Ho votato questa mattina: qui si deve eleggere il nuovo sindaco. Che poi sarà lo stesso di prima. Figuriamoci se si riesce a variare il tema o le facce o le voci. Anche nei piccoli spazi come il mio si assiste ai balletti dei belletti e delle balle. Alla fine resta lo sfinimento. E peggio della prefazione al voto, c'è la postfazione al voto. Non mancheranno i soliti rituali retorici e le parole di colla, senza contare le feste in piazza con gente che gioisce di chissà cosa. Una tiritera ritrita che si consuma, più o meno allo stesso modo, ogni volta. Qui o altrove, cambia davvero poco. Pochissimo.
[foto by TomFindahl]

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