10 febbraio 2014

I libri sono dei rosari d'inchiostro nero

A cosa serve leggere. A niente o quasi. E' come amare, come suonare. E' come pregare. I libri sono dei rosari d'inchiostro nero, ciascun grano dei quali ti scorre tra le dita, parola dopo parola. E cos'è esattamente pregare. E' fare silenzio. E' allontanarsi da sé nel silenzio. Forse è impossibile. Forse non sappiamo pregare come bisogna: sempre troppo rumore sulle nostre labbra, sempre troppe cose nei nostri cuori. Nelle chiese non prega nessuno, tranne le candele. Si dissanguano. Consumano tutto il loro stoppino. Non trattengono nulla per sé, danno ciò che sono e questo dono si trasforma in luce.

Christian Bobin, "Mille candele danzanti"

[foto by franlaurel]

10 commenti:

  1. Leggere è nutri-mente.
    Come il cibo, c'è quello piacevole, quello colorato e quello grigiosbollito, quello sano e quello tossico.

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    1. Leggere è un cibo per chi ama farlo.
      E per chi non legge?

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    2. Oddio, ci sono molte forme di cultura, non solo quella letteraria.
      Ad esempio la musica.
      Ci sono persone che leggono gli spartiti e la sentono.
      Forse per alcuni di essi potrebbe essere noioso o poco interessante un libro. Eppure anche quella è Cultura.

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    3. Suonare, secondo la logica di Bobin, non serve comunque a niente. Proprio come leggere.
      Ma come scriveva il grande Oscar Wilde, "Tutta l'arte è completamente inutile". Io direi: meravigliosamente inutile. Di un'inutilità che serve alla mente e all'anima.

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  2. Ignoro se mi accetta la password. Ora riprovo.

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  3. Leggere e non poter rispondere è peggio, perché su questo PC sono venuto una volta sola a dicembre del 2011 e diedi la password di allora; non me la ricordavo più e l'ho sbagliata dieci volte. Ora l'ho ritrovata nella mia memoria e quindi per JC non c'é più scampo.
    Solo pioggia a Roma, diluvia e io sto a casa a girarmi i pollici. Che fregatura!
    Solo una ricca colazione in una pasticceria siciliana (che cannoli gente) e un pranzo a base di frittura mista di pesce, carciofi e verdure miste. Stasera a cena da mio nipote e addio Roma bella. Ma torniamo a giugno e ci rivedrem quel dì, prometto. Allora sarà una strage di carciofi alla giudia!

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    1. Scusa: ma la password per accedere all'account Google non è sempre la stessa? A Roma o in Germania il tuo account è comunque identico. No?

      JC non è passato questa volta. Altrimenti t'avrebbe anticipato.
      Venire in Italia in questo periodo, con tutto il maltempo che c'è ovunque, non è stata una scelta saggia. Forse.
      Intanto ci sei e goditi quel che puoi.

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    2. Mia nipote Cristina voleva che io passassi a Roma il mio compleanno e mo ha regalato quel biglietto.Io faccio gli anni a febbraio: può andar bene o può andar male, come adesso: piove sempre.

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    3. A febbraio le probabilità che il tempo non sia buono sono piuttosto alte.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.