6 dicembre 2019

Di astrale cretineria

Conosco persone di astrale cretineria che trovano spalancate le porte di case editrici e giornali; e presumo che ce ne siano in circolazione, da noi, più di quanti una società bene ordinata possa sopportarne senza cadere in collasso.
Leonardo Sciascia

Fossero solo case editrici e giornali, mio caro Sciascia! L'astrale cretineria dilaga ovunque si vada, oggi, in questa società che di ben ordinato ha poco, anzi praticamente nulla. E infatti siamo prossimi al collasso. Collassano già molte città piene di troppa gente e poche intelligenze, collassano il cielo e la terra che da secoli assorbono le nostre sciatterie e le nostre incoscienze, collassa la mente di chi non vuole pensare e si fa pensare da chi non sa farlo. Collassiamo senza ritegno e senza consapevolezza, senza rimedio e senza speranza. Chissà cosa scriveresti oggi vedendoci annaspare e incespicare e sbraitare e violentare e perdere e ammuffire in questo piccolo, balbettante paese senza idee.

[foto by MahmoudElkourd]

4 dicembre 2019

Non leggere

Non leggere è non capire. Non leggere è non pensare. Non leggere è non sapersi ascoltare. Non leggere è non avere il coraggio di stare da soli. Non leggere è paura del silenzio che ci si porta dentro. Non leggere è delegare ad altri. Non leggere è non voler ricordare. Non leggere è una colpa immensa. Non leggere è molto più di una statistica. Non leggere è il fallimento di chi ha partorito. Non leggere è il richiamo a vuoti perenni. Non leggere è non chiedersi mai perché. Non leggere è rimanere indietro. Non leggere è scappare. Non leggere è la culla dell'ignoranza. Non leggere è da vigliacchi. Non leggere è la faccia feroce di chi urla senza sapere.

[foto by MartinStranka]

2 dicembre 2019

Che Dio benedica le Sardine

Non so cosa ne pensiate voi, ma a me il movimento delle Sardine piace. Mi piace sapere e vedere tante persone, di ogni età, di ogni appartenenza, di ogni provenienza andare in piazza, per lo più sotto piogge torrenziali, a dire che non sono come sono già in troppi. Vanno a difendere una libertà spesso sbeffeggiata e abusata e lo fanno con semplicità e mitezza. Le Sardine si muovono nonostante gli insulti dei soliti noti-ignoti e si ritrovano in piazze che non bastano a contenerle. Poi, possono attaccarle da ogni fronte, ma le Sardine sono bellissime. Mi fanno pensare che questo Paese, forse, è migliore di come l'hanno ridotto e la gente ha ancora forza, voglia e pensiero. Che Dio vi benedica!

[foto by hengki24]

29 novembre 2019

Baci e abbracci

L'abbraccio dei ragazzi a cui ho insegnato per qualche mese mi lascia un tepore e una tenerezza che non conoscevo. Loro non lo sanno o forse lo sanno senza capirlo fino in fondo. E' stato un minuscolo lutto quel saluto. Anche perché forse, davvero, sarà difficile rivederli. Siamo in un triangolino di terra che, però, disperde molto più di quanto si possa immaginare. Magari incontrerò qualcuno mentre faccio la spesa o camminando per strada, non so dirlo. Probabilmente non ci sarà occasione di tornare a insegnare lì perché tutto è sempre troppo provvisorio e scostante. Lo so io. E lo stanno imparando anche questi ragazzi a cui tutto pare ancora più precario e incerto.

[foto by novus41]

26 novembre 2019

Scrivere stanca

Scrivere non è mai un atto lieve. Scrivere pretende uno sforzo d'anima che pochi considerano per ciò che è: faticoso. Si spendono occhi, pensieri, mani e brandelli di carne viva. Scrivere stanca. Scrivere mi stanca. Anche se scrivo con leggerezza e allegria, anche se bastano solo due righe, anche se sarebbe meglio non scrivere affatto. Le dita scorrono ma le idee vanno ancora più in fretta. Fermarle è un'impresa e costringerle a diventare parola è un atto che sento eroico. Lo faccio comunque e lo faccio con amore, ogni volta. Ma scrivere stanca. Nonostante dia consolazione, nonostante mi faccia sentire un po' più viva.

[foto by Bela01]

20 novembre 2019

I miei amori

I miei amori hanno avuto gli occhi dal taglio orientale ma anche sguardi d'azzurro sale. Hanno avuto sorrisi da mordere e labbra tiepide da far tremare i sogni. I miei amori hanno avuto paura delle distanze e un carattere da cancellare. I miei amori hanno avuto i miei versi, il mio collo e le mie paranoie. I miei amori sono trafitti dai ricordi, piantati in telefonate lunghe secoli piene di un nulla che pareva tutto. I miei amori sono dispersi e allontanati, morsi e fuggiti, compresi e annegati. I miei amori sono screpolature d'inverno e sudore liscio d'estate. I miei amori hanno vita e sostanza anche se non sono più i miei amori. Anche per questo lo saranno per sempre.

[foto by Serdar-T]

18 novembre 2019

Bambini nel Tubo

C'è un universo che ho sfiorato appena e assolutamente per caso, quello dei bambini youtuber. Creature, come piccoli fenomeni (o solo orridi mostri?), filmati e piazzati su YouTube. Fanno di tutto: giocano, cucinano, danno consigli, ballano, cantano e fanno i genietti. Li trovo aberranti, e mi sto contenendo. Dovrebbero essere delle star? Genitori incoscienti e pure sciacalli girano quei video o, quanto meno, accettano che vengano postati online. Aspirano a diventare ricchi sfruttando dei bambini? O cosa? Qualcuno mi spieghi perché io non capisco. Qualcuno che sa più di me mi aiuti a capire perché ci sono BAMBINI nei video di YouTube.

[foto by KalbiCamdan]

13 novembre 2019

La rabbia in fondo alla morte

La morte di un amico è un'esperienza devastante. Soprattutto quando arriva improvvisa e improvvida come un cataclisma. Il mio amico G. se ne è andato così. Era in ospedale, è vero. Doveva concludere delle terapie e tornare indietro. Non l'ha fatto. Ha lasciato tutto a metà. Mi ha lasciata a metà. O forse solo in frantumi. Ho pianto a lungo e continuo a farlo. Poi in fondo a questo dolore riconosco la rabbia. Me la prendo con lui per essersene scappato via senza un saluto, senza un abbraccio, senza un sorriso. E mi ha lasciato qui a cercare di dare un senso a ciò che un senso non può avere. Non adesso.

[foto by CrashTestDani]

11 novembre 2019

Del suo spazio sfinito


Quando torno da Roma mi sento spaesata e più triste. La città non m'appartiene. Non l'ha mai fatto. Mi tiene a distanza perché non abbiamo occhi che si somiglino. Roma nel suo caos di specchi grigi, nelle sue intenzioni decadute, nei suoi comandanti pagliacci e nei suoi spettri di cristallo e polvere. La osservo con un misto di compassione e imbarazzo: non posso capirla. Troppe lingue, troppi versi, troppo tempo, troppi piedi, troppe facce. Sopravvive perché così deve essere ma cigola e scricchiola e cede e si strappa ogni istante. Quando torno da Roma sento di aver assorbito la sua vecchiaia. E frammenti del suo spazio sfinito.

[foto by VeilaKs]

8 novembre 2019

Quel che la terra decide

Il terremoto. Di nuovo. Al solito. Stai seduta sul divano a sentir parlare qualcuno che dice del Napoli, di Ancelotti e altre beghe e poi ti sembra che una vertigine arrivi come un rostro a romperti le vertebre. Ti sposti più in là e vedi gli oggetti ondeggiare. Scricchiola la casa, il suolo e pure qualche pezzo di te. Preghi che passi e che, nel frattempo, non stia morendo nessuno. Il buio, poi, è la misura peggiore. La notte scorre battito per battito, ticchettio per ticchettio, respiro per respiro. Il sonno non arriva e nemmeno i suoi incubi. Il terremoto è quel che la terra decide. E' tutto ciò che non puoi scegliere né profetizzare.

[foto by WampiruS]