19 giugno 2020

Somaro geneticamente puro

Ecco: "somaro geneticamente puro" rivolto da Vincenzo De Luca, Governatore della Campania, a Matteo Salvini, Senatore della Repubblica Italiana, non è un vero insulto, come molti dicono. Mi piace considerarla una semplice constatazione. Che, tra l'altro, mi ha fatto ridere di cuore. Ciò che ha trasformato il mio riso in un ghigno, in verità, è l'idea che Salvini possa essersi offeso. Tanto più che il somaro è bestia di risaputa intelligenza oltre che di simpatica fattezza. A questo punto, mi vien da dire, il somaro potrebbe persino risentirsi, in quanto paragonato a soggetto di così bassa lega (sì, lo so è un giochino stupido).

[foto by TheRenArt]

8 commenti:

  1. Salvini ti fa salire sempre l'incazzatura eh Maria? Magari incontrandovi potrebbe anche scattare il colpo di fulmine reciproco. Sorrido...

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    1. Salvini è l'essere più spregevole che si possa immaginare.
      Per il resto: non dire cretinate!

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  2. Equiparare Salvini a un somaro non regge. In primo luogo perché, come hai osservato giustamente tu, trattasi di animale molto intelligente (e già qui...); in secondo luogo perché il somaro è un animale "lavoratore" che non teme la fatica, tanto che esiste da tempo immemorabile anche il famoso detto "Lavorare come un somaro", per indicare appunto una persona particolarmente portata per il lavoro. Ecco perché paragonare al somaro uno che non ha mai lavorato un giorno in vita sua, mi sembra un pelino azzardato :-)

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    1. Appunto. Il somaro è un animale assai intelligente. Oltre che essere noto per la grande fatica capace di sostenere. Considerato che Salvini non ha mai fatto niente da quando è nato, temo che il paragone col somaro sia poco appropriato.

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  3. ..di bassa lega...eheh, ci sta!
    ml

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  4. Per me, il modo migliore per combattere e oscurare il leghista di "bassa lega" è non parlarne. Invece facciamo il suo gioco e, ad ogni stupida parola che dice, vengono giù fiumi di inchiostro. Insomma quello che lui vuole. Lasciamolo bollire nel suo brodo...e lui sparirà.

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    1. Più che parlarne, io ne sparlo. Caso limite, credo.

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