1 settembre 2017

Noi che senza tablet e telefonini

E' di quei post che sono un misto tra il patetico e il nostalgico, va pur ammesso. Però è vero: sono stata una bambina tra la fine dei '70 e gli '80 del secolo, anzi millennio scorso e, al tempo, non c'erano tablet né telefonini né computer per farci giocare. Non ci rimaneva che la corda per saltare, la campana da disegnare sul marciapiede, una barbie spelacchiata a cui mia madre cuciva vestitini con straccetti colorati. E poi c'erano il pongo, il das o i colori da temperare. Biglie, bambole di pezza, pentoline con ortaggi di plastica e microfoni tutti inventati per le canzoni dei cartoni. Più che sufficiente, mi pare.

[foto by mldzz]

22 commenti:

  1. E con il gessetto preso di nascosto a scuola a tracciare il gioco della settimana sul nastro d'asfalto sotto casa, un passatempo indimenticabile; oppure il gioco del fazzoletto e della palla avvelenata. A casa, invece, bustine di animali di gomma, macchinine comprate in edicola o in merceria e la ringhiera del balcone ci faceva da autostrada. Ne avrei ancora tanti da elencare. Giochi che ci permettevano di sviluppare abilità e nutrire fantasie; giochi che ci permettevano di socializzare ed interagire con i nostri coetanei. Si andava a giocare in casa degli amichetti e magari la loro mamma ci intratteneva pure per la cena. Belli, bellissimi ricordi. Fiero della nostra infanzia.

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    1. Io e Valeria, la mia amichetta d'infanzia, traformavamo le scatole in appartamenti per bambole. Facevamo gare di canto, giochi nell'orto, cacce al tesoro e corse infinite in bicicletta, con le immancabili ginocchia sbucciate.
      Sì, penso di aver avuto una bella infanzia.

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  2. Le piazze sono vuote,
    i parchi sono vuoti.

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    1. Non tutti per fortuna.
      Però un tempo lo erano ancora di più.

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  3. vero, e chissà che il tempo del gioco si sia spostato più avanti, da adulti ma facendogli perdere il suo senso e trasformandolo in cronaca vera fatta di intrugli mortali elaborati nei laboratori al posto di quelli dei finti pentolini, giochi di guerra con armi vere invece delle fionde di frasca e di violenza sulle persone come fossero bambole di pezza, il tutto immortalato e messo in rete come fosse appunto un gioco... fa riflettere il post...

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    1. Quasi macabro il tuo commento e conduce a considerazioni grevi. Soprattutto nel momento in cui violenza e guerre e soprusi e dipendenze possono essere visti come estensioni di giochi infantili deformati dal tempo o solo dalla malacrescita.

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  4. nei bambini (e anche negli adulti) c'è un rapporto inversamente proporzionale tra disponibilità di mezzi, di giochi a disposizione, e sviluppo della fantasia.
    e niente è più affascinante di un bambino che con pochi semplici oggetti a disposizione, sassolini, gusci di noce, foglie, legnetti, si costruisce un intero mondo.
    massimolegnani

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    1. Io non vedo più i bambini (ho tre nipoti di 7/10 anni) che cercano di inventarsi giochi con sassolini, foglie o legnetti. Io l'ho fatto e sicuramente lo hai fatto anche tu.
      Ma loro? Cosa stanno perdendo?

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  5. Se prima bastava per essere felici, ora non più purtroppo..

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  6. Anche io ho vissuto un'infanzia simile alla tua col cortile dei palazzi pieni di bambine e bambine e umanità varia.
    Devo anche dire i genitori degli ultimi anni sono diventati iperprotettivi, assillanti e assillati da continue, stupide, paure e spesso incapaci di lasciare che siano i bambini a risolversi le loro piccole questioni.

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    1. Nel mio paesello di condomini non ce ne sono. Io sono vissuta di fronte ad una piazzetta circolare pavimentata a sampietrini. Dietro casa c'era un grande orto, anzi due. Accanto altre case ed altri ragazzini con cui giocare e crescere.
      I genitori che conosco sono spesso assillati da fobie che sono solo nella loro testa. Terrorizzano i loro figli iniettando loro delle paure stupidissime: non si toccano i sassi, non si gioca sull'erba, non ci si avvicina ai gatti, non si corre in bicicletta...
      Stanno creando piccoli mostri pieni di timori e paranoie infondate.

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  7. Durante i primi anni '90 io e mio cugino Fabio giocavamo con le biglie e ci divertivamo un mondo (nonstante fossimo entrambi figli dell'epoca dei videogiochi). Non so onestamente se i bambini di oggi conoscano le biglie...

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    1. Sei più giovane di me, chiaramente. Io ho scoperto i videogames solo durante l'adolescenza ed erano solo nella sala giochi del bar non in casa.
      Le biglie? Ci ho giocato anche io, ma non credo che esistano ancora. Boh!

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  8. Mai piaciuti questi post stile "noi che avevamo il gettone del telefono".. ma ti perdono.
    Noi che perdonavamo.

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    1. Ti ricordi il gettone del telefono?
      Forse da qualche parte ne ho conservato qualcuno.

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  9. uhm spesso mi chiedo a chi servano realmente tablet e telefonini.. me lo chiedo quando vedo i miei vicini piantare la figlia davanti ai cartoni in tv per farle fare colazione.

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    1. Effetto "levati dalle scatole". Che si ottenga con una tv, un tablet o un cellulare poco conta.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.