3 aprile 2012

Amanti dei misteri del cuore e della mutanda (*)

Pettegoli. Gli uomini come le donne: differenze di genere non ce ne sono. Spettatori occhiuti, segugi malandati e perversi. Annusano l'aria cercando l'oscenità del momento, attratti da ciò che fa ribrezzo o solo troppa pena. E gli sciacalli del piccolissimo schermo sono lì, con fili di saliva a bagnare i piedi, per nutrire le belve fameliche attraverso frasi patetiche e cortocircuiti di paranoie e castelli in aria. L'importante è riempire le fauci e placare l'assillo di chi pretende di infilarsi sotto la pelle di chi non dice o non può reagire. Come nugoli di mosche monotone e cocciute che si appoggiano beate sull'immondizia che passa il convento gonfiandosi di eccessi e vacuità.

[foto by damselflyArt]

(*) E. Cioran

12 commenti:

  1. ah ecco, volevo ben dire!
    ero certa di conoscere la citazione, che mi permetto di rendere per esteso:)
    "Che lo vogliamo o no, siamo tutti psicoanalisti, amanti dei misteri del cuore e della mutanda, palombari degli orrori"
    sai com'è, la storia della pietra, ecc ecc
    beh, che io ricordi nessuno me lo ha mai rimproverato (anche perchè parlo più spesso con i defunti che con i vivi), ma certamente ho "peccato" anch'io.
    di sicuro ho accusato parecchi di averlo fatto, ma tanto che parlo a fare?
    hai presente un sasso in una palude? ecco: pluf!

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    1. E si conclude con "Guai allo spirito dagli abissi chiari!". Che è la summa, direi.

      Con le dovute differenze.

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  2. Cioran è il mio elisir di sopravvivenza. Amo la sua scrittura.

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    1. Sopravvivere con Cioran sembra quasi un paradosso.
      Divertente...

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    2. Squartamento, Il funesto demiurgo e La caduta nel tempo. Se non li hai letti, leggili. "Siamo tutti in fondo a un inferno, dove ogni attimo è un miracolo". Se questa non è sopravvivenza, se Cioran non è vitalità cosa lo è? Avrei mille esempi da citare a memoria.. ogni sera leggo qualcosa di suo, da almeno 10 anni. Un po posso dire di conoscerlo. Buona giornata

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    3. Il funesto demiurgo e L'inconveniente di essere nati li ho letti.
      A dire il vero la mia voleva essere solo una battuta. Cioran, molto più di altri, riesce a trasmettere il senso della vita e della morte.

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  3. E chi è adesso Cioran? O mamma, quanto sono ignorante!! Mi documento all'istante.

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    1. Fai bene, Primo.

      Ecco qualche link:
      http://it.wikipedia.org/wiki/Emil_Cioran
      http://www.rodoni.ch/busoni/cioran/cioran.html
      http://www.emiliosanfilippo.it/?page_id=458

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  4. Quanto odio anche quei conduttori che si leccano i baffi e si strofinano le mani come per dire: guai, tragedie, scendete dal cielo che avrò più contenuti per portare avanti la mia trasmissione e assicurarle ascolti e longevità". Odio quarto grado che sta a parlare del rossetto che utilizzava una morta o l'altra...e poi tanti altri, ma l'elenco è lungo, tristemente lungo...purtroppo.

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    1. Loro fanno solo ciò che sanno che verrà seguito.
      Coltivano l'altrui morbosità. Sono gli spettatori a farmi più orrore.

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  5. La blogosfera è un palcoscenico ideale per questo genere di rappresentazioni: non ha la visibilità degli altri media ma possiede l'anonimato, non c'è l'immagine visiva ma le parole fanno spesso più danno.
    Piccolo appunto, anzi notazione: Il buon vecchio e tremolante Emil non ti pare più cupo, introverso e indigeribile di Schopenhauer? Scusa ma quella cosa mi è rimasta aggrappata addosso lo so e solo al pensiero che Sara se ne sciroppa una dose ogni sera da 10 anni mi lascia basito.

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    1. Non solo la blogosfera ma Internet in generale, al pari di ogni strumento di comunicazione di massa, può divenire un palcoscenico ideale per certi contenuti.

      D'altro canto la morbosità e la curiosità di alcuni soggetti può trovare nutrimento in decine di modalità diverse.

      Schopenhauer e Cioran? Credo che abbiano qualche elemento in comune.
      Forse pensi troppo al buon Schopenhauer, lascia stare. Voleva essere una battuta, la mia.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.