10 giugno 2014

Palpebre dolenti d'azzurro

Non c'è nulla di comodo in questa avanzata sterile. Neppure i sussurri che si dileguano astratti al di là di palpebre dolenti d'azzurro. Mi avanza un po' del tuo cuore e non so a chi affittarlo. Lo ammetto: mi reggo a patto di ricordare i circoli stellari di ciò che sono stata. Perché lì sprofonda il senso di ciò che diverrò. La corda è tesa e rimane un passaggio strettissimo. L'inciampo è pronto per i prossimi passi, ma non si può non procedere oltre. Ecco: diventare più simili al proprio spettro, come una impercettibile ansia. Non conto le voci e neppure gli echi. Scivola via tutto ciò che deve scaturire dalle mie vene.

[foto by greyguardian]

28 commenti:

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    1. E' noto a tutti che io scopiazzi i miei post.
      Sono una copiatrice/plagiatrice esperta...

      Proprio quello che pensa la tua amica Cristiana, no?

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    4. Il post sul destino che ha la faccia da mago non ha niente a che vedere con questo post.
      Due percorsi completamente diversi. Quel post è nato da una chiacchierata con una mia cara amica di cui non sopporto granché l'eccessivo fatalismo. Questo post, invece, è nato in maniera del tutto diversa che non sto qui a spiegare.

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    5. "Les beaux livres sont écrits dans une sorte de langue étrangère". Proust.
      Jean Claude

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    6. Che dire?
      Mi trovo d'accordo con Proust.

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  2. Euridice, alti momenti di pura poesia.
    Questo non s'impara: è genetica.

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    1. Grazie Veil.
      Sei sempre estremamente gentile. Ed affettuoso.

      Anche i miei geni ringraziano.

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  3. Hai controllato il sangue? Forse soffri un po' di emofilia.
    La mia corda è allentata e mi diverto a saltarla ogni giorno, perchè ogni giorno reca qualcosa di nuovo e gli spettri non mi spaventano
    Ciao.
    Cristiana - ridondante

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    1. Emofilia?
      La prendo a ridere... è meglio.

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    2. D'accordo: prosa poetica in quanto alla forma ( c'è un refuso nell'ultima frase - dalla mie vene?). La poesia, come l'Arte, non è mai popolare e non può essere accessibile a tutti. La casalinga di Voghera potrà mai apprezzare l'Arte de La Divina Commedia senza conoscerne l'inquadramento storico e un po' di filologia dantesca? e le poesie di Garcia Lorca senza averne conosciuto e approfondito la tematica e il simbolismo? Non credo. In quanto ai tuoi scritti, sei certamente abbastanza ermetica e non comprensibile ad una prima e superficiale lettura. Ma nessun tipo di poesia. è tale. Inoltre ci sarebbe da fare un discorso sui livelli di comprensione, ma la questione sarebbe troppo lunga.

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    3. Prima di tutto, Guisito, grazie per aver segnalato il refuso. In effetti nella prima versione avevo scritto qualcosa di leggermente diverso.

      La poesia e l'arte, a mio avviso, sono accessibili a chi è predisposto a recepirle. So benissimo che a volte sono ermetica e difficile da comprendere, ma non importa. Chi non vuole fare alcuno sforzo non è tenuto a leggermi. Chi pensa di voler andare un po' più a fondo, senza spaventarsi, può capire e persino condividere ciò che scrivo.

      Il livello di comprensione non è uguale per tutti. C'è chi capisce meglio, chi capisce peggio, chi capisce a modo suo e chi non capisce affatto. Funziona così.

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    5. Lo dico a te, come l'ho detto a Jean l'altro giorno: non sei tu il centro del mondo.
      Smettila di pensare che tutto (compresi post e commenti del mio blog) siano riferiti o ispirati o dedicati a te.
      Dormi tranquillo: non parlavo di te.

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    7. Il tuo problema è che dici di essere al centro del TUO mondo ma poi, all'atto pratico, ti metti al centro di QUALSIASI altro mondo. L'esempio concreto è proprio nel commento poco sopra.
      Io stavo parlando con Guisito (e non con te) di come la comprensione di un testo ermetico (e non solo) possa essere varia e molteplice e tu, ovviamente, hai pensato che si facesse in qualche modo riferimento a te. NO. Nessuno parlava di te. Ma ovviamente a te è di nuovo sfuggito il dettaglio e hai ri-parlato di te e delle tue cose come se importasse a qualcuno.

      Cerca di ridimensionarti.
      Almeno qui.

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  4. Un frammento luminoso di un romanzo, oppure la scheggia tagliente della vita, che poi non c'e' molta differenza tra le due ipotesi.
    piaciuto
    massimolegnani
    [credo che eco al plurale diventi maschile]

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    1. Non scrivo romanzi: non sono all'altezza.
      Scheggia tagliente di vita?
      Ecco, direi di sì.

      Grazie per avermi segnalato l'errore.
      Non ricordavo che "eco" fosse irregolare.
      Ora è a posto, come puoi notare.

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    2. Non intendevo che esistesse tutto il romanzo. A volte e' interessante scrivere solo quel frammento

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    3. Allora temo di aver scritto una miriade di frammenti di romanzo.
      Nessun romanzo però...

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    4. Non e' un male, scriverne una minima parte, il resto immaginarlo, saperlo, riprenderlo magari, in un altro contesto. Almeno a me capita. :-)
      Ciao
      ml

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    5. No, sto dicendo che scrivo frammenti come te, magari un po' piu lunghi
      :-)

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    6. E questi tuoi frammenti sono leggibili online?

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    7. orearovescio.wordpress.com

      ciao,
      ml

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    8. Ok.
      D'ora in poi ti seguirò!

      E potrebbe essere una minaccia...

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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