13 marzo 2018

Derivazioni

Sfioro appena i capelli di mio padre, sottili e scurissimi nonostante il tempo. Mia madre, invece, è imbiancata troppo presto ma con quelle onde candide è andata d'accordo a prescindere dalle mode e dalle tinte che le proponevo. Li osservo diventare più simili ai genitori da cui derivano (e da cui derivo), anche quelli che non ho potuto conoscere. Sono un po' più piccoli di come erano ed anche più fragili. Delegano pezzi di vita che un tempo dominavano con severità. Una morbidezza che appare e scompare tra le loro dita e i loro silenzi. La parola amore non basta a contenere quel che sento: dovrò inventarne un'altra sufficientemente capiente.

[foto by hollosi]

12 commenti:

  1. è quello scivolare di generazione in generazione che mi disturba, eri figlio e sei risalito a padre e poi a nonno seguendo il modello familiare reso più angosciante dal fatto che tali modelli li hai in mente con gli occhi del bambino che eri a cui le generazioni precedenti sembravano decrepite.
    massimolegnani

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    1. Non c'è nulla di disturbante, a mio avviso, nello scivolare delle generazioni. Un principio ineccepibile e rassicurante per molti versi.
      Vuoi vivere per sempre?
      O avresti voluto rimanere bambino in eterno?

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    2. Ecco: bambino in eterno forse, più facile per chi non diventa padre...

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    3. Io non ho figli ma non mi sento per niente bambina né infantile.

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  2. La parola amore non basta a contenere quel che sento: dovrò inventarne un'altra sufficientemente capiente.

    e poi trova il tempo di dirglielo, non è mai abbastanza...

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    1. Lo dico loro spesso. E cerco di dimostrarlo come posso.

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  3. Anche io mi soffermo sulla somiglianza dei mie genitori rispetto ai nonni e di me rispetto a loro, prendo le foto, gli album ... vedo oggi la fragilità, la debolezza fisica tipica di una persona anziana e penso a quando erano giovani e forti, ai sacrifici che hanno fatto ... all’amore di mio padre vedovo, che con la sua saggezza continua a sostenerci ed incoraggiarci … gli anni passano ma l’amore vive sempre e per sempre …

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    1. Derivazioni, per l'appunto. Ci sono in noi pezzi dei nostri genitori, dei nostri nonni, bisnonni, ecc. Elementi fisici ma anche caratteriali.
      Il tempo passa, certo, ma si rimane sempre figli dei propri genitori.

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  4. Non si tratta solo di trovare un'altra parola, si tratta di cambiare prospettiva, di diventare genitore dei tuoi genitori oltre che figlio.

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    1. La fase di cui parli è inevitabile, spesso. Loro diventano più piccoli e fragili e hanno bisogno di cure, le stesse che avevano riservato a noi quando eravamo piccoli e fragili.

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  5. Mi fa piacere che tu abbia questo bel rapporto coi tuoi genitori.
    Io credo di aver toccato mio padre pochissime volte. Nemmeno stringerci la mano. Teniamo sempre almeno un metro di distanza.

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    1. Sì, sai bene del mio rapporto con i miei genitori. Ne parliamo a volte tramite altri canali.
      E conosco anche il tuo quasi non-rapporto con tuo padre e, in generale, con la tua famiglia anche se, come ti ho fatto notare in altri momenti, non fai che parlare dei tuoi parenti in continuazione: sorella, cugini, zii, nonni e via dicendo.
      Strana questa tua ambivalenza.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.