22 ottobre 2019

Scrivo e continuo a scrivere

Scrivo molto negli ultimi tempi. Scrivo tutti i giorni. Molto più di quanto avrei immaginato solo pochi mesi fa. Scrivo senza pensare che spesso lo faccio in silenzio e del tutto gratuitamente. A che serve, mi chiedo ogni tanto. Dovrei lavorare e cercarmi uno stipendio anche se nessuno qui è interessato a ciò che so e a ciò che so fare. Poi ricevo la telefonata di un signore che si avvicina ai novant'anni che mi confessa di commuoversi nel leggere quel che scrivo. Mi dice di non fermarmi, mi dice che c'è bisogno di sapere, di far riscoprire, di educare. Scrivo e continuo a scrivere. Anche se per me non sono previsti guadagni. Scrivo e continuo a scrivere perché è ciò che forse so fare meglio.

[foto by KalbiCamdan]

17 ottobre 2019

L'amore immaginato

L'amore immaginato è quello che uno si racconta proprio come vuole. L'amore immaginato, a volte, è più forte e nitido di ogni altro amore. Si riveste di inebrianti vedute, si catapulta sulle scale per un abbraccio immortale, si tramuta in carezze lievi e in luccicanti riflessi di quiete. L'amore immaginato sta lì a prendere polvere o ad occupare certi cantucci ciechi che nessun altro può percepire. Si illumina di una speranza tenue che svanisce non appena lo sguardo torna a posarsi sulla banalità di quel che c'è. Ma l'amore immaginato sa farsi anche stupore o piacere o incanto. Tutto sta nel non lasciar avvizzire i propri sogni.


[foto by recepgulec]

15 ottobre 2019

Hevrin Khalaf

Ho visto il volto tumefatto. Ho visto gli occhi vitrei e senza vita. Ho visto la polvere che le seccava le labbra e le sporcava i capelli. Ho visto il naso gonfio di lividi e di sangue. Ho visto una ragazza morta ammazzata. Lapidata come una bestia. Seviziata prima e pure violentata. Ho visto la sua foto da viva e poi anche la sua foto da morta. Immagine che dovrebbe spezzare il fiato a chiunque. La foto che in tanti hanno stigmatizzato senza tentennare e che io, invece, ho fissato per diversi minuti senza capire. Hevrin Khalaf aveva solo 35 anni e credeva che i diritti delle donne e degli umani venissero prima di tutto. Ora è morta e la colpa è di tutti noi.

[foto by lwc71]

9 ottobre 2019

La fatica di essere umani

Gli umani sono faticosi. Faticosi da gestire, da seguire, da ascoltare, da vivere. Una fatica che nessuno ripaga. L'umanità andrebbe consumata a dosi minuscole e nemmeno regolari. Sono solo io che dopo un po' mi sento esausta? Sfiancata dalle parole, dalle domande, dalle ragioni ma anche dalle facezie. La mia innegabile misantropia pretende la sua giusta misura, mi richiama a una dimensione meno sociale e meno socievole. Perché degli umani, dopo qualche tempo, finisco per averne abbastanza. Insopportabili creature perennemente a caccia di attenzioni, assorbiti dalle loro voglie e dalle loro ridicole pretese da bipedi capricciosi. Basta. Per favore, basta.

[foto by bela01]

7 ottobre 2019

Chiedere scusa

Chiedere scusa non è un fallimento personale. Chiedere scusa non è un atto di resa né una genuflessione al cospetto di un nemico tanto odiato. Chiedere scusa non è sottomissione incondizionata e nemmeno la condiscendenza pavida di chi non sa pensare. Chiedere scusa non è un salto nel baratro, non è un cappio al collo, non è uno stiletto affilato. Chiedere scusa non è strisciare a terra, non è una ferita che sanguina, non è un insulto all'intelligenza. Chiedere scusa, quando chiedere scusa diventa necessario, è solo il sistema più semplice e puro per restare fedeli alla propria umanità rinunciando a quell'ostinazione stupida che si chiama orgoglio.

[foto by samuilvel]

4 ottobre 2019

Se rinasco, faccio l'influencer

Non credo che rinascere sarebbe granché. Non in questo pianeta, almeno. Ma se dovesse capitare, ho deciso che farò l'influencer. Di quelle che vanno di moda, tutte in tiro e sempre sulla cresta dell'onda. Di quelle coi capelli lisci e scintillanti e i denti in mostra. Ecco. Magari madre natura mi rifa bellissima come una dea e, nel caso non dovesse capitare, ci sarà sempre un chirurgo plastico a praticare la sua arte. Voglio non fare niente, non capire niente, non studiare niente e guadagnare lo stesso. Spiaccicare la mia faccia ovunque capiti per sentirmi dire pure che sono famosa. Tanto vuoi che qualche fesso, o molto più di qualche, non ci caschi e non mi scambi per una diva?

[foto by Gloredel]

1 ottobre 2019

Buon Natale a settembre

Non so cosa ne pensiate, ma a me il tizio che con un albero di Natale alle spalle che vende divani e mi augura Buon Natale fin da metà settembre mi mette in ansia. Lo so: è solo uno spot televisivo e il fatto che mi metta in agitazione e che ne stia scrivendo persino sul mio blog dimostra che la società di marketing ha fatto bene il proprio mestiere. Tutto perfetto, certo. Tranne il fatto che l'albero scintillante e l'augurio in anticipo del tizio sembrano accelerare ancora di più la sensazione che qualcosa mi stia sfuggendo di mano. Qualcosa che somiglia al tempo, o peggio ancora, alla vita che dovrei vivere durante questo tempo.

[foto by yiiikes]

27 settembre 2019

Anche la libertà di morire

La decisione della Corte Costituzionale crea scompiglio, come capita sempre in Italia quando si vanno a toccare temi che si pretendono intoccabili. Chi aiuta al suicidio, dunque, non è sempre punibile. Questo vuol dire che rimane punibile in altri casi. E tutti i soliti noti a gridare allo scandalo. Chi per convenienza, chi per ottusità, chi per mera vigliaccheria. Libertà di vivere sottintende anche libertà di morire, a mio avviso. Non si muore per scherzo, né per noia, né per negligenza. Chi sceglie di morire lo fa per ragioni serissime e dolorose, nessuno deve arrogarsi il diritto di ritenere che la vita sia necessariamente e sempre la soluzione migliore perché non lo è.

[foto by ayla-es]

25 settembre 2019

Emma e Greta

Emma è Emma Marrone. Non ascolto la sua musica ma ciò non mi impedisce di esprimerle la mia solidarietà per la guerra che sta iniziando a combattere. Greta è Greta Thunberg l'attivista per il pianeta che l'altro giorno ha sferzato l'indolenza dei potenti. Emma e Greta, due ragazze diverse per due lotte diverse. Ai soliti beceri che popolano il web, ovviamente, va tutto il mio disprezzo. Augurare la morte a Emma perché ha osato criticare Salvini è quanto di peggio mi sia capitato di leggere. Offendere Greta per le sue trecce (!), perché "è brutta", perché "dovrebbe tornarsene a scuola" dimostra quanto sia piccolo il cervello di tanta gente. E non solo il cervello.

[foto by indiae]

23 settembre 2019

Ascoltare costa fatica

Ascoltare costa fatica perché l'ascolto pretende un farsi minimi e accoglienti. Ascoltare pretende uno scollamento da sé e da quel che si sente per sentire ciò che qualcun dice. Ascoltare è difficile perché non tutti vogliono cedere terreno né mettersi da parte, nemmeno per poco tempo. Ascoltare vuol dire spesso vestirsi della carne altrui e lasciarsi scorrere nel suo sangue, per com-prendere, per com-patire. Sarà anche per questo che pochi vogliono ascoltare, troppo presi da loro stessi e dai loro microcosmi d'umana pena. Pochi cedono, pochi scelgono di liquefarsi nell'altrui discorrere. Per pigrizia, per indifferenza, per apatia. O perché male educati all'ascolto e all'empatia.

[foto by anjelicek]