28 novembre 2022

Quel disincanto che impera

Non ci credo. Nemmeno per sbaglio, nemmeno per scherzo. Non penso mai che qualcosa di buono o di bello possa accadermi, semplicemente perché NON può. Il disincanto impera in me anche nei momenti migliori. E sono pochissimi. Ho smesso di sperare tanto tempo fa e non mi ricordo neppure come si possa fare diversamente. Le delusioni imbrattano ancora le dita e le attese, per questo mi ritraggo lenta fino a occupare ogni spigolo del mio comodissimo scetticismo. Qui conosco e ri-conosco la vera me e non oso immaginare oltre.

[foto by anap]

22 novembre 2022

Purché sia stupido

Ci sono momenti in cui desidero follemente qualcosa di stupido. Niente da pensare, niente da ponderare, niente da eviscerare. Mi serve, ogni tanto, scollarmi dal peso specifico dei grovigli di pensiero e di ansie da cui solitamente mi lascio strangolare e ritrovarmi nell'ovattata discesa nel vuoto smaterializzato dell'idiozia. Qualcosa che non implichi impegno e non contempli dedizione ma, più banalmente, l'ovvietà più ovvia, quella che scivola e non lascia segni. Né d'anima, né di voglia, né di colpe. Così, solo per sentirmi respirare.

[foto by Kleemass]

18 novembre 2022

8.000.000.000

Siamo diventati otto miliardi di individui. Tutti sullo stesso sperduto, massacrato, disonorato pianeta. Otto miliardi e si crescerà ancora. Fino a quando? Fino a dove? Una quantità scellerata di esseri umani che mi terrorizza e che non so nemmeno immaginare. Non vedo nulla di sano nel nascere a ogni costo, non c'è motivo per farlo, a parte gli egoismi, le convenzioni e la mancanza di cultura. Sono una di quelle che crede nella saggezza ultramillenaria della Terra, nel suo volersi proteggere da chi la deturpa e la maltratta da secoli e senza ritegno. Noi finiremo, Lei no. Ed è una gran fortuna.

[foto by beyzayildirim77]

15 novembre 2022

Un'idea è solo un'idea

Quanto vale ciò che penso? Quanto vale ciò che invento? Quanto vale ciò che immagino e metto per iscritto? Molto poco, quasi nulla direi. Lo scrivere è inflazionato dal troppo scrivere perché scrivere è considerato per troppi e perché quei troppi si considerano abili nella scrittura. Basta pochissimo d'altro canto, soprattutto in tempi in cui un telefonino consente di compiere miracoli. Di miracoli autentici, in verità, ci sarebbe bisogno: in questo mondo di parole effimere, di scrittori a caccia di ribalta, di tuttologi dal cursore facile, di cialtroni a consumo in virtù di numerini da spiattellare e like da accaparrare.

[foto by AmandineVanRay]

7 novembre 2022

Per favore

Per favore. Due paroline semplici semplici, da dire con un soffio o, se si vuole, con garbata morbidezza. Sono gratis come tutte le parole gentili, eppure le sento sempre più di rado. Per favore è voce del verbo "ti rispetto" e fa sentire gli altri meno insignificanti. Sono così piccoli certi dettagli che, per gelida fretta o banale noncuranza, finiscono per sparire dai discorsi di molti. Per favore si dice facilmente e si ascolta amabilmente. I più vili ti diranno che era sottinteso ma la realtà è un'altra: manca un pensiero alla base e manca considerazione in coda. 

[foto by Michal Giedrojc]

3 novembre 2022

E avete tutti ragione

Mi piego e penso, che sì certo, hai ragione tu: che sono troppo vecchia, che sono sprecata, che non sto bene dove sto, che avrei potuto chissà cosa. Tanti mi dicono. E avete tutti ragione, mi dico. Poi, però, in me niente cambia. Perché non ho più voglia di crederci, non ho più voglia di cambiare, non ho più voglia di cercare. C'è solo una livida incapacità d'esistere, la stessa che mi preme ogni volta che i pensieri mi stritolano, quando torna ad aprirsi il fondo della scatola buia. C'è che domani sarebbe meglio senza alcun domani. Almeno sarei più lieve.

[foto by Mrs-White]

2 novembre 2022

Camposanto

Nei piccoli paesi come il mio il cimitero continua a essere chiamato camposanto. Non c'è nulla di scandaloso né di irriverente, secondo me, nel pensare che la terra che accoglie i defunti sia santa. Vado spesso a trovare i morti, ma non ci vado mai nel giorno comandato. Vado a trovarli quando voglio e li saluto e li osservo e li chiamo per nome, proprio come se li incontrassi per strada o in piazza. Tanti sono quelli che ho amato, tanti altri non li ho mai conosciuti ma stanno lì, come in un gigantesco album, a ricordarmi che le loro vite hanno avuto un senso. Uno qualsiasi.

[foto by fotoflake]

24 ottobre 2022

Testa vuota

Testa vuota e, dentro, poche parole sconnesse. Mi guardo nel riflesso traslucido del monitor e penso che, forse, in alcuni momenti, le parole si stanchino di me. Ne scrivo a centinaia, ogni giorno. Le consumo e le snocciolo furiose e, alla fine, alla vera me resta ben poco. Sarà per questo che fatico a rintracciarle e a maneggiarle. Anche adesso. Non arrivano, non le sento, non mi inchiodano ai pensieri come dovrebbero. Saranno sfinite da queste dita che non sanno più carezzarle, saranno nauseate da occhi che non possono metterle a fuoco. In fondo le capisco: ci si stanca anche di chi ti ama follemente.

[foto by Karezoid]

17 ottobre 2022

Razzismo prêt-à-porter

Razzisti senza sentirsi affatto razzisti. Razzisti perché ci sono sempre italiani più italiani degli altri. E sono gli italiani che, come i soliti noti ragliano da decenni, ritengono di dover venire prima degli altri italiani. È un veleno che si propaga sottopelle perché la pelle, nonostante tutto, per tantissimi fa ancora la differenza. C'è una cura? C'è un antidoto? C'è un miracolo? Il primato di chi si sente più italiano di altri italiani non vacilla: "prima noi, poi gli altri". Un'ottusità becera che viene proclamata con convinzione un po' ovunque e che, neanche a dirlo, mi dà la nausea.

[foto by jarrod343]

11 ottobre 2022

Lasciati in pace

Dire di pace mentre si muore sotto missili lanciati a sfascio non è un paradosso. Anzi. Eppure non riesco a capire che pace vogliano coloro che desiderano (fatti i loro conti) solo di essere lasciati in pace: dare ragione a Putin pur di indurlo a farla finita? È questo? Si tratta di starsene, come sempre, accovacciati nel proprio orticello o a piedi nudi sulla propria poltrona a disquisire di geopolitica sui social? Ottenere la pace, dunque, per starsene in pace? Comodi comodi, insomma. Purché si torni al prima di adesso che, comunque, era poco meno peggio di adesso.

[foto by Zxoqwikl]