30 aprile 2026

Ti ho portato tre fiori

Ti ho portato tre fiori. Di quelli arancioni col gambo appiccicoso che crescono nei grandi vasi di casa tua. Non profumano nemmeno, ma te li ho portati perché a te piacevano a prescindere. Non posso fare niente di più per te se non parlarti tra le ombre o sorriderti in silenzio. Pensarti porta ancora un dolore immenso, una vertigine che inghiotte e mozza il respiro. Sono solo tre fiori che non sanno di niente, solo tre corolle che sfioriranno tra non molto. Ti ho portato tre fiori: solo un po' di quel colore che amavi e di cui desideravi circondarti in un modo o nell'altro.

4 commenti:

  1. L'elaborazione del lutto è una cosa personalissima e complicata. Spesso passa per piccoli gesti quotidiani.

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    1. Sì, elaborare un lutto (soprattutto quando è tanto profondo e complicato) diventa una questione quotidiana fatta di piccoli gesti, tanti pensieri e parole sussurrate.
      Serve a chi resta, almeno un po'.

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  2. Affacciarci sul mistero della vita e morte è terribile, ci rende fragili e impotenti.
    A differenza del passato non abbiamo più la fede che può aiutare , anche solo a lenire, i più non hanno più figli che sono un proseguire la nostra vita dopo di noi.
    Così la morte rimane solo dolore, toglie respiro e senso, impotenza, buio, perdita di senso.
    Il cuore duole, l'anima pure.

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    1. Lei aveva una fede incrollabile.
      Un mistero fin troppo prodigioso.
      Fino all'ultimo istante.
      Ha infuso coraggio ma il vuoto resta. E non guarisce.

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