18 marzo 2016

Le domande che non si fanno

Non sempre è lecito domandare. Anzi, a volte è del tutto superfluo nonché stupido nonché indelicato. Ci sono domande che non si fanno. Perché la risposta la si cerca in maniera diversa, obliqua, diagonale. Non serve altro. Tacere e pensare è già abbastanza. Non si chiede perché chiedere può diventare accusa, vergogna o incauto tormento. Una forma di intelligenza più umana può servirsi di quel dono beato che è l'intuito, terreno che si spera sempre fecondo e florido. Domandare può ferire e chi domanda con tale intenzione deve ancora capire da che parte del mondo stare.

[foto by laura-makabresku]

14 commenti:

  1. Condivido. E' indelicato domandare, soprattutto quando la risposta già la conosciamo.

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  2. domandare è lecito, rispondere cortesia ... potrebbe anche accadere che sia la risposta a far capire che la domanda non è lecita, giusto per non dar tutto per scontato!

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    1. Infatti a volte accade proprio questo. Ma confido nella buona fede di chi domanda, in questo caso.

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  3. Si, hai ragione, certe domande non si dovrebbero fare, anche se sai già la risposta o se è comunque lecita!

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    1. Sapere la risposta dovrebbe servire da limite. Almeno in parte.

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  4. Verissimo, ma c'è la domanda fatta apposta per mettere in imbarazzo, per far star male, acida, purulenta, serpeggiante sotto la pelle, nemica e blasfema, domanda -vedi caso- per lo più uscente da una gentile bocca femminile. Guardate gli occhi di colei che la pone e li vedrete lanciare fiamme tra un casto e innocuo batter di ciglia.
    L.A.

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    1. Mah...
      Ho sentito domande acide, sconvenienti e odiose uscire tranquillamente da bocche maschili.
      Semplicemente perché l'imbecillità è trasversale: non ha sesso.

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  5. a volte si intuiscono le risposte senza fare le domande.
    massimolegnani

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  6. Bisogna capire cosa si può e deve domandare, e cosa invece no. Non sono comunque per il non chiedere a prescindere.
    C'è modo e anche intuito, come facevi notare. Ma a volte prevale il rinunciare a sapere o, peggio, il presumere già le risposte che arriveranno. Una cosa che non sopporto.

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    1. Fare domande è di per sé spesso necessario. E a volte dal tenore e dalla profondità di una domanda si capisce molto di chi la pone.
      Ma ci sono comunque domande che si possono evitare. Questione di intelligenza e di sensibilità.

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  7. Concordo perché anch'io mi comporto così. Ci sono domande che possono ferire e bisogna capirlo, poi le cose si vengono comunque a sapere.

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    1. Esatto. E per saperle basta magari solo un po' di tempo e il silenzio che lo accompagna.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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