13 dicembre 2017

Roma, abbi pazienza!

Sui bus di Roma il concetto di tempo è relativo. Per fare una decina di chilometri ci si impiega anche un'ora, esattamente il tempo che la signora col cappotto rosso è rimasta al telefono durante il viaggio sul bus. Non che capissi cosa dicesse visto che tra un "da" e l'altro ho afferrato solo Termini e Tiburtina. Il russo mi manca e tra le decine di contemporanee inciviltà, penso con fastidio, c'è il vivavoce usato malissimo. Come quello della signora russa che oltre ad urlare da sé, si faceva urlare tutto il resto da un telefonino appoggiato sul cappello. Sono scesa dal bus mentre lei continuava a sbraitare parole. Roma, abbi pazienza!

[foto by P0RG]

20 commenti:

  1. Se hai un po' di tempo libero scrivimi in pvt :)

    RispondiElimina
  2. la pazienza è finita per chi vive in questa città

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non so come faccia Roma a sopportarvi tutti, in verità!
      Rido...

      Elimina
    2. E' una dura sfida reciproca: la città ci sopporta e noi sopportiamo la città con tutti i suoi frequentatori, residenti, turisti e occasionali.

      Elimina
    3. Un equilibrio/squilibrio molto delicato.
      Chissà fino a quando reggerà.

      Elimina
    4. Per la mia percezione ogni giorno di resistenza in più è una sorta di miracolo, ma i tempi non potranno essere molto lunghi, questo credo.
      Io, di sicuro, appena possibile abbandonerò la nave. E, comunque, è impressionante sentire/accorgersi di quanto sia nota la situazione di Roma in altri, anche distanti, luoghi d'Italia.

      Elimina
    5. Sono in tanti a resistere stoicamente ma per quasi tutti il desiderio rimane quello di andare altrove, se possibile.
      La situazione di Roma è percepita con gravità un po' ovunque. Poi, una volta vista e vissuta in prima persona si capisce ancora meglio il delirio quotidiano di questa immensa città.

      Elimina
    6. ..sono ancora tanti che, specie tra blogger di provincia, sembrano invidiare la nostra residenza nella capitale, piena di eventi, teatri, musica, monumenti, cinema, librerie.. poi gli riveli che puoi stare due ore sul raccordo al mattino, e due alla sera, e ti dicono: "Naaaa..."

      Elimina
    7. Gli eventi, i teatri, i monumenti sono senza dubbio un patrimonio invidiabile ma spesso non ripagano la fatica di vivere in una città che, per quanto affascinante e magnifica, è davvero difficile da gestire. Soprattutto per chi deve lavorarci, muoversi e viverci in toto. Non vi invidio quasi per niente, sono sincera.

      Elimina
  3. ..ma il cappello ce l'aveva in testa?
    ml

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, su una spalla!
      Certo, lo indossava.

      Elimina
    2. e ci teneva il cellulare appoggiato sopra? è questo che mi stupisce
      ml

      Elimina
    3. Sì, esatto. Perché ti stupisci?
      Non hai mai visto persone che parlano col cellulare poggiato su un orecchio coperto dal cappello?

      Elimina
    4. Si', certo. Era quel SUL cappello che mi aveva fuorviato e avevo immaginato una russa particolarmente stravagante

      Elimina
    5. Beh, infatti era sul cappello. Perché il cellulare era sul cappello che era sull'orecchio.

      Elimina
  4. mi chiedo sempre che tipo di contratti telefonici abbiano questi personaggi... anche qui le badanti russe urlano, penso sia il gelo preso durante l'infanzia che lede i timpani.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non so se fosse una badante, ma poteva anche esserlo. Era in coppia con un'altra signora.
      A dire il vero ci sono un sacco di persone che utilizzano il telefono come fosse un megafono. E non sono solo russe, anzi!

      Elimina

Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.