24 giugno 2014

Vorrei non esistere per un po'

Vorrei non esistere per un po'. Un paio di settimane, magari un mese. Vorrei non essere, vorrei non esserci. Semplicemente: deporre il fiato, l'anima e la pelle. Come farebbe un fromboliere esausto. Non c'è nulla di eroico in ciò che sono, tanto meno in ciò che vivo. Eppure il desiderio di arrendersi ai morsi sfilacciati della propria essenza pulsa allo stesso ritmo dei pensieri. Non è una resa piena, solo la voglia di sospendersi nel nulla per il tempo che serve. Un intervallo dalla realtà, un'apnea da respirare fino a tornare a sentirsi indispensabili. Come dovrebbe essere per tutti quelli che sono.

[foto by adnrey]

20 commenti:

  1. To be or not to be, insomma. Ma dove sta scritto che la vita debba essere un atto di eroismo? Non basta la fatica di portare avanti un giorno dopo l'altro? Che ancora? È tutta una questione di prospettiva, dico io e non solo io. Ascolta qui: "La realtà è un fatto di prospettive; quanto più te ne allontani, tanto più il passato ti pare concreto e plausibile, ma come ti avvicini al presente, esso ti sembra inevitabilmente sempre più incredibile."
    Salman Rushdie - Midnight's Children - 1980
    Io la penso proprio così.
    Cucciolo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, la vita non è un atto di eroismo. Anche perché l'eroismo non prevede continuità e costanza. E' fatica, come scrivi.
      La realtà, come dico spesso, è un punto di vista. Che è come dire prospettiva, in effetti.

      Elimina
    2. Un intervallo dalla realtà, un'apnea da respirare fino a tornare a sentirsi indispensabili. Come dovrebbe essere per tutti quelli che sono.
      Esatto...la trovo una gran bella idea. (Porto da me...)

      Elimina
    3. Porta pure... ma da te dove?

      Elimina
  2. condiviso desiderio di essere vacante, in vacanza da se stessi prima ancora che dagli altri.
    ml

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Una vacanza da sé.
      Non sai quanto mi servirebbe!

      Elimina
  3. Mah! Ho un post simile, molto simile nelle bozze... Lo pubblicherò uno di questi giorni... un giorno in cui lo rileggerò e non mi farà male.
    Comunanza, medesimo sentire, partecipazione.
    Incredibile.
    Ti abbraccio :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Davvero?
      Strane coincidenze.
      Sarò felice di leggere il tuo post sull'argomento.
      Empatia!

      Elimina
  4. Ti serve il lusso di un ritiro spirituale dal mondo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lusso. Sì. Un lusso che vorrei potermi permettere.

      Elimina
  5. ma "prendere ferie" da te stessa oppure dal mondo che ti circonda?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un po' l'uno, un po' l'altro direi.
      Credo che le due cose siano perfettamente connesse.

      Elimina
  6. Quel non esistere che dovrebbe, almeno per un po', essere indispensabile. Come quando manca la luce e d'improvviso diventi prigioniero della casa. Assente nel tuttavia presente. Giusto un tempo adatto a custodire quel "fiato deposto"...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quando manca la luce non mi sento prigioniera della casa. Perché mi muovo tranquillamente anche al buio. E so cavarmela anche senza energia elettrica...

      Non esistere per dimenticarmi di me. Per un po'.

      Elimina
    2. Portarsi addosso uguali a se stessi per tutta una vita è peeeesantiiiiiissiiiiimo.Spesso anche io sentirei il tuo bisogno, ma c'è chi ha molto bisogno di me qui.

      Elimina
    3. Brava: intendevo questo, bastarsi nell'assenza di tutto il resto. Ma tu vuoi dimenticarti di tutto? Basta un sonnifero allora..

      Elimina
    4. @ eSSe: anche qui c'è chi ha bisogno di me. Ecco: oltre a dimenticarmi di me, vorrei che anche gli altri mi dimenticassero. Così non ci sarebbero neppure troppi rimpianti.

      Elimina
    5. @ Franco: ho imparato a bastare a me stessa da almeno un secolo. Costa parecchio, ma poi si diventa migliori. Un sonnifero potrebbe farmi dimenticare (di me e del resto) per alcune ore. E poi?

      Elimina
  7. A chi lo dici, Euridice.
    Sto vivendo un periodo di depressione ed apatia. Vorrei tornare a casa ma non posso, sono impegnato nel tirocinio socio-sanitario presso una casa di riposo. È un'esperienza che mi piace, mi arricchisce dal punto di vista personale e professionale ma sento la mancanza della mia città e della mia famiglia, di tutti gli svaghi che mi impegnano a Napoli e che qui non riesco a trovare.

    Scusa lo sfogo...era giusto per dire che ogni tanto anche io vorrei sparire. Forse manco se ne accorgerebbero.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. C'è una marea di cose che vorrei fare ma non posso. E' la regola, negli ultimi anni. Una forzatura, emotivamente parlando. Quindi capisco cosa intendi.

      Se dovessi sparire e nessuno dovesse accorgersene sarebbe perfetto.

      Elimina

Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.