7 dicembre 2016

Le parole esistono

Le parole esistono. Basta saperle e saperle usare. Una banalità che, a primo impatto, rasenta la nausea. E allora, mi chiedo, perché pur sapendo che tutto si può dire meglio o in altro modo non ci si preoccupa nemmeno un po' di farlo? Le parole muoiono per questo. Per l'abbandono a cui vengono costrette da ignoranza e pigrizia. Gli aggettivi abbondano, gli avverbi tracimano, i sostantivi straripano eppure in pochi si sforzano di utilizzare termini diversi o più appropriati. Ovvio: è più semplice ed immediato ridursi a quel che viene in mente all'istante. Eppure sarebbe importante andare al di là di tanta ordinaria mediocrità.

[foto by MahmoudElkourd]

14 commenti:

  1. giusto!
    prendi il termine 'parola d'onore'... chi se lo ricorda/usa più?

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    1. No, temo che non venga usato granché.
      Onore poi?
      Nemmeno per sbaglio.

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  2. Io infatti cerco sempre di scegliere le parole più giuste per dire qualcosa, ma alle volte ci riesco altre no, l'importante però è farsi capire ;)

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  3. Ed il congiuntivo, ne vogliamo parlare? questo illustre sconosciuto.
    Disgraziatamente trovo che in molti casi anche i traduttori non vanno per il sottile. Rimanendo, a cui piace la lingua italiana (e qui metto anche gli stranieri come me)la letteratura dei classici.

    Leggo con piacere,spesso e da qualche tempo il blog, ammirata dalla vostra facondia :-)

    Maria

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    1. Il congiuntivo è spesso bistrattato e stritolato. Tu sei straniera e ti sforzi di fare del tuo meglio. Ammirevole, per come la penso io.

      Da cosa saresti ammirata?
      Sorrido...

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  4. Ci sono una massa di parole che non sono arcaiche, ma semplicemente trascurate, impolverate dal non uso. Noi che amiamo scrivere dovremmo adottarne almeno una in ogni scritto, per il piacere di vederle rifulgere.
    massimolegnani

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    1. L'adozione di parole impolverate dal non uso, come scrivi tu, era stata un'iniziativa già realizzata tempi addietro. L'idea di utilizzare parole un po' più "rare" è sicuramente interessante. Basta poco, in fondo.

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  5. Non so se ti ricordi cosa faceva Winston Smith in 1984. Ebbene il suo compito era quello di semplificare la lingua riducendo i vocaboli, e di conseguenza, o di pari passo, il pensiero.

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    1. Pensieri semplici corrispondono a parole semplici? Non sono sicura. Credo che un pensiero possa essere tradotto in parole diverse. Dipende da chi le sceglie e le pronuncia.

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  6. Necessità di comunicare e nel modo più proprio e consono ma anche utile. E mentre rifletto su quello che hai riportato mi chiedo il perché, nel senso che se lo hai fatto per una pura dichiarazione d'intenti nell'elogio della parola o per ostentare scontatamente ed in forma sottesa che tu saresti una che utilizza un linguaggio forbito e quindi aprioristicamente esclusa da questa inserzione.
    Ma al di là della riflessione propendo per l'utilizzo delle parole, queste fantastiche parodie di sé, che detengono il potere di formare e disperdere, approfondire ed omogeneizzare, stillare ed ammassare.
    Credo il problema sia da ritrovarsi in due sezioni. La prima rappresentata dalla mera impossibilità al loro giusto utilizzo per problemi di natura, diciamo così, contingente; l'altra precisamente collegata alla pigrizia. Ma ce n'é una terza che è quella di evitare di incorrere nel pericolo di non essere capiti. Quindi mi vedi quasi in accordo con te e con qualcuno dei commentatori.
    Bello è e rilassante quindi ascoltare i toni pacati e anche se non ma sincopatici delle parole che snocciolate come ciliegie appena raccolte, vengono scelte una ad una per gustarne il loro unico e peculiare sapore.


    Dopo tempo mi riaffaccio

    Ben ritrovata

    Uomo

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    1. Sì, sono tornata da qualche tempo. Per via di quella sorta di "urgenza" di scrivere che, a mio avviso, conosci fin troppo bene.
      Tornano al post. La riflessione mi è venuta qualche giorno addietro quando una mia collega mi ha chiesto di rispondere al telefono perché io so usare meglio le parole. Le ho detto che le parole esistono e tutti sono in grado di usarle, ammesso che lo vogliano. Non penso di essere migliore di lei né di altri. Riconosco che, forse, quando comunico con gli altri, anche oralmente, sono solita utilizzare parole un po' più ricercate o desuete. Basta un aggettivo meno banale del solito, a volte. Temo che troppo spesso ci si riduca a memorizzare un numero minimo di termini e ci si abitui ad usare sempre e solo quelli. La varietà di una lingua piena come l'italiano viene così ad essere mortificata. Ed è un immenso peccato.

      Felice di rileggerti!

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  7. "le parole esistono" ma non tutti sono in grado di usarle, non conoscendole. Si legge poco. Si apprende ancor meno. Il risultato è l'approssimazione dei dialoghi che si evidenzia ancor più quando ci si appresta a scrivere, elementarmente.

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    1. Infatti temo che in tanti non usino certe parole semplicemente perché non le conoscono. Ma a volte basterebbe sentirle/leggerle per favorirne l'utilizzo.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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