22 gennaio 2020

Lei spaccia?

Non ci vuole molto a capire che quest'uomo ha seri problemi. Lo dico con preoccupazione. Per noi, più che per lui. Quest'uomo dimentica di essere un Senatore, forse perché il Senato ha scelto da tempo di non frequentarlo nemmeno, pur essendo lautamente pagato. Quest'uomo ha l'infantilismo sciocco di una creatura che non vuole crescere e a cui hanno affidato un giocattolo che non sa tenere tra le mani. Definirlo bullo non basta. Ciò che fa è molto più grave e molto più serio. Qualcuno ride o sorride alle sue trovate da sciacallo irresponsabile. A me, più banalmente, viene la nausea. Quest'uomo è al potere. Quest'uomo è pericoloso.

[foto by Gloom82]

16 gennaio 2020

Le petulanze

Tra le persone che meno sopporto ci sono le petulanti. Si tratta di coloro che, forse non sapendo cosa altro fare nella vita, sfiancano il prossimo fino a renderlo una furia. Esempio: una zia mi perseguita perché vorrebbe che andassi a pranzo da lei. Un po' non ho voglia, un po' non ho tempo, un po' non mi interessa. Ebbene, mi tartassa comunque di telefonate a cui ho deciso di non rispondere perché se le rispondessi potrei trattarla male, anzi malissimo. I petulanti e le loro petulanze mi irritano come poche cose al mondo. Purtroppo ho scarsa tolleranza nei riguardi di chi si rivela seccante, molesto, insistente e fastidioso. Il mio silenzio non dovrebbe bastare?

[foto by anapt]

13 gennaio 2020

Si diventa di sasso

E poi ci sono quei dolori che sanno di sale e veleno, quelli che ti lasciano a piedi nudi su un pavimento di marmo gelido. Quei dolori che non somigliano a nulla se non a te che riguardi fotogrammi mentali che pensavi di nessuna importanza. Le cicatrici, dunque, si sovrappongono le une alle altre (pare che vivere sia anche questo). Le suture sono lì dove un'esistenza si ricuce per non farla sgretolare. Pezze di sopravvivenza sopra altre pezze. Tessuti cicatrizzati ma morti, cellule necrotizzate figlie di dolori passati che non passano mai davvero. E forse è proprio così che, col tempo, alla fine, si diventa di sasso.

[foto by DelaneyLaFae]

10 gennaio 2020

Piccole donne

"Piccole donne" è il ricordo di me pancia a terra e occhi che leggono. "Piccole donne" è una copia graffiata di un vecchio libro che dev'essere stato di qualcun altro prima di me. "Piccole donne" è una storia che ho letto e riletto come si vede e rivede un film che conosci a memoria. "Piccole donne" sembrano essere tornate di moda perché sono diventante un film per il cinema. Ho timore di vedere queste piccole donne contemporanee perché potrebbero essere tutt'altro rispetto a ciò che ho immaginato e letto e divorato e amato da piccola. Sono tra i ricordi fragili di me bambina e non posso permettermi di confonderle o imbrogliarle.

[foto by NataliaDrepina]

8 gennaio 2020

Se avessi vinto la lotteria

Un biglietto l'ho comprato anche quest'anno ma anche quest'anno non ho vinto. Però avrei tanto voluto. Ci ho pensato. Cinque milioni di euro. Ma sarebbe andato benissimo anche meno, considerati i tempi. Un po' di denaro che se pur non offra la felicità, come tanti dicono, m'avrebbe almeno permesso di preoccuparmi meno e, magari, realizzare qualche desiderio. Di quelli minimi e anche un po' assurdi, quelli a cui ormai rinuncio da tempo e cancello senza piagnistei. Resteranno in un cantuccio ad attendere momenti migliori rivoltandosi nella mia testa e nei miei sogni a occhi chiusi. Valgono anche così.

[foto by anapt]

3 gennaio 2020

La buona solitudine

Torno al mio silenzio, quello fatto di luce pallida che al mattino scivola sul muro e di ore trascorse nel soffiare lieve dei miei pensieri. La mia solitudine è preziosa e salvifica, l'ho capito da tempo. E' il rifugio dorato della mia coscienza, il guscio corazza in cui posso esistere senz'altro sentire. Torno al mio silenzio dopo giornate trascorse nel rumore romano di troppe genti, troppi passi, troppe lingue e troppi grovigli. Non fa per me, ormai è noto. La mia misantropia si moltiplica fino a ferirmi. La sento gorgogliare nelle vene, sono sicura che appaia anche tra le ciglia e sotto le unghie. Il silenzio della solitudine buona è la cura e l'oasi. Qui sto bene.

[foto by nairafee]

31 dicembre 2019

Le migliori 15 letture del 2019 (secondo me)


Anche quest'anno avrò letto un'ottantina di libri, più o meno. Tra questi ho deciso di sceglierne qualcuno da consigliare ai passanti. Un elenco minimo ma, per me, pieno di senso. Nella lista ci sono più scrittrici che scrittori perché, come molti sanno, preferisco dedicare i miei occhi e il mio tempo a donne che sappiano scrivere bene. 
  1. "Le donne di troppo" di George Gissing
  2. "Il cantante nella notte" di Olja Savicevic Ivancevic
  3. "Di chi è Anne Frank?" di Cynthia Ozick
  4. "Un feroce dicembre" di Edna O'Brien
  5. "L'altra Grace" di Margaret Atwood
  6. "Santa Mazie" di Jami Attenberg
  7. "Circe" di Madeline Miller
  8. "L'educazione" di Tara Westover
  9. "Quando cadono le stelle" di Gian Paolo Serino
  10. "La straniera" di Claudia Durastanti
  11. "Kant e il vestitino rosso" di Lamia Berrada-Berca
  12. "L'attesa" di Gaelle Josse
  13. "Il treno dei bambini" di Viola Ardone
  14. "Con in bocca il sapore del mondo" di Fabio Stassi
  15. "Il mostro e altre storie" di Agota Kristof
[foto by CrazyGirl44]

28 dicembre 2019

Emorragia di parole

Si parla troppo, si scrive troppo e non so perché accada. Ho la sensazione che ci sia un'insana e perniciosa emorragia di parole. Tutti hanno sempre qualcosa da dire, qualcosa da scrivere, qualcosa da criticare. Parlano al telefono, scrivono ovunque capiti, urlano per strada, cicalecciano per nulla. Se ogni parola avesse un costo, forse, vivremmo meglio perché parleremmo meno e solo se necessario. Dilapidiamo un tesoro che è fatto di suoni e di segni, spesso senza sapere se ci sia il silenzio sufficiente affinché vengano raccolti e compresi. Intanto disperdiamo nel nulla significati e proposizioni. Senza ritegno.

[foto by CrazyGirl44]

19 dicembre 2019

Lista per (Babbo?) Natale

1. Un'occasione di lavoro dignitosa che mi permetta di fare ciò che amo e che, oltre alla solita gloria, contempli anche una busta paga. 2. Serie di coincidenze che portino a conoscere persone che valgano il senso della vita che vivono. 3. Una catasta di libri da poterci star bene anche un decennio. 4. Quelle sorprese che tolgono il fiato e si sciolgono in abbraccio. 5. Parole nuove da scrivere senza annoiare. 6. La pubblicazione di 15 brevi racconti che erano nel cassetto. 7. Più sorrisi che si può. 8. Una lettera (finalmente) di carta. 9. L'estinzione di tutti gli idioti e gli odiatori, famosi e non. 10. L'ultimo spietato abbraccio di chi se ne è andato troppo presto e senza dire "ciao".

[foto by chryssalis]

16 dicembre 2019

Agota, per fortuna

Chi mi conosce bene sa che la scrittrice che amo di più è Agota Kristof. Poco tempo fa J. mi anticipa l'uscita di un suo nuovo libro. E mi è sembrato un piccolo miracolo perché Agota è morta nel 2011 e non pensavo ci fosse altro da pubblicare. Festeggerò il Natale leggendo questa raccolta di quattro testi teatrali che mi permetterà di tornare alla Kristof con gioia infinita. So già che il suo scrivere in frammenti e la sua acuminata ferocia mi lasceranno col cuore piegato e con i pensieri un po' più cupi, ma leggerla è sempre una delle migliori esperienze possibili. Agota Kristof è il regalo migliore che i miei occhi stanchi e arrossati possano offrirmi.

[foto dal web]