Mi arrabbio spesso con il mio compagno perché è portato a giudicare tutto e tutti. In ogni circostanza. E non lo sopporto. Come fosse necessario, ogni volta, capire se una cosa è buona o cattiva, secondo un giudizio soggettivo e, proprio per questo, opinabile. Avverte costantemente l'urgenza di valutare, criticare, stimare, censurare. Temo sia un sistema (per lo più fallimentare) di misurare il mondo. Dalle sue sentenze, spesso di condanna, nessuno si salva. Nulla scivola, nulla evade. Reputo il tutto piuttosto faticoso, oltre che inevitabilmente sterile.
[foto by D-The-Darkie]

La psicologia di chi giudica è spesso una psicologia della sofferenza e della paura. È quindi complicata per chi è in pace con se stesso, e si accetta per ciò che è (con pregi e difetti),
RispondiEliminaIl giudizio è la confessione di un'insoddisfazione interiore, bisognerebbe capire la causa scatenante.
Un commento, quello prima che non è farina del mio sacco, non completamente... ma grazie alla psicologa Tupini.
EliminaCiao Euridix
Non so cosa ci sia dietro alla necessità di dover giudicare tutto, indistintamente.
EliminaForse il bisogno di sentirsi più bravi, migliori?
Forse il volersi sentire "necessari"?
Forse solo la voglia di dare un "peso" o un "voto" a tutto e tutti?
Non saprei.
Temo, però, che alla base ci sia una grande insicurezza.
Analisi precisa.
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