12 maggio 2016

Il mutar d'idea

Il mutar d'idea è legittimo. A volte indispensabile. Persino salutare. Se non addirittura salvifico. Epperò il mutar d'idea come si muterebbe un abito mi pare, a ben vedere, solo un gorgheggio imbambolato e distorto. Volere rosso quel che ieri si voleva giallo e domani magari viola, conduce verso un labirinto ottuso fatto di nulla. Tanto che l'idea iniziale non solo è stata inghiottita e digerita da un parapiglia di altre idee ma, tra un mutamento e l'altro, finisce per ritornare quel che era sempre stata. E il senso dell'idiozia del tutto pare sventolare al vento come fanno certi stracci di carta.

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14 commenti:

  1. un conto è modificare saltuariamente una propria convinzione, un altro fare della mutevolezza un sistema di vita, spesso non disgiunto da acquiescenza e opportunismo.
    massimolegnani

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    1. Il mutar d’idea, ossia salire sul carro del vincitore, è la regola più seguita dai politici nostrani: cambiare casacca a seconda delle convenienze del momento

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    2. @ Carlo Calati: la mutevolezza come regola di vita, soprattutto per chi deve subire tanti repentini mutamenti, crea parecchie difficoltà e molte frustrazioni.

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    3. @ Remigio: ovviamente non mi riferivo ai carri dei vincitori né ai politici nostrani. Quello è un altro modo di mutar d'idea.

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  2. Mugugno.
    Sissì, il mutar d’idea è sano, legittimo, eccetera.
    Ma attorno a me, più che saggi o idioti, vedo parecchi voltagabbana.
    E mi domando se l’idiota non sono io.

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    1. Chi cambia idea solo per puro tornaconto, in realtà, non aveva alcuna idea degna di questo nome.
      E la mamma degli idioti non smette mai di partorire.

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  3. Chi cambia spesso idea è perché non ne ha alcuna, o meglio una ce l'ha: quella della convenienza del momento.

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  4. Le idee si formano a volte velocemente, a volte sono figlie di profonde riflessioni che portano a convincimenti esistenziali, ma tutte, una volta formate, costituiscono la base del nostro viver quotidiano, della nostra filosofia di vita.
    Le idee si possono e si debbono cambiare quando ci si rende conto che sono sbgliate oppure obsolete. Insomma possono cambiare col passare del tempo e delle condizioni di vita.
    Quello di cui parli tu mi sembra piuttosto il comportamento delle banderuole che prendono a prestito le idee altrui per poi cambiarle ad ogni girar di vento.
    L.A.

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    1. Le idee sono di natura diversa. Alcune si confondono con le ideologie, ma lì si raggiungono territori leggermente diversi.
      L'età, l'esperienza e certi dolori possono indurre le persone a cambiare le proprie idee, a mutare il modo di porsi nei confronti del mondo. Tutto legittimo, questo è ovvio.
      Quello di cui parlo è il comportamento di persone che fluttuano tra l'incoerenza e l'insoddisfazione, tra l'incostanza e la contraddizione. E non parlo di idee fondanti per l'esistenza, ma di cose più banali.

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  5. Soltanto gli imbecilli non cambiano idea (cit.)
    Mi sembrano parole sante... ovvio poi che scadere nel "gorgheggio" reiterato risulti una vaga collezione di fuffa.
    Il "fluttuare" costante rivela solo superficialità.

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    1. E anche una buona dose di capricciosa volubilità.

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  6. "Perché forzando il passo, succede che si muore per delle idee che non han più corso il giorno dopo".

    Credo che cambiare idea dovrebbe essere facile e difficile al tempo stesso.
    Quando un'idea si forma deve essere salda e solo per un'idea altrettanto (o più) salda ci si può permettere di cambiarla. Questo, ovviamente richiede attenzione e riflessione.

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    1. Invece, sempre più spesso, mutamenti di idee compiuti senza troppe riflessioni e senza alcuna ponderazione. Si salta da un'idea all'altra con una leggerezza che inquieta.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.