23 gennaio 2019

Donne che non mi so spiegare

Sbaglio o la chiamavano solidarietà femminile? Quel grumo di voglia di riconoscersi parti imprescindibili di un tutto tutto femminile, il diritto di sentirsi una forza fatta di corpo e pensiero, quel nucleo compatto e solido di un genere che ha fatto fatica e ne fa ancora tanta. Poi? Leggo e vedo donne contro altre donne, come macilente bestiole intente a infierire a suon di rimostranze o accuse che di sensato non hanno un bel niente. Donne che forse dimenticano di essere donne, conclamando una debolezza che personalmente non mi aspetto in alcun modo. Arpie pronte a saltare alla gola della più fragile, della più piccola, della meno affine. Donne che non mi so proprio spiegare.

[foto by CrazyGirl44]

21 gennaio 2019

Povertà di cristiani

Dalle mie parti per indicare un qualsiasi essere umano si usa dire "cristiano". Chiunque è "cristiano", anche se cristiano non lo è per niente. Perché con "cristiano" si intende una persona fatta di carne, mani, occhi, sangue e pensieri. Un Cristo che vive e trema, che vacilla e cade, che sbaglia e muore. Siamo "cristiani" perché una mamma ci ha partorito da qualche parte nel mondo e un fiato ci regge in piedi fino a spingerci, se serve, dove si possa vivere senza troppo dolore. Sono "cristiani" quegli uomini persi in mare e sono "cristiani" anche quelli che sperano che affoghino in silenzio. Una povertà spartita in misura diversa: chi tra le mani, chi dentro l'anima.

[foto by illdispose]

17 gennaio 2019

Pezzetto dopo pezzetto

Carissimo, demolirsi per poi ricostruirsi, pezzetto dopo pezzetto, è il mantra di chi ama e non viene più amato. Ricevere male non è una scelta né un destino. Sei grande e tutto ti sembra infinitamente perverso, anzi ingiusto. Infatti lo è e non ci sono scuse abbastanza intelligenti da poter essere sfruttate. Il dolore è esattamente quello di un lutto. Ha la stessa nevrotica mancanza di sonno e di fiato. I pensieri vorticano furibondi: tu lasciali sfuriare. Urla e piangi, maledici e prega, rinnega e crolla. E' ciò che serve adesso e ciò che ti sfinirà da qui a poco. Poi ci sarà il silenzio, una buca bianca dalla quale rinascere. Col tempo. Il tempo che adesso non puoi sentire.

[foto by Zemni]

15 gennaio 2019

Ci sono occhi

Ci sono occhi che celano misteri. Tu non sai quali e stenti ad immaginarli. Occhi che ti guardano come fossero schiacciati in profondità che non avrai mai il diritto di attraversare o desiderare. Stanno lì, anche distrattamente incupiti, a ricordarti di non esagerare o non infrangere limiti che non puoi permetterti. Occhi disposti ad imparare, sia chiaro, ma rimarcando comunque una sorta di distanza metafisica che non ti sarà mai consentito indagare o scalfire. Occhi che dicono di un qualche male ovattato e impronunciabile o di una lontana meraviglia amata e persa. Occhi che ti attraversano come chiodi proprio come tutti quei sogni che hai abbandonato per dimenticanza o pura paura.

[foto by machihuahua]

11 gennaio 2019

Gente che passa e sputa

Leggo di persone famose travolte dagli insulti per aver espresso un'opinione o messo al mondo un figlio o giocato coi rifiuti o acquistato una casa nuova. Non serve essere famosi per ricevere ondate di offese da parte di gente che passa e sputa tutto quello che un cervello atrofizzato e una connessione internet permettono. Uno sport nazionale, l'insulto gratuito via social. Una vigliaccheria che non smette di mandarmi su tutte le furie. Espressioni sgrammaticate e ingiuriose che travolgono alla cieca, senza ritegno e senza vergogna. Si attacca per sentirsi più forti? Per pura noia? Perché lo fanno tutti? Perché senza insultare nessuno sono nessuno anche io?

[foto by PansaSunavee]

9 gennaio 2019

Cerco un lavoro

Cerco un lavoro. Una frase che in tanti pronunciano, una condizione che in troppi vivono. Me compresa. Sento la pena di doverla pronunciare e la pietà di chi è dall'altra parte. Non vorrei più vedere quella luce di commiserazione nelle facce di chi mi ascolta. Vivo un dramma, ne sono consapevole. Eppure non riesco più a sopportare quegli slanci compassionevoli di chi un lavoro ce l'ha e mostra di sapere come ci si sente a non averlo. E non sopporto più nemmeno coloro che vogliono infonderti speranze a ogni costo per il puro istinto di mantenersi buoni. Non c'è nulla di buono nella vostra misericordia, a meno che non vogliate offrirmi un nuovo lavoro.

[foto by Vic4U]

7 gennaio 2019

Faccia sovraesposta

Non lo reggo di mio, questo è chiaro. Non reggo quel che va blaterando da ogni social, non reggo quello che in troppi lobotomizzati insieme a lui sostengono, non reggo l'arroganza becera che trasuda da ogni sillaba, non reggo la tirannide che ha già messo su sperando che nessuno se ne accorgesse. Ma, soprattutto, non reggo più quella scialba faccia barbuta che spalma, tra una nutella, dei torellini e un salamino, ovunque sia possibile. Una faccia che appare ogni tre minuti e perfettamente a casaccio. Una faccia che ho preso a odiare già da un pezzo. Una faccia che sovraespone se stessa e quei disvalori che spero la sfigurino in fretta.

[foto by Kleemass]

3 gennaio 2019

Mentre fuori nevica

Leggo notizie tratte da noti quotidiani. Leggo ma sempre più spesso rabbrividisco al cospetto di scriventi che si titolano giornalisti. Non per la sostanza, ché quella è spesso fatta dalla stessa pappa, ma per la scadente qualità di una scrittura che non ha né stile né armonia né decoro né meriti. Errori grossolani che denotano, platealmente, la mancanza di conoscenza delle regole basiche della propria lingua madre. Scrivere, come scrivo da sempre, non è per chiunque. Meno che mai per chi ha solo un comodo papà a fare da santo in paradiso. Vorrei poter urlare il mio orrore per tanti strafalcioni e tanta ignoranza ma mi limito a un post polemico mentre fuori nevica.

[foto by incredi]

28 dicembre 2018

Sicuri spropositi per l'anno in arrivo

Di propositi sono pieni blog, pagine e pensieri. Io di propositi non ne voglio più pronunciare, anche perché rimangono per lo più appesi in un limbo di circostanze inarrivabili. Per cui ho deciso di pianificare dei sicuri spropositi per l'anno in arrivo. Prima di tutto resterò la testona antipatica che sono. Continuerò a rompere le scatole a chi fa errori ortografici e anche a chi non la pensa come me ma lo proclama sentendosi iddio. Continuerò a disturbare e a mangiare pizza, a pensare negativo e a odiare le parole che fanno finire in -errimo. Mi arrabbierò vedendo partite di calcio e dirò parolacce mentre guido. E, come sempre, spero che chi fa tanto male finisca male. Anzi, malissimo.

[foto by chryssalis]

21 dicembre 2018

E in questo chiaroscuro nascono i mostri

Il vecchio mondo sta morendo. Quello nuovo tarda a comparire.
E in questo chiaroscuro nascono i mostri.
Antonio Gramsci

I mostri approfittano dell'attesa, ingoiano nebbia e parole e si guardano risplendere tra una paura immaginata e una inventata ad arte. I mostri serpeggiano blandi tra luci azzurrine e giubili di popolo perché non contemplano dissensi e non accettano confronti. Dondolano nel tempo e nello spazio come fossero Dioscuri. In tempi indecisi e fragili, in tempi di fratture e odio, in tempi di bestialità e egoismi a cascata, loro gorgogliano tronfi e si rivestono di una gloria che non potranno mai avere. Perché sono partoriti da un buio che vorrebbero mantenere intatto, sono generati da fobie che addomesticano come gazze. Dimenticando ogni volta di essere pur sempre mortali.

[foto by MWeiss-Art]