17 maggio 2018

Attese della vita

Ieri, durante le cinque ore scarse trascorse in una saletta d'attesa contigua ad un tristissimo corridoio d'ospedale, pensavo a quanto tempo della vita si passa ad aspettare. Cumuli di tempo sbadigliando a fissare un pavimento in attesa di cose o persone. In coda, per lo più, ma non per forza. Aspettando chi si ricordi o abbia tempo o che la vita passi o che si tramuti in sogno. Aspettando il proprio turno o un incontrovertibile segno del destino. Attendere può essere un obbligo, in qualche caso una concessione da fare a se stessi. Per qualcuno è un puro stile di vita. Per me è una dimensione detestabile soprattutto quando l'attesa, che concedo per rispetto, non porta a nulla e a nessuno.

[foto by Lissuin]

8 commenti:

  1. a meno di considerare l'attesa un evento, un'occasione contemplativa... per esempio io ne approfitto per osservare i comportamenti altrui, i dettagli costruttivi e gli arredi, ascoltare i rumori, interpretare e ipotizzare le dinamiche cognitive con cui è stato ideato il software degli ipnotici numeratori per la chiamata che di solito si perdono tra l'assurda complicanza e l'incomprensibile criterio di assegnazione...
    ironia a parte, mi chiedo spesso anch'io a cosa serva l'attesa e come evitarla, ben sapendo che l'insopportazione dipende in gran parte dal mio atteggiamento frettoloso e interventista anche rispetto a ciò che necessariamente richiede tempi di attesa anche prolungati.

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    1. So aspettare se ne vale la pena ma, in generale, l'attesa è sempre noiosa. Vita sprecata a sperare che il tempo passi.

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  2. normalmente leggo... odio le attese dove sei costretto ad interagire con le persone.

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  3. Cerco di evitarle quando possibile, non faccio la fila neanche per il gelato ad esempio, vado in scooter per non rimanere incastrato nel caos automobilistico romano, al cinema cerco orari e sale improbabili, e quando costretto sbuffo e, come Teti900, mi impiccio dell'umanità circostante...

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    1. Anche io rifuggo da tutte le occasioni di fila e di attesa. Non capisco come si possa perdere tempo in coda per un gelato, un caffè, una pizza. Lo trovo un crimine contro l'umanità. Indegno.

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  4. La mia idiosincrasia per le code aumenta sempre più. Certe volte vedo code chilometriche per visitare mostre. Il mio interesse dovrebbe essere infinito per mettermi anch'io lì ad aspettare per entrare.

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    1. Io non ho mai sopportato le code e le relative attese. Non reggo nemmeno quelle per mostre o eventi che mi stanno molto a cuore. Preferisco trovare un'altra soluzione.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.