15 maggio 2018

Un'orribile laurea in Lettere

Io e una carissima amica, come me senza lavoro, abbiamo visitato un'agenzia interinale. Di quelle che, in teoria, potrebbero offrirti qualche chance nonostante tutto. La ragazza alla scrivania ha l'aria cortese e ci sorride appena. La mia amica si presenta e le spiega che entrambe abbiamo una laurea in Lettere. Il sorriso appena accennato della ragazza alla scrivania si tramuta in costernazione. Stringe le mani come se fosse di fronte a due casi disperati, una coppia di pazze scriteriate che hanno studiato Lettere? Cosa c'è di più inutile, insignificante, stupido e misero? Ovviamente per noi nessuna speranza. Ma l'avrei strangolata volentieri.

[foto by Mrs-White]

18 commenti:

  1. fosse stata una laurea in archeologia o in matematica pura la reazione sarebbe stata la medesima. è come quando vuoi dar dentro l'auto usata: qualunque modello sia, in qualunque stato sia, il venditore storcerà la bocca e ti dirà che in questo momento la tua macchina proprio non ha mercato.
    massimolegnani

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    1. Sembra proprio che ci siano ambiti di studio che non servono praticamente a niente. Non nell'ottica utilitaristica del nostro mondo. Eppure, sono più che sicura che a livello formativo e culturale potrei abilmente "sbranare" la signorina dell'agenzia. Cambia qualcosa?

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  2. Non siamo un paese normale. Ci sarebbe da piangere.
    Scherziamoci su va: da "Smetto quando voglio"

    youtu.be/5nAeorHXWzE

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    1. Vedo che sia tu che teti, poco sotto, mi avete suggerito lo stesso video. Non ho mai visto quel film ma il paradosso che propone lo sto vivendo sulla mia pelle in questa fase della mia vita.
      Proviamo a riderci su, ma è un vero abominio.

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  3. eh... come nel film smetto quando voglio, certe 'cose', in certi casi è meglio evitare di rivelarle...

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    1. Forse avrei dovuto dirle che avevo la terza media. Magari qualcosa si sarebbe inventata.

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  4. Concordo con Carlo Calati qui sopra: poteva pure essere una laurea in ingegneria nucleare, avrebbe ottenuto la stessa reazione. Perfino le agenzie di lavoro interinale sono in crisi; non c'è più lavoro nemmeno pagato a vàucer (italianizzazione voluta).

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    1. Devo dire che è stata un'esperienza abbastanza svilente. Non che mi aspettassi il caffè o un abbraccio, ma in quella stanza spoglia e senza gusto mi sono sentita veramente una derelitta.
      Luogo triste, gente triste, situazione più che triste.
      Non credo che la ripeterò.

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  5. guarda, per esperienza diretta le agenzie interinali sono ottime per diplomi tipo alberghiero, istituito tecnico, turismo... a tirare magistrale... perché campando sulle provvigioni hanno bisogno di assunzioni veloci... e poi c'è la non cultura italiota che fa il resto.
    Chissà la tipa che vi ha ricevuto che tipo di titolo di studio aveva...

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    1. Ho notato, infatti. Magari possono dare lavoro a muratori, carrellisti, mulettisti, carpentieri. Insomma professioni di questo genere. Per il resto non credo che offrano grandi occasioni.
      Non so che genere di titolo di studio avesse la ragazza. Forse una laurea in filosofia!

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  6. Le agenzie interinali le ho frequentate spesso nella mia vita per lavorare e tempo fa nel lecchese mi capitava pure di incontrare impiegate delle agenzie che erano studentessse/laureate in filosofia e lettere (parenti/conoscenti di amici e amiche e nei posti piccoli si finisce sempre per sapere tutte) ed erano sempre le peggiori rompicascatole, ligie al lavoro, strafottenti.
    Si dice che i laureati in filosofia e lettere siano molto richiesti in questi ambiti lavorativi.

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    1. Io non conosco per niente il mondo delle agenzie interinali perché, per fortuna, fino a qualche tempo fa ho lavorato.
      So che spesso persone laureate in filosofia o lettere vengono utilizzate per i colloqui di lavoro anche se non capisco bene quale connessione ci sia tra i due ambiti.
      Il fatto che fossero strafottenti e rompiscatole ci può stare.

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    2. Se posso permettermi:
      in generale, la filosofia, nelle sue diverse articolazioni di livello accademico (filosofia del diritto, filosofia politica, eccetera), affronta la storia del pensiero umano nei vari settori, occupandosi anche della organizzazione delle istituzioni e delle formazioni sociali nei diversi ambiti, compresi quelli lavorativi (basti pensare alla analisi del rapporto tra capitale e lavoro); penso che eventuali indirizzi e specializzazioni consentano di approfondire ulteriormente gli aspetti organizzativi del lavoro, aprendosi ad altre discipline. In yale prospettiva anche la sociologia, che pure conosce diverse articolazioni (sociologia del diritto, sociologia del lavoro, sociologia dell’organizzazione, eccetera): ad esempio, dal biografia wiki di Pier Luigi Celli, già direttore generale Luiss, risulta che si laureò in sociologia a Trento e fece esperienza proprio come responsabile della gestione, organizzazione e formazione delle risorse umane in aziende importanti come Eni, Rai, Omnitel, Olivetti, Enel.

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    3. Potrei magari occuparmi della gestione o della formazione delle persone. Ma temo che nessuno mi offrirà tale opportunità.

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  7. In assenza di serie politiche per la famiglia e con il calo demografico, anche i maestri/e di lettere rischiano di essere una rara tradizione. Sta di fatto che l’introduzione di robotica e dell’informatica ha indotto molte modifiche nei lavori tradizionali. Comunque, i profili professionali umanistici e letterari possono ancora oggi svolgere un ruolo attivo nel mercato del lavoro, magari abbinando conoscenze sulle applicazioni del web e dell’informatica, sia settore delle gestione delle risorse umane sia in quello delle analisi di mercato.

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    1. La robotica ha poco a che fare con le Lettere, per fortuna. Non sono una classicista, non sono una letterata, ho sempre lavorato davanti ad un computer e, per fortuna, ho acquisito una miriade di nozioni legate al mondo dell'editoria online, del commercio elettronico, della comunicazione online e via dicendo. Non credo che faccia la differenza se una tipa mi giudica male solo perché ho una laurea in una materia che non va di moda.

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  8. Mi accodo ad Angelo. I settori umanistici possono diversificarsi nelle consulenze in ambito welfare e risorse umane. In questo campo c'è un proliferare di nuovi ambiti e profili che spaziano dalla cultura del benessere alla gestione dello stress, e non servono solo psicoterapeuti.

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    1. In realtà la gestione dello stress non mi appartiene per niente. Ho vissuto momenti talmente devastanti che solo a pronunciare la parola stress mi sento male.
      Potrei gestire le risorse umane. Forse. Ma sarei piuttosto intransigente. Magari potrei persino diventare bravissima.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.