25 aprile 2018

Scrivere non è gratis

Non so perché in troppi pensano che scrivere sia gratis. Un'attività che valga zero visto che in tanti la svolgono senza chiedere nulla in cambio. Certo, la passione. Certo, la voglia. Certo, l'urgenza. Ma scrivere non è gratis, non dovrebbe mai esserlo. Perché scrivere consuma risorse, tempo e impegno. Anche se i soliti troppi ritengono che le parole vengano fuori dal nulla e che abbiano giusto il compito di riempire uno spazio o agganciare una ricerca online. No. Scrivere e scrivere bene costa fatica e studio e talento e persino dolore. Non va mai sottovalutato. E chi scrive per sport, con negligenza e senza vita, farebbe meglio a sparire o tacere.

[foto by Enaston]

13 commenti:

  1. Scrivere è come respirare, ne abbiamo parlato anche su queste sensibili pagine.. e ognuno respira per se, ovvio...certo quando inizi a scrivere per essere letto - e pagato - da altri, bisogna pretendere ciò che sottolinei. Vale a dire che da quelle pagine traspaia abnegazione e passione, studio ed applicazione, coscienza e sacrificio.
    Altrimenti posso leggerti su di un blog, e nessuno mi vieta di lasciar perdere se nessuna corda viene smossa, se nessun nervo palpita, se alcuna evocazione emerge alla luce...

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    1. Scrivere è come respirare, certo. Per chi scrive per amore, perché non può farne a meno. Ma nel post parlo di gente che scrive solo per una sorta di mestiere che mestiere nemmeno è. Gente che riempie spazi di parole gettate a caso.

      Scrivere su un blog, a meno che non scrivi per un blog di Repubblica.it (giusto per dirne uno), non sei tenuto a ricevere compenso perché scrivi per te stesso e non per "vendere" un contenuto.
      Stiamo parlando di situazione diverse.

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  2. discorso spesso... penso a quando i poeti erano consiglieri dei Principi... poi rinsavisco e valuto per esempio la qualità dell'informazione sia stampata che on line e risolvo che molti dovrebbero pure pagare per scrivere.

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    1. Quando i poeti erano consiglieri dei Principi era un tempo in cui leggere e scrivere era un lusso per pochi.
      Ora scrivono in troppi e leggono in troppo pochi. Sai, hai ragione: servirebbe una sorta di tassa da far pagare a chi scrive, raddoppiata per chi scrive senza saperlo fare.

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  3. Effettivamente "spreco" tempo e risorse tutti i giorni per scrivere, tuttavia mi piace e continuerò a farlo nonostante tutto ;)

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    1. Il tempo per scrivere non è mai sprecato. E' impiegato. Tu scrivi gratis per qualcuno che in realtà dovrebbe pagarti?
      Non credo.
      Forse scrivi come me, per puro diletto. Almeno qui sul blog. E scrivo recensioni per un sito che, almeno, mi permette di guadagnarci libri che mi vengono inviati e che non compro. Un rientro anche questo.
      Se dovessi scrivere per un altro sito, per un qualsiasi spazio virtuale e per gente che circonda quel che scrivo con banner pubblicitari, allora pretendo un compenso. Non ti pare?

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  4. Rifletto spesso sulla scrittura e sul dolore che comporta. Ogni parola è strappata al silenzio, con fatica. L’ispirazione è un momento magico e, come ogni momento magico, rara. Condivido le tue parole e so bene quanto questa fatica sia poco apprezzata e capita. Poi avvengono eventi straordinari, incontri decisivi, come quelli che mi sono occorsi di recente al reading in Liguria e allora si trovano ascoltatori attenti, connessioni profonde e si scopre che ne vale la pena.

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    1. Sì, scrivere a volte pretende sofferenza. Un paradigma che vale in maniera particolare per i poeti, come sei tu.
      La fatica di chi scrive non viene compresa né valutata per quello che è. Viene svuotata ed annientata perché scrivere è ritenuto per lo più un divertimento, una cosa che tutti possono e sanno fare.
      Non è così ma è complicato farlo intendere.

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    2. Ettore stai dicendo che senza ascoltatori e connessioni non ne varrebbe la pena?!? Io credo che sia fatica e dolore, si, ma gioia e soddisfazione per noi che scriviamo, se le prime superano le seconde, credo ci sia qualcosa da rivedere..

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    3. In questo periodo la fatica di scrivere è più grande della gioia di esprimersi. Quindi scrivo poco. Mi capita ciclicamente. Parlo soprattutto della scrittura poetica perché per la prosa è un po’ diverso. Credo comunque che incontrare anime affini sia uno stimolo per continuare.

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  5. Lo stesso discorso vale per i fotografi, quando tutti "fotografano".

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    1. Tutti fotografano ma non sono fotografi. Ci mancherebbe!

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    2. Anche tanti che fotografano seguendo pedissequamente tutte le regole, dai tre terzi al diaframma perfettamente in linea con l'esposizione, non è detto che siano fotografi.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.