16 gennaio 2017

Due giorni

Non capitava da anni, dieci o forse più. Non capitava che stessi un paio di giorni in casa per via di un malanno di stagione. Niente lavoro, niente stress, niente doveri. Un paio di giorni. Solo quelli che il medico ha suggerito per rimettermi in sesto. Strano non doversi affrettare, stranissimo starmene da sola, in silenzio, a badare al soffitto. Due giorni appena a non fare nulla se non scadenzare il tempo nella speranza che non scivolasse troppo in fretta ché due giorni così non mi ricapiteranno tanto spesso. Il malanno sta scemando e scema ma non mi resta che ringraziarlo per tale immensa concessione.

[foto by Julie-de-Waroquier]

11 gennaio 2017

Quel che avrei potuto essere

Da grande avrei voluto fare l'eremita, l'ho scritto già in passato. Ma, più di tutto, avrei voluto fare la poetessa. Di quelle che, forse, esistevano un tempo. Capaci di vivere di immagini, versi e poco altro. Poi mi sarebbe piaciuto vivere di libri. Un mestiere che mi permettesse di stare tra i grandi della parola scritta e tra i molti che quella parola amano e divorano ogni giorno. In realtà faccio tutt'altro, quel tutt'altro che non ha niente di eremitico e meno ancora di poetico. I libri li seguo dal di fuori e li assaporo appena posso. Eppure continuo ad immaginare quel che avrei potuto essere.

[foto by dmaabsta]

9 gennaio 2017

Ladri di post

Sono su Facebook senza saperlo. Meglio: qualcuno pubblica le mie parole anche su Facebook senza che io ne sappia nulla. Me ne accorgo di tanto in tanto, spulciando le "statistiche". Nulla di sconvolgente, questo è ovvio. Eppure non sapere chi "ruba" e "ricicla" i miei brevi post mi dà un po' fastidio. Mai iscritta a Facebook, non sento di certo la necessità di farlo, men che meno per capire chi trafughi le mie parole per portarle altrove. Forse ora quel qualcuno sta leggendo e starà sorridendo, immagino. Mi rivolgo a te: sarebbe gentile che, prima di tutto, chiedessi il permesso. Non ti pare?

[foto by yd84]

4 gennaio 2017

I funamboli dei casi e delle parole

I funamboli dei casi e delle parole: quel che serve può mutare forma o senso, e solo perché fa comodo, nell'arco di una stessa proposizione. Ed è così che si annega nelle doppie facce dell'opportunismo, nella sua melensa altalena di controsensi ed incoerenze. Se i calcoli non tornano, ovviamente, si fanno tornare per forza o per strozzature. Si stringe e si strappa fino a quando quel che conviene, qui ed ora, sia chiaro, oltrepassi le ragioni del buonsenso. Almeno fino al momento in cui non conviene più ed occorre, opportunisticamente, ri-stringere e ri-strappare da qualche altra parte.

[foto by ghostrider-in-ze]

2 gennaio 2017

888

Trattasi di post vagamente autocelebrativo e, proprio per questo, un po' sciocco. 888 non è un numero a caso. E' il numero che racconta questo post che è anche, esattamente, l'ottocentottantottesimo di questo blog. Un bel monte, direbbe qualcuno. In anni di righe scritte (12 o 13) in velocità, in momenti di insoddisfazione o anche solo di noia, in fasi di allegrezza o in quelle di frustrazione. 888esimo post di un diario di bordo "pubblico ma privatissimo", come ho già scritto. E poi il numero 8 è il mio preferito da sempre. Un numero che bacia se stesso e si rincorre all'infinito.

[foto by xaliaz]

30 dicembre 2016

Somari digitali

Appesi ad Internet come tossici. Si vive di e-mail, immagini online e parolastre impigliate in ogni dove. Quel dove tutto virtuale in cui tutti sembrano doversi trovare, in un modo o nell'altro. Per buona voglia o solo anche per obbligo. Eppure, fatta eccezione per i soliti e spesso vacui accessi a FB o ad altri social, in tanti restano somari. Somari digitali, mi viene da dire. Perché tolte le quattro informazioni utili a rassettare un profilo o a spalmare dove possibile selfie da ebeti, Internet resta un enigma o, meglio ancora, un blob informe dal quale non si impara e nel quale non si cresce. Nemmeno per sbaglio.

[foto by Alshain4]

27 dicembre 2016

Libri dell'anno (secondo me)

Leggo di libri letti nell'anno agli sgoccioli e di persone e personaggi che consigliano le loro letture. Ebbene, visto che di libri ne ho letti parecchi anche io, mi è venuto in mente che potrei suggerire quel che di meglio ho letto. Inizio con "Di questo amore non si deve sapere" di Ritanna Armeni (Ponte alle Grazie). Poi passerei ad uno scrittore di cui amo un po' tutto, Filippo Tuena, e al suo non proprio nuovissimo "Ultimo parallelo", Il Saggiatore. In tempi più recenti, sempre per Il Saggiatore, ho letto "Dio odia le donne" di Giuliana Sgrena e un altro saggio che porta in sé amarezza e meraviglia insieme: "Il cervello autistico" di Temple Grandin e Richard Panek di Adelphi.

[foto by DorottyaS]

22 dicembre 2016

Scrivere è

Scrivere (per me) è urgenza ed implosione. E' un circuito che deve uscirmi fuori dai denti o solo fuori dagli occhiali. Scrivere è il mio psicologo e la mia matrigna, la mia gola e il mio intestino. Scrivere è confessarmi, arrabbiarmi e sputare via. E' un moto d'orgoglio o purissimo egoismo. Scrivere è per scrivermi o flagellarmi come diversamente non saprei fare. Miei piedi, mie unghie e mie ali. La mia furia, il mio ricordarmi e la mia voglia di rapire. E' il mio farmi santa o lo scendere negli inferi, è graffiare o stritolare. Scrivere è la carezza che non posso dare o l'insulto che non posso dire. Scrivere è...

[foto by WonderMilkyGirl]

20 dicembre 2016

Un'altra vita

Mi piacerebbe un'altra vita. Non so come ma mi piacerebbe un'altra vita. Dovrei iniziare col rompere qualche schema e qualche reticolo. Difficilissimo. Eppure nei libri e nei film succede e finisce pure bene. Sarà che quello che faccio non mi piace più e lo faccio solo per inerzia o costrizione. Sarà che l'età procede e dell'assillo di tutta questa fretta ho ormai il disgusto. So che vorrei fare altro. Spegnere il computer, staccare il telefono e guardare in faccia chi mi sta attorno. Ho voglia di tempi umani e di persone altrettanto umane. Vorrei un lavoro pensato e non sbranato, parole e non pretese, quiete e non inferno.

[foto by Andrzejsiejenski]

14 dicembre 2016

Qualcosa di stupido

Discretamente sfranta da politicanti e politichesi chiedo a gran voce qualcosa di stupido. Non che politicanti o politichesi non lo siano a sufficienza ma da pre-referendum in poi la tv, i giornali, internet e tutto il resto non fanno che ammorbarmi di facce e voci che superano la mia pur non trascurabile soglia di tolleranza. Tonnellate di parole intorno ad altre parole, litiganti che si accapigliano come bambinetti scemi ed inconcludenti. Voglio qualcosa di stupido solo per non vederli e non sentirli più. Qualcosa di stupido che attenui questa ennesima gazzarra di infinita stupidità.

[foto by CrazyGirl44]