12 dicembre 2016

Luoghi senza libri

Leggo che circa 13 milioni di italiani vivono in luoghi senza libri. Nessuna libreria, nessuna biblioteca. Anche dove io vivevo non c'erano molti libri. Per questo andavo (e vado) a cercarli dove so che sono. L'assenza di libri implica l'assenza di lettori o viceversa? Se ci fossero più librerie si leggerebbe di più? O chi non legge non leggerebbe a prescindere? Il meccanismo, evidentemente, da qualche parte si inceppa ma il risultato ha lo stesso fragore di un'immensa vergogna. Portare i libri dove non ci sono potrebbe comunque indurre qualche non lettore a convertirsi e di per sé sarebbe già una conquista.

[foto by crossfading]

18 commenti:

  1. non credo che le scarse opportunità di lettura (biblioteche, librerie) in tanti luoghi siano la causa quanto la conseguenza di una poca affezione ai libri da parte di tanti italiani. Non leggerebbero comunque nemmeno gli portassero i libri in salotto.
    massimolegnani

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    1. Forse hai ragione. Però rimane il fatto che ci sono tante località in cui non esiste alcun punto di riferimento per acquistare o prendere in prestito dei libri. Si legge già così poco, sarebbe importante avere almeno la possibilità di avvicinarsi ai libri.

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  2. Per me un luogo senza libri è inconcepibile, ma sono convinta:non è un problema di luoghi o distribuzione.
    Molti "non lettori" sono persone che non hanno voglia di leggere.

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    1. Eppure ci sono tantissimi luoghi senza libri. Soprattutto case. Sarebbe interessante chiedere a tutti gli italiani quanti libri possiedono, oltre a quanti ne leggono.

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  3. Concordo con il commento qui su.
    Penso che ci siano delle eccezioni ed io i libri me li sono cercati sempre, ma noto davvero scarso interesse per il mondo della lettura in chi ho intorno.
    Anche avendo a disposizione librerie su librerie (che poi hai notato quanto poco ormai sembrino librerie?) e biblioteche discretamente fornite, tendono ad evitare di leggere salvo casi editoriali che richiamano il pubblico dalla televisione.
    Lo trovo tristissimo.

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    1. Sempre più spesso noto che in tante case ci sono si e no un paio di scaffali dedicati ai libri. E quando sono anche presenti bambini, comprendo che andranno a rimpolpare la già cospicua massa/coacervo dei non lettori...

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    2. @ Igraine: Anche io sono sempre andata a cercare i libri che avevo intenzione di leggere. Spesso mi è venuto in soccorso anche il web. Ho acquistato ed acquisto spesso libri online probabilmente proprio perché non sempre trovo in libreria quello che vorrei. E meno che mai riesco a trovarlo in biblioteca. Dove vivo ci sono librerie ma la biblioteca è decisamente scadente: offre pochissima scelta.

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    3. @ Franco: una casa senza libri è sempre una casa triste. Riflette in pieno lo spirito di chi la abita. Mi è capitato di notare in case di altri l'assenza o la scarsissima presenza di libri. E' un segnale eloquente di che genere di persone vivano in quella casa.

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  4. E' questione di educazione, alla lettura. Sono cresciuto in una casa stracolma di libri. Abituato a leggere da subito, tanto, e di tutto. Quando passeggio "devo" fermarmi anche alle bancarelle di libri usati, o entrare in una libreria sulla strada; lo sa anche mia moglie che, pur lettrice, ogni tanto asseconda con reticenza, questa mia costante "perdita" di coscienza, alla vista di un libro... (però a Più libri si è divertita...)

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    1. Sono cresciuta in una casa senza libri. Questo non mi ha condizionato quasi per niente. I libri, quando ho avuto l'età per capire meglio, sono andata a cercarmeli dove potevo. L'amore per la lettura è, come tutti gli amori, totalizzante ed assoluto. Anche io mi perdo in librerie o tra le bancarelle: non riesco a controllarmi.

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  5. le librerie scompaiono con un ritmo angosciante, ho visto case senza libri, accettabili forse per chi non gradisce letture oltre la Gazzetta dello sport, ma in generale ho scoperto che moltissimi universitari confinano le loro letture al 'dovuto' per lo studio, quindi avremo un futuro di avvocati che leggono solo cose legali, schifando romanzi ed altro...

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    1. Ho visto morire molte librerie. Anche librerie storiche che avevano un fascino immenso. Hanno fatto spazio a negozi di articoli sportivi o a ristoranti di nessun valore.
      Il fatto che molte persone leggano solo quel pochissimo che gli serve è deprimente. Soprattutto se hanno certe responsabilità e svolgono certe professioni. La cosa che più mi sconcerta di certi avvocati o di certi professionisti legati al mondo della giurisprudenza è che non sappiano scrivere nonostante passino la maggior parte della giornata con la penna in mano o con le dita sulla tastiera.

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  6. Io i libri li vedevo solo a scuola, perché a casa o dai nonni di libri neanche l'ombra, questo per dire che a volte non solo ci vuole una certa propensione ma anche l'ambiente o l'esser influenzato da certi modi, io infatti non amo particolarmente i libri..

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    1. Come ho scritto poco sopra, anche io sono vissuta in una casa senza libri. Eppure la mia passione per i libri e per la lettura supera ogni altra passione della mia vita. Serve soprattutto questo: la passione. Se esiste, l'ambiente e la sua influenza passano in secondo piano.

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  7. ogni tanto (spesso) torni su questo argomento... cercando quel post ne ho riletti altri in cui declini il tema a te così caro...
    credo che ci vorrà tempo prima che tornino le biblioteche/librerie domestiche... siamo nel pieno dell'era dei 140 caratteri... e un libro di 140 pagine terrorizza...

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    1. Sì, parlo spesso di libri, letture e via dicendo. Un mio pallino. Sono persino noiosa, che vuoi farci?
      Sicuramente in troppi si sentono a disagio di fronte ad un centinaio di pagine da leggere. Sconcertante!

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  8. Ho solo brutte esperienze in proposito: guai regalare un libro a una bambina che conosco, altrimenti i genitori sono "costretti" a leggerglieli; "non ho posto in casa, una volta letto il libro lo vendo alla bancarella (a volte se non mi ispira lo vendo senza leggerlo)"; le bancarelle nei mercatini con i prezzi più bassi sono quelle dei libri, ci sarà un motivo...

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    1. Santo cielo. Famiglia inquietante, senza dubbio.
      Spero che la figlia, un bel giorno, per rappresaglia, diventi una libraia.
      Sai che ridere...

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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