15 gennaio 2012

Idee senza parole

Pensare senza saper dire è una piccola maledizione. Le idee restano embrioni di senso e vacillano tra le pieghe arcigne di parole che non vogliono prendere forma. Sai che ci sono e sono lì ad osservarti mute e marmoree. Ma non si lasciano afferrare né tanto meno immaginare. La lingua inerte è disconnessa dal resto. Eppure in testa, al buio, da soli è tutto così chiaro: il pensiero ha un corpo, delle dita, un flettersi e una dorsale. Luccicante e vivente come solo certe idee riescono ad essere. Poi a contatto con l'urgenza di un suono necessario a dargli voce, si avvilisce smorzato da un silenzio che non avrebbe proprio dovuto esserci.

[foto by prismes]

12 commenti:

  1. tante volte non riesco a usare le parole giuste per esprimere quello che sento
    in quei casi, o taccio o mi fraintendono

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    1. Anche a me capito. Non molto spesso, lo ammetto. Ché con le parole un compromesso lo trovo di frequente.

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  2. Anche io volevo dire esattamente questa cosa, ma non trovavo le parole. Come hai fatto, tu?

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    1. Come ho fatto?
      E che ne so...

      Come sta quel figo dell'Arturo?

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  3. Quanto mi piace questo post! Ci leggo la conferma che in principio NON era il verbo ma l'immagine. E quanto dobbiamo tribolare per tradurre quell'immagine in suono disegnandolo poi con le linee spezzettate della scrittura. Certe volte solo i poeti ci riescono, perché usano le parole come cavolo gli pare riuscendo a far comparire un'immagine altrimenti invisibile perchè indefinita.
    Tu però sei bravissima a comporre frasi che rappresentano l'invisibile.

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    1. Probabilmente mi aiuta aver scritto tonnellate di poesie in passato.
      Sarà per quello...

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  4. Quanta verità. Meno male ho una mimica facciale logorroica.

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  5. A chi lo dici?!
    Ci provo a camuffare, ma sembra proprio che non funzioni con la mia faccia.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.