21 febbraio 2012

Fenomenologia del mondo candido

Di scientifico non mi sembra possa aver molto, ma forse anche quello. Non m'importa. Non qui né ora. E' che la neve, come buona parte di ciò che cade dal cielo, è anarchica. In sostanze non le importa un bel niente e l'ammiro per questo. Noi qui, tremanti e cocciuti, a proclamare l'arroganza di un genere dominatore costretti a soccombere ad un evento che ci piega in due fino a spezzarci i tempi e la pazienza. Il suo candore è disarmante, la sua freddezza non è che il segno del distacco. Trasfigura tutto quello che vedevo e lo annulla. Somiglia ad una maledizione o a un miracolo. In fondo la differenza non è poi tanta.

[foto by mia_euridice]

22 commenti:

  1. Il bello della neve è il silenzio e la leggerezza con cui cade. Leggera eppure così potente.

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    1. Leggera quando cade, pesantissima quando ti tocca spalarla!
      Credimi.

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    1. Da te no, forse. Qui siamo arrivati al metro e venti...

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    2. Eh, no dicevo la differenza tra una maledizione ed un miracolo, non è poi tanta :)

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  3. Non ho avuto mai il piacere di passeggiare sotto una nevicata né di svegliarmi la mattina e scorgere la neve oltre la finestra.In tanti dicono che sia un disagio anche quando non li crea. Tutti si lamentano sempre di tutto, non ci mettono mai un po' di poesia nelle cose che vedono. A te piace la neve,mi sembra di capire, ed è bello leggere le tue impressioni positive.Complimenti per la foto...e che la neve scenda quando e come vuole.

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    1. La neve scende sempre quando e come vuole. E' questo che mi piace della neve.
      I disagi? Non puoi nemmeno immaginare quanti. Ma forse un giorno, nemmeno poi tanto lontano, li capirai da solo.

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  4. del resto non è sorella della pioggia?

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    1. Credo di sì. Si somigliano parecchio. Ma la neve è la sorella più bella e più ostinata.

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  5. impalpabile e cocciuta, fredda e bellissima
    un ossimoro vivente

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  6. copio e incollo una cosa appena letta che mi ha fatto ricordare il tuo post:

    Preferire alla neve

    Preferire alla neve il tuo biancospino
    a questo inverno candido il tuo odore di primavera
    che nasconde l’umana spinosa natura
    Lislei il sangue dell’inverno è rimasto nero
    sotto la ferita bianca
    mentre il tuo sangue continua a sfogliare
    sotto l’ombra pura una peonia rossa.

    Preferire alla notte
    la tempesta che le tue vene rivelano,
    all’oscura minaccia
    la speranza della tua folgore.

    La tua presenza Lislei allarga tutti i muri
    penetra tutti i deserti
    cancella le smorfie
    che attentano al tuo volto.

    Alain Borne

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    1. Non conosco Borne.
      Ti ringazio, teti, per aver portato un po' di poesia nel mio blog.

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  7. Quassi quasi una gatta morta, ma di più, molto di più.

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    1. Nel senso che sembra così bella e buona questa neve e poi fa danni.

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    2. Le gatte morte sono così?
      (Sai... non sono molto esperta del genere)

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    3. Le gatte morte graffiano quando meno te l'aspetti. Mentre tu pensavi che non fossero capaci a graffiare. Ma la specie delle gatte morte ha molte varietà.

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    4. Non ne dubito.
      Ma credo che esistano anche i "gatti morti".
      Identici, in versione maschile.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.