Ti ho portato tre fiori. Di quelli arancioni col gambo appiccicoso che crescono nei grandi vasi di casa tua. Non profumano nemmeno, ma te li ho portati perché a te piacevano a prescindere. Non posso fare niente di più per te se non parlarti tra le ombre o sorriderti in silenzio. Pensarti porta ancora un dolore immenso, una vertigine che inghiotte e mozza il respiro. Sono solo tre fiori che non sanno di niente, solo tre corolle che sfioriranno tra non molto. Ti ho portato tre fiori: solo un po' di quel colore che amavi e di cui desideravi circondarti in un modo o nell'altro.
[foto by ZevnovPhotography]

L'elaborazione del lutto è una cosa personalissima e complicata. Spesso passa per piccoli gesti quotidiani.
RispondiEliminaSì, elaborare un lutto (soprattutto quando è tanto profondo e complicato) diventa una questione quotidiana fatta di piccoli gesti, tanti pensieri e parole sussurrate.
EliminaServe a chi resta, almeno un po'.
Affacciarci sul mistero della vita e morte è terribile, ci rende fragili e impotenti.
RispondiEliminaA differenza del passato non abbiamo più la fede che può aiutare , anche solo a lenire, i più non hanno più figli che sono un proseguire la nostra vita dopo di noi.
Così la morte rimane solo dolore, toglie respiro e senso, impotenza, buio, perdita di senso.
Il cuore duole, l'anima pure.
Lei aveva una fede incrollabile.
EliminaUn mistero fin troppo prodigioso.
Fino all'ultimo istante.
Ha infuso coraggio ma il vuoto resta. E non guarisce.