L'ansia convive con me e con tanti, noto. È stata mia compagna di vita in maniera ancora più feroce in anni passati. Così presente e pressante da portarmi alla malattia. Controllare tutto è sempre stato un imperativo: osservare, prevedere, sistemare, correggere, incastrare, perfezionare. Col tempo ho capito che non posso dominare tutto. Mi sono arresa alla normalità di un'esistenza che contempla avversità, intoppi e frustrazioni. Mi infastidiscono ma non mi faccio più prendere dal male. L'ansia mi respira addosso, ma non respira più al posto mio come faceva un tempo. Adesso me lo faccio bastare.
[foto by anapt]

È già molto, visto che l'ansia è un vero veleno che ti avvelena lentamente...
RispondiEliminaÈ una forza subdola.
EliminaNon ti accorgi nemmeno che ci sia.
Sembra ovvio sentirsela dentro e addosso ogni istante.
Poi, quando si trasforma in patologia, può essere già tardi.
Me ne accorgo perché il corpo mi da i segnali... poi meditazione.
RispondiEliminaA volte serve.
E poi Euridix...quegli occhialini a frullo ti stanno benissimo :)
Non ho mai fatto meditazione. O forse la faccio senza saperlo, chissà...
EliminaIl fascino degli occhiali... rido!