15 dicembre 2011

Corpi senza anticorpi

Certi deserti crescono dentro non solo attorno. E brulicano di visioni deformate ed ellittiche di una realtà che non è mai quella che raccontano in TV. Perché lì i carnefici hanno facce banali e sparano a gente inerme e resti agghiacciata. Mai abbastanza, però. Poi ascolti un uomo parlare e ti metti a pensare per un giorno intero. Pensi a colpe profonde come precipizi, ad idee guaste che rivestono l'esistenza di chi mangia odio senza prospettive né logica. Vedi i sedimenti di una cultura che è molto più logora e sfiancata di quanto pensassi e non può sorprenderti nemmeno notare che alcune persone possono diventare solo corpi. Portatori insani di egoismi e terrori.

[foto by siamesesam]

18 commenti:

  1. Ci vorrebbero proprio gli anticorpi giusti, per neutralizzare finalmente chi è nero come la pece di cervello e di anima, fregandocene tutti, una volta per tutte, della pigmentazione della pelle...

    RispondiElimina
  2. Dovremmo insegnare ai nostri figli a pensare affinchè possano diventare adulti consapevoli.
    So di madri che non mandano alla scuola pubblica i propri figli perchè così possono avere la certezza che non siano nella stessa classe con gli stranieri e questo è molto significativo.

    RispondiElimina
  3. @ Zio: sono sicura che certe persone riuscirebbero a cercare stupide differenze che valgono la morte anche se la pelle di tutti fosse di un unico colore.

    RispondiElimina
  4. @ Amore: pensare è un compito complicato e prevede prese di responsabilità e la responsabilità delle scelte.
    Quelle madri non pensano e se lo fanno lo fanno in maniera stupida.

    RispondiElimina
  5. l'ultima riga racchiude davvero quello che siamo.

    RispondiElimina
  6. Anche su questo, purtroppo, mi tocca concordare: basta pensare alla stupida feccia omofoba... :-(

    RispondiElimina
  7. @ Agnese: forse non è nemmeno sufficiente.

    RispondiElimina
  8. @ Zio: sì e purtroppo non è nemmeno l'unica "fobia" che genera tanta follia e tanta idiozia.

    RispondiElimina
  9. Hai troppo ragione. Così tanto che quasi quasi preferirei tu abbia torto.

    RispondiElimina
  10. Dovrei essere saggio per capirlo.

    RispondiElimina
  11. Non so darti torto. Ma sai... l'età avanza. Per entrambi.

    RispondiElimina
  12. E' che uno è portato a pensare ci sia un limite, che in fondo gli altri ci somigliano e che si fermeranno prima o poi, che certe cose non accadono con facilità. Poi ti accorgi che la storia del "siamo tutti uguali" è una bufala, la gente cattiva c'è, eccome se c'è, tu non gli hai fatto nulla eppure te la ritrovi addosso solo perché esisti... fortuna ci sono anche le belle persone, ma pensare che la vita sia una favola cantata ti fa sbattere il viso sul muro della realtà.

    RispondiElimina
  13. Chi ha paura del diverso è ignorante, soffre di un complesso di inferiorità ed è facilmente manovrabile da politici senza scrupoli affamati di potere.

    RispondiElimina
  14. @ Ombra: il dramma è che i cattivi sembrano diventare sempre più cattivi, che gli orrori già avvenuti non abbiano fatto capire niente, che ci sono persone che dovrebbero misurare le parole solo perché potrebbero avere impatti pericolosi ma continuano a blaterare idiozie dai loro pulpiti dorati.

    RispondiElimina
  15. @ espe: ecco, la seconda parte del tuo commento è quella che mi terrorizza ogni volta di più.

    RispondiElimina
  16. Purtroppo è così. Non per niente, oltre a quelle reali, vengono diffuse ad arte paure artificiose, pur di mantenere più facilmente il controllo sui popoli. Quindi non bisogna aver terrore, ma consapevolezza e pervicacia nel trasmettere positività e rispetto per la diversità.
    Cavolo che sermone!

    RispondiElimina
  17. Bauman dice lo stesso. Spesso sono gli Stati stessi e generare paure, per lo più infondate. D'altro canto devono giustificare la loro esistenza e il fatto che i governati li considerino necessari, soprattutto in fatto di sicurezza.

    RispondiElimina

Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.