Ho letto che ogni giorno, in Italia, vengono pubblicati 235 libri. Uno ogni sei minuti. Numeri che, personalmente, reputo folli. Quantità spropositate di pagine che, in realtà, nessuno legge. Ma vale davvero la pena? Serve a qualcosa o a qualcuno produrre tale mole di libri? Il problema è che la gran parte di ciò che si stampa è di pessima qualità. Personalmente preferirei anche solo 5 libri al giorno fatti bene, scritti meglio e realmente degni di occupare il mio tempo o il tempo di chi, come me, ama la lettura. Quella buona, però.
[foto by DenisOlivier]

Tempo fa quelli del Post avevano affrontato questo tema, ma non riesco a ritrovare l'articolo. Comunque sia, è paradossale che il Paese in Europa in cui si legge di meno stampi questa marea di libri.
RispondiEliminaÈ un tema che viene affrontato regolarmente perché è davvero inquietante.
EliminaCome ho scritto, non capisco a cosa serva pubblicare tanti libri in un Paese, l'Italia, in cui leggono in pochi. Anzi, in poche, visto che leggono molto più le donne che gli uomini.
E anche questo è emblematico.
È un dato sorprendente. Me lo spiego parzialmente con la necessità delle case editrici di fare cassa, quindi nessuna selezione all'ingresso. Come dici bene tu resta poi capire la qualità di questa marea. (penso a Fabio Volo che ho tentato di leggere per pura curiosità).
RispondiEliminaDevo immaginare che la convenienza di tale fenomeno sia tutta per alcuni editori: quelli che si fanno pagare le pubblicazioni.
EliminaPurtroppo in tanti pensano che sia "normale" pagare un editore per pubblicare il proprio libro. In realtà non lo è affatto: chi pubblica deve fare il suo mestiere e prendersi la responsabilità di ciò che sceglie di pubblicare.
Non avrei mai immaginato...
RispondiElimina235 libri al giorno!!!
Una follia
E quindi ,una marea di scrittori o che pensano di essere tali
Non sono una ...divoratrice di libri,ma leggo buoni libri,di questo son certa perche' mi lasciano bellissime emozioni
Secondo quanto ho letto di recente sembra proprio che queste siano le cifre. Molto inquietanti, direi.
EliminaIl problema è sempre lo stesso: troppi vogliono scrivere, nessuno (o quasi) vuole leggere.