemmeno di far finta. Ed è così che si diventa estranei. Magari mi rispondi, certo. Perché mi ascolti per trovare qualcosa da dire anche se potrebbe bastare anche un vero silenzio. Quello pieno e sano di chi vuole recepire il senso di un pensiero fino ad assorbirlo come un respiro. Mi ascolti senza tenacia e senza rispetto. Perché di questo si tratta: volontà e rispetto. Non ascolti per ascoltare ma ascolti per dire. Non è lo stesso, non sarà mai lo stesso. E in fondo ci facciamo più male.

[foto by Sidiuss]

3 giugno 2019

Schiaccia sette

Me le ricordo bene quelle giornate. Quelle in cui la scuola stava per finire e ci si ritrovava ai giardinetti, vicino alla piazza dei più grandi, a maniche corte e Superga ai piedi. Me le ricordo bene le partite a schiaccia sette che a sette arrivavano a malapena perché, di sicuro, qualcuno sbagliava molto prima tra risa e altre storie. Giornate di materie rimandate a settembre e qualche bocciatura che faceva scandalo e un po' di male. Poi quel pallone rimaneva incastrato tra qualche ramo o finiva al di là di un recinto e si doveva ricomprarne uno nuovo con qualche moneta raccattata in fondo alle tasche. Palloni bucati e palloni persi: meravigliosa eredità di ricordi.

[foto by LauraBallesteros]

30 maggio 2019

30 maggio 1924

Voi dichiarate ogni giorno di volere ristabilire l’autorità dello Stato e della legge. Fatelo, se siete ancora in tempo; altrimenti voi sì, veramente, rovinate quella che è l’intima essenza, la ragione morale della Nazione. Non continuate più oltre a tenere la Nazione divisa in padroni e sudditi, poiché questo sistema certamente provoca la licenza e la rivolta. Se invece la libertà è data, ci possono essere errori, eccessi momentanei, ma il popolo italiano, come ogni altro, ha dimostrato di saperseli correggere da sé medesimo. Noi deploriamo invece che si voglia dimostrare che solo il nostro popolo nel mondo non sa reggersi da sé e deve essere governato con la forza.

Ultimo discorso alla Camera dei Deputati di Giacomo Matteotti

27 maggio 2019

Dovrei starmene in cucina

Ho condiviso il post precedente "Voto perché" sulla piattaforma LinkedIn. Ovviamente ho ricevuto bordate di critiche e attacchi: pare che non voler votare certi soggetti leda la sensibilità di tanti. I tanti che si sentono liberi di credere nel complottismo planetario architettato dai soliti ebrei. I tanti che vomitano insulti contro i sinistrati-sinistri-sinistrorsi ammesso che sappiano cosa sia la sinistra. I tanti che se la prendono con gli insegnanti perché la storia non si studia nel modo giusto ma non sanno nemmeno chi sia il ministro dell'istruzione. E poi c'è persino un gran signore che mi ha suggerito di starmene in cucina invece di scrivere e pensare.
[foto by Hengki24]

25 maggio 2019

Voto perché

Non posso votare chi lascia affogare persone in mare. Non posso votare chi imbraccia un mitra, nemmeno per scherzo. Non posso votare chi sbraita e sbava e sputa odio sotto ogni forma. Non posso votare chi calcola a proprio vantaggio ogni parola e ogni posa. Non posso votare chi si approfitta dell'ignoranza. Non posso votare chi dice di voler andare in Europa per farla saltare in aria. Non posso votare chi dà sempre la colpa a qualcun altro. Non posso votare chi deride quelli che non possono difendersi. Non posso votare chi fa finta di aver dimenticato le offese per chi non era del Nord. Non posso votare chi indossa una divisa che non merita. Non posso votare chi bacia un rosario e poi predica il male.

[foto by beyzayildirim77]