11 luglio 2018

Illuminati pensatori social

Mi domando spesso se concedere la facoltà di scrivere di tutto a tutti sia un vantaggio e, nel caso, di chi. Sì, la democrazia. Sì, la libertà d'espressione. Sì, il confronto. Internet a rete libera ingolosisce tanti, quei tanti che scribacchiano e polemizzano e secernono offese con la meccanicità con cui respirano. Tanto si è solo un nome farlocco o una foto per finta. Spiattellare sentenze ed eruttare giudizi con una ferocia che vive solo al di là di un display e in null'altro. Sui social, infatti, sono tutti dei gran pensatori, degli illuminati uomini di mondo, dei coltissimi portatori di sapienza. Mi rallegra sempre rilevare un'ortografia che piange e una dialettica che si ferma all'insulto.

[foto by p0rg]

22 commenti:

  1. credo che scatti, in questi personaggi dall'acredine facile, una sorta di rivalsa verso la società, rea di averli privati di qualcosa che a parere loro gli spettava. Per questo spandono veleno e polemiche verso chiunque.
    La cosa interessante di questa terapia da leoni da tastiera è che serve solo a loro stessi, cosa che probabilmente li rende conigli nella vita reale... non è un buon risultato?

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    1. Che siano per lo più persone frustrate è evidente. Ma, come tu stesso evidenzi, curarsi spargendo malignità e maleducazione in Rete fa bene solo a loro. Forse.

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  2. Se sono un musicista, magari anche bravo, non mi avventuro a parlare di finanza sputando sentenze. Il problema è che in troppi si sentono tuttologi e in dovere di esprimersi su qualsiasi cosa. E qui, a proposito di ortografia e dialettica, casca l'asino.

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    1. La tuttologia è una disciplina che va particolarmente di moda negli ultimi tempi. Ci sono persone che sanno un sacco di cose pur non avendo nessuna competenza specifica. Per cui si sentono all'altezza di ogni situazione e ogni questione. Beati loro!

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  3. a proposito di tuttologia... neanche una parola sull'acquisizione di ronaldo? ricordo ancora il post su allegri... dai che non è poi andata tanto male:)

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    1. Rido...
      Non sono una fan di Ronaldo. Trovo che sia un ottimo giocatore ma anche un personaggio arrogante e borioso. In sintesi: lo detesto. Da juventina doc sono sicura che farà quello per cui lo hanno preso: farci vincere la Champions. O, quanto meno, farà cose buone. Ma non tollero che crei tanto clamore e che riceva tanto visto che la Juventus è e rimane una squadra fatta da tante persone serie e valide.

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    2. e io che già ti vedevo bardata con la maglia cr7...:)

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    3. Se mi pagasse per portarla potrei anche farlo...

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    4. ahahah, ora che conosco il tuo tallone d'achille (questa) me la segno così te la rinfaccio al primo post sulla rettitudine morale (di cui ti sapevo insospettabile paladina:)))

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    5. Da disoccupata mi interessano tutte le forme di potenziale guadagno!

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  4. Tutti leoni da tastiera, o meglio: D'ATASTIERA, dietro un monitor. Ma Umberto Eco aveva ragione sulle legioni di imbecilli (o, per utilizzare il termine attualmente in uso: webeti) a cui il web ha dato lo stesso diritto di parola di un premio Nobel.

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    1. Ricordo le riflessioni di Eco. Sollevarono un polverone senza precedenti eppure anche io condivido quella visione.

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  5. Il problema mi sembra molto più esteso. Oggi, mentre facevo la spesa, mi è capitato sotto gli occhi il titolo in prima pagina di Libero Quotidiano. I brividi, credimi. I webeti esistono anche nelle redazioni dei giornali. Scrivono assurdità di violenza inaudita.

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    1. Beh, hai scelto un giornale particolarmente becero. Forse quanto di peggio si possa stampare in Italia, fomentatore d'odio e di stupidità.
      Eppure li chiamano giornalisti e vengono persino pagati per scribacchiare volgarità.

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  6. C'è un imbarbarimento nella società e i social ne sono un'espressione. Di più. L'imbarbarimento lo favoriscono e lo esaltano. Ma bisogna dire che ci sono anche tanti sui social che non si sono per niente imbarbariti.

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    1. Sicuramente le attività sui social rispecchiano gli individui che le generano. Novelli barbari che non hanno regole né limiti per cui furoreggiano a loro piacimento.
      Penso che nessun social sia nato per dare spazio agli incivili ma poi il peggio arriva e si mette a comandare. Proprio come accade in Parlamento!

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  7. I siti dei principali quotidiani sono poi il peggio. Articoli mediocri a firma di giornalisti incensati e applauditi proprio x la loro presunta autorevolezza e le opache virtù che si mescolano a una bibbia di commenti che infine producono un miscuglio mefitico che ti toglie anche solo la voglia di alzarti e fare colazione.

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    1. Fortunatamente mi tengo alla larga da questi contenuti. Anche se credo che certi siti filtrino i commenti e bannino quelli troppo accesi o inaccetabili.

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  8. L'aspetto piu deprimente e' che le esternazioni piu becere sono "istituzionali"
    massimolegnani

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    1. Eh sì. Alcuni rappresentanti delle nostre istituzioni non solo non conoscono le regole minime della lingua che ritengono di conoscere ma la utilizzano per comunicare scempiaggini e offese di ogni genere in quantità industriali.

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  9. Non voglio difendere i social a tutti i costi ma neanche farne tutto un indistinto fascio. In tanti non siamo nomi farlocchi o foto finte. In tanti esponiamo idee e messaggi. In tanti ce la divertiamo ma alimentiamo anche poesia e contraddittorio, eventi, scorci, denunce, paesaggi, sogni. Che poi si vada al mare ad Ostia e venga la voglia di andare in montagna, è un altro discorso. Bisogna evitarle le spiaggiacce. ;)

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    1. In tanti ci mettono nome, faccia e pensieri. In tanti ci mettono solo acrimonia, frustrazioni, odio e maleducazione, tutto rigorosamente in (apparente) anonimato. E io parlo di questi ultimi, non dei primi.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.