18 giugno 2026

Sul corpo delle donne

Sul corpo delle donne passa di tutto. Dalle espressioni d'odio ai complimenti non richiesti. Dagli sguardi gentili alla bava dei perversi. Dalle armi più disparate alle carezze piene d'affetto. Sul corpo delle donne si dice di tutto. Dalle parole più volgari alle domande meno rispettose. Dai discorsi più osceni alle richieste che nessuna vorrebbe sentirsi rivolgere. Sul corpo delle donne viaggiano universi, si muovono battaglie, si esercitano possessi, si rintracciano secoli di silenzi, si consumano violenze senza eguali. Sul corpo delle donne.


[foto by jarrod343]

15 giugno 2026

Mi trucco

Mi trucco: siero, crema, fondotinta, ombretto, matita, mascara, cipria, illuminante. Mi trucco perché mio padre non voleva che lo facessi. Mi trucco perché mi piace farlo e non perché debba piacere a chissà chi. Non è indispensabile, ma lo faccio con inestimabile soddisfazione e gran diletto. Una sorta di rituale che dedico a me sola (evviva!). E mi va di farlo anche perché qualcuno, fin da quando ero bambina, voleva convincermi che non farlo sarebbe stato meglio (per chi?). Mi trucco perché mi vedo più bella, anche se bella non sono mai stata. Ma questo poco conta.

[foto by incolorwetrust]

12 giugno 2026

Esseri giudicanti

Mi arrabbio spesso con il mio compagno perché è portato a giudicare tutto e tutti. In ogni circostanza. E non lo sopporto. Come fosse necessario, ogni volta, capire se una cosa è buona o cattiva, secondo un giudizio soggettivo e, proprio per questo, opinabile. Avverte costantemente l'urgenza di valutare, criticare, stimare, censurare. Temo sia un sistema (per lo più fallimentare) di misurare il mondo. Dalle sue sentenze, spesso di condanna, nessuno si salva. Nulla scivola, nulla evade. Reputo il tutto piuttosto faticoso, oltre che inevitabilmente sterile.


[foto by D-The-Darkie]

8 giugno 2026

Un'opinione a tutti i costi

Il lato peggiore dei social, quelli più noti e più frequentati, è che tutti vogliono (e devono e possono) avere un'opinione su tutto. Offrire a chiunque una voce in capitolo, a mio avviso, ci ha trasformato in mostri acefali. Bocche scollegate dal cervello, cervello scollegato dalle dita, dita scollegate dal pensiero. Si digitano parole senza aver contezza di ciò che si sta scrivendo, per il puro gusto di dire la propria anche su questioni o materie di cui nulla si sa. Non vedo democrazia in tutto questo, ma solo un cortocircuito che genera abomini senza fine.

[foto by OutreClementine]

5 giugno 2026

235 libri al giorno

Ho letto che ogni giorno, in Italia, vengono pubblicati 235 libri. Uno ogni sei minuti. Numeri che, personalmente, reputo folli. Quantità spropositate di pagine che, in realtà, nessuno legge. Ma vale davvero la pena? Serve a qualcosa o a qualcuno produrre tale mole di libri? Il problema è che la gran parte di ciò che si stampa è di pessima qualità. Personalmente preferirei anche solo 5 libri al giorno fatti bene, scritti meglio e realmente degni di occupare il mio tempo o il tempo di chi, come me, ama la lettura. Quella buona, però.

[foto by DenisOlivier]



3 giugno 2026

In blocco

Il senso di insofferenza permane o cresce. La mente si affanna, i pensieri boccheggiano, la noia si gonfia. Si procede per inerzia o per mero senso del dovere. Tra il fare e il non-fare sembra non esserci quasi alcuna differenza. Un limbo incolore che impregna ogni mossa. Tutto scivola senza lasciare tracce né macchie né segni. È un tollerare inetto e scialbo che non conduce a nulla, nemmeno alla compassione di sé. La ripetitività di un tutto-uguale che scivola lungo una linea piatta e l'incubo di non percepire né intravedere niente di più né niente d'altro.


[foto by laura-makabresku]

28 maggio 2026

Troppo vecchia

Tra pochi giorni sarà il mio compleanno. Non dirò la mia età perché non ha grande importanza. Però sento di essere vecchia. E mi sento così già da un pezzo. Anzi: sono fin troppo vecchia per i miei gusti. Sono troppo vecchia per tollerare i drammi di chi si lagna per il gusto di lagnarsi. E sono troppo vecchia per reggere le rivoluzioni che non portano a niente. Sono troppo vecchia per un nuovo lavoro (che pure vorrei tanto trovare). Sono troppo vecchia per compiacere gli altri e anche per dimostrare cosa so e cosa sono. Sono vecchia per molte cose e, col trascorrere degli anni, posso sempre peggiorare.

[foto by Healzo]

25 maggio 2026

Al voto, al voto!

Ho votato questa mattina: qui si deve eleggere il nuovo sindaco. Che poi sarà lo stesso di prima. Figuriamoci se si riesce a variare il tema o le facce o le voci. Anche nei piccoli spazi come il mio si assiste ai balletti dei belletti e delle balle. Alla fine resta lo sfinimento. E peggio della prefazione al voto, c'è la postfazione al voto. Non mancheranno i soliti rituali retorici e le parole di colla, senza contare le feste in piazza con gente che gioisce di chissà cosa. Una tiritera ritrita che si consuma, più o meno allo stesso modo, ogni volta. Qui o altrove, cambia davvero poco. Pochissimo.


[foto by TomFindahl]

21 maggio 2026

Il rigurgito della Storia

Vedo uomini inginocchiati, oltraggiati, ammanettati, picchiati, sequestrati, annichiliti. E, accanto a loro, vedo un altro uomo che gioisce, inveisce, offende, disprezza, aggredisce, odia. La dis-misura dell'osceno non ha limiti. Eppure di atrocità ne abbiamo attraversate tante, neppure troppo tempo fa. Non sono bastate. Mi chiedo che differenza ci sia, nei modi, nel linguaggio, nella ferocia, nella "normalizzazione" tra un Ben-Gvir di oggi e un nazista di ieri. Temo nessuna. La Storia ci sta di nuovo vomitando addosso l'inimmaginabile e, ancora una volta, chi detiene il potere non fa nulla.

[foto by ambrits]

18 maggio 2026

La fatica del dubbio

Mi fanno sempre molta paura quelli che non sanno dubitare. Quelli troppo accesi di certezze e di saperi. Quelli che non tentennano nemmeno per un istante. Quelli che si lanciano in discussioni complesse sicuri di tutto. Io, invece, barcollo perennemente tra pensieri vorticosi e parole che si mordono la coda. Ed è molto faticoso impantanarsi nel dubbio. È faticoso e frustrante. Perché il dubbio è un labirinto senza uscite, ma può diventare anche una salvezza, un'apertura all'altro e all'altrui. Quindi mi inchino ai miei dubbi poiché diventano l'esatta misura di ciò che penso ma anche di ciò che non-penso.


[foto by Karezoid]