10 febbraio 2011

Mausolei

Non voglio custodire tutto. Qualcosa è giusto che venga dispersa, inevitabilmente. Non posso accatastare a lungo bucce di ricordi, polvere di sconfitte o grumi di sofferenza. Ho dovuto imparare, con l'età e i suoi errori, che è necessario buttare via. Senza lagne né titubanze. Crogiolarsi in porzioni di vita scadute e ormai difettose può paralizzare riducendo il presente ad una perenne esequia. Conservo in me le rarità o le eccezioni: procedo per sottrazione. Genero spazio sganciandomi dai ruderi e dagli scheletri. Così respiro meglio.

[foto by lense-flair]

19 commenti:

  1. Si impara a fare spazio per necessità. Ma capita che sia più difficile di altre volte.

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  2. Sì, è una specie di "arte" che si impara col tempo. Ma forse è legata a un istinto di sopravvivenza. Quando non puoi permetterti di lasciare spazi a porzioni di vita che non vale la pena tenersi dentro.
    Può essere difficile, ma non è impossibile.

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  3. concordo è un processo un po' angusto da avviare ma poi va in automatico.
    e non si riferisce unicamente ai ricordi del passato ma (per me) è utile anche a selezionare cosa del presente valga la pena di essere trattenuto e cosa lasciato andare___

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  4. Se ne comprendono tutti i vantaggi e quindi si applica in maniera automatica.
    Anche io lo applico agli eventi quotidiani.

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  5. mi sembra impossibile ma mi fido di voi e concordo con teti, quando scrive che anche il presente avrebbe ,spesso,bisogno di "una spazzolata" per eliminare quei capelli ,solo apparentemente,"vivi"!

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  6. Sì, EMMA, credo anche io che teti abbia ragione. Infatti, come lei, cerco di "spazzolare" via cose che non servono anche durante il tempo presente.

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  7. Invece, io, delle tue parole voglio custodire, avidamente, tutto. Spero che il tempo e le esperienze mi insegnino a scrivere come te, a vedere le cose con punti di vista diversi: graffianti, taglienti, avvolgenti e veri. E' vero che conservi in te la rarità e lo si legge. Un abbraccio forte, cara Euridice...è un amore leggerti, sempre!

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  8. Perché non fondi un "Euridice Fan Club"?
    Ovviamente sto scherzando...

    Buon week end, Veil. Un abbraccio!

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  9. Io invece sono schiavo dell'accumulo di passato. Non riesco a disfarmi di nulla, nemmeno di ciò di cui dovrei invece liberarmi visto che sono legati a persone ed eventi che vorrei tanto dimenticare. Non me ne libero perchè ho l'insana convinzione che nel caso me ne dovessi liberare, quelle persone ed eventi tornerebbero a bussare.

    and

    www.wrong-.splinder.com

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  10. ["Quanto poco rimane di ogni individuo, di quanto poco vi è testimonianza, e di quel poco che rimane tanto si tace, e di quello che non si tace si ricorda dopo soltanto una parte minima, e per poco tempo."
    (Javier Marias)] (wu)

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  11. @ and: non so perché ma immaginavo che tu fossi esattamente così. Non ti conosco molto, ma non potevi che essere come dici di essere.
    Un sorriso...

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  12. @ wu: ecco, Marias è uno di quegli scrittori che non sono mai riuscita a spiegarmi. Nel senso: non riesco a spiegarmi come possa essere considerato scrittore.
    Mah...

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  13. Io butto via tutto, il ricordo cosciente mi serve solo per ritrovare l'auto dove l'ho parcheggiata. Invece quello che conta resta nella mia memoria inconscia e di quella non posso disfarmene, sarebbe come strapparmi la pelle, senza non sentirei più nulla e la mia mente vivrebbe solo di freddo calcolo, avendo perduto la capacità di sognare.

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  14. Sono sicura che, seppur in maniera inconsapevole, anche tu non possa trattenere tutto e per sempre. Ci sono porzioni del tuo passato (soprattutto quelle più dolorose) che hai già perso e che perdi senza accorgertene. Altrimenti non saresti più nemmeno vivo.

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  15. Mi sono spiegato male mia_euridice, forse lo farò meglio dicendo che le cose si trasformano, proprio come nell'enigma della Sfinge, ma per quanto io possa aver perduto il ricordo cosciente delle cose vissute, ne resta traccia a livello inconscio e... occupa meno spazio, anzi nessuno, perchè è fatto di tempo, di movimento e trasformazione. Per cui sì, perdo un sacco di "cose", ma solo perchè le trasformo, altrimenti sarei morto come giustamente dici tu.

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  16. Sì. Ora è più chiaro. E del tutto aderente al mio modo di vivere e percepire gli eventi della vita.

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  17. Si vede che io non letto nemmeno la minima parte dei libri che hai letto tu. Io ho dei gusti semplici. A me, "Domani nella battaglia pensa a me", è piaciuto molto. (wu)

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  18. Sì anche io ho avuto la folle idea di leggere quel libro. Uno dei più pesanti, insignificanti e vuoti che mi sia mai capitato di leggere. E, come sai, ho letto (e leggo) parecchio.

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  19. P.S. La recensione (stroncatura) è qui:

    http://www.lankelot.eu/letteratura/marias-javier-domani-nella-battaglia-pensa-a-me-2.html

    se ti interessa, naturalmente.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.