17 ottobre 2017

Voglio fare il senatore a vita

Il tizio è seduto di spalle ma lo sento parlare. Non è bravissimo con le parole ma l'intento mi pare chiarissimo: vuole diventare senatore a vita. La funzionaria lo osserva seria e gli spiega che per fare il senatore non basta fare una richiesta. Ma lui ha le sue sbilenche ragioni, i suoi innumerevoli problemi, le perizie di medici che lo sostengono. In fin dei conti non è troppo giovane e neppure tanto vecchio ed ha scelto chi vuole essere nella vita visto che la vita non gli ha riservato grandi onori. Adesso ne desidera almeno uno e cerca di ottenerlo a modo suo. Chi sono io per dirgli che è pazzo?

[foto by milan_massa]

14 ottobre 2017

Ogni silenzio anche

Ogni parola ha conseguenze. Ogni silenzio anche.
(J.P. Sartre)

Estimatrice di silenzi, da sempre, m'imbevo con costanza di sospensione e rigetti. Il silenzio ha la sua dialettica buona ma anche un non detto che dice di negazioni, ostilità e distanze. Sta lì, consumato da piedi inetti e volontà abbandonate, a riflettere muto su quello che non si ha più il coraggio di pensare o mutare o toccare. Affronto nemmeno balbettante del nulla. Un'azione, il silenzio, esatta quanto la parola pronunciata con diletto o per puro difetto di coscienza. Consunzione balorda che macera e oblia.

 [foto by janskop]

10 ottobre 2017

Quanti libri hai scritto?

Del fatto che in troppi dicano di essere scrittori ho già scritto in passato. Del fatto che quelli che dicono di essere scrittori siano particolarmente presuntuosi e tracotanti non mi stancherò mai di scrivere. Un libro, ormai, non si nega a nessuno. Chiunque voglia mettersi a fare il romanziere, il saggista, il narratore o il favolista può farlo senza troppa fatica né talento né preparazione né cultura. In un Paese di pochissimi lettori chi leggerà tanti libri? Nessuno, temo. Ma il poter dire, con enorme vanto, di aver scritto un libro o persino due o dieci non ha paragoni. Vuoi mettere?

[foto by WonderMilkyGirl]

5 ottobre 2017

Imparo l'arte

Potrei essere un'artista. Come potrebbe esserlo chiunque, tutto sommato. E' anche per questo che un paio d'amiche mi hanno invitato ad andare a scuola. Una maestra che irradia idee come fossero scintille e si muove come un folletto tra materiali, colori, grafite e gatti neri. Imparo l'arte o quel che posso trarne: un foglio, le ombre, il tratto. Sembra complicato ma non così tanto. Mi piace e vorrei lavorarci al meglio con l'umiltà di chi ascolta e osserva senza avere pretese. Mi serve anche questo, adesso. Un modo per volermi bene e rimettere a posto qualche frammento di me.

3 ottobre 2017

Potrei farne a meno

In fondo potrei farne a meno. Fare a meno di scrivere di un'ennesima strage. Fare a meno di menzionare un uomo bianco che dal trentaduesimo piano di un hotel americano si è messo a sparare sulla folla. Fare a meno di considerare quanti siano i morti o quali armi avesse portato con sé o se con o senza Isis il terrore si inietti dove vuole. Potrei benissimo fare a meno di indignarmi e di starci male, di maledire i pistoleri per hobby e i governanti senza cervello. Potrei farne a meno perché, comunque, nulla cambierà e tra qualche mese o qualche anno sarò di nuovo qui a riproporre le stesse identiche frasi.

[foto by Menoevil]

27 settembre 2017

Cose da fare

Riempio il giorno di cose da fare. Cose che non avevo tempo per fare, prima. Prima che le giornate si ampliassero fino a poter contenere ogni idea ed ogni capriccio. Cerco di infilare le ore con la stessa volontà di sempre ma qualche briciola di cupo tremore si infila di soppiatto tra i rivoli dell'anima e lì resta appiattita e appena silente. Esisto ora per ora, adesso. Provo a non farmi troppe domande né a guardare al di là di quel che posso sopportare perché so che oltre un certo spazio e un certo tempo potrei intravedere un precipizio e lasciarmene incantare.

[foto by Mrs-White]

21 settembre 2017

Abbastanza per vivere

Conosco quel morso infame che blocca il fiato e deglutisce amarezza. Conosco l'ansia beffarda che ragiona per te anche quando non vorresti concederle nessuna confidenza. Conosco l'impotenza acefala e cocciuta che spreme ogni cellula come fosse di cera. E conosco il soffitto di notti passate a conteggiare visioni di spine e scale e oblii e ferite. Sono tormenti che ho scacciato dopo aver lasciato che rovinassero tanta parte di me. Ora sono distante abbastanza da quegli inferni per sperare che nessun altro debba rimanerci invischiato. Nemmeno tu. Respira a fondo e stringi il buono che c'è perché c'è ed è abbastanza per vivere.

[foto by Sea-of-Ice]

18 settembre 2017

Arnalda

La incontro per caso mentre spazza gli scalini della sua casa in mezzo al paese. Io cammino per pensare e non mi aspetto di incontrare Arnalda. Mi dice di come sto e di come sta, dei piedi che le fanno male, del figlio che torna sporco di farina, delle bollette che si fanno troppo care e del terremoto che l'ha spaventata a morte. La conosco da sempre, Arnalda. E' dentro la mia infanzia come tanti altri affetti che ora non ci sono più o che ci sono ma hanno i capelli bianchi e le mani stanche. Ha lavorato molto e camminato altrettanto. L'abbraccio e le dico di volersi bene. Lei si commuove un po' e mi spiega che in tanti, col tempo, hanno smarrito la loro umanità. Poi torno a salire e lei torna alla sua scopa.

[foto by foart]

13 settembre 2017

Mi dicono

Mi riscrivo giorno dopo giorno. Occupo il tempo che è tornato nella sua totalità tra le mie mani. Una ricchezza che sto re-imparando a governare e che un po' mi spaventa. Non devo aver fretta, mi dicono. Qualcosa prima o poi uscirà, mi dicono. E sarà comunque meglio di quello che avevi, mi dicono. Nutrono una speranza che mi costringo a smozzicare per non restare intrappolata in certi pensieri acuminati. Ci deve pur essere un angolo in cui possa stare senza doverci stare male. Qualcuno prega per me perché io lo faccio a stento ed inciampo balbuziente nel non saper dire.

[foto by mldzz]

11 settembre 2017

Non ci si abitua

Il terremoto non ti avvisa. Non respira. Non illumina. Non abbaia. Arriva proprio durante una sera qualsiasi. In una giornata d'ovatta che hai tenuto per te, ascoltando la pioggia, cucinando minestra e guardando un film che poteva essere anche peggio. Il terremoto arriva e per venti secondi ti lascia in bilico. Una sospensione asfissiante tra te e il nulla. Non c'è molto da gestire né molto da pensare. Il cuore impazzisce e le mani tremano fragili. Stai. Aspetti e preghi che finisca senza che qui o altrove ci siano case in frantumi o vittime da tirar fuori. Il terremoto è questo. E non ci si abitua in nessun caso.

[foto by CrazyGirl44]