13 febbraio 2016

Troppi sé

No, nel titolo di questo post non c'è alcun errore. E' così: troppi sé. E sé è con l'accento (rigorosamente acuto ché altrimenti è sbagliato). Troppi sé dappertutto. Ego che rimbalzano da una pagina a un muro, da un display ad un monitor, da un microfono a uno schermo. Sé che se ne vanno a spasso come nullafacenti. Tanto a loro basta essere sé e null'altro. Perché sono pieni di sé e stanno a sedere ovunque purché qualcuno li noti e li renda ancora più pieni. Maree di sé che ondeggiano e svolazzano leggeri, anzi leggerissimi poiché di materia autentica, di solito, ce n'è pochina. Ma a chi interessa?

[foto by Kleemass]

18 commenti:

  1. Una società dello spettacolo e delle apparenze come quella in cui viviamo non poteva che generare personaggi simili: pieni di sé.

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    1. Il mondo dello spettacolo ha spesso prodotto stelle e stelline con relative manie di grandezza ma che questo si rifletta su tanta, tanta gente (che del mondo dello spettacolo non sa nulla) mi sembra strano.
      Credo, più semplicemente, che ci siano solo un po' troppo figuri egocentrici in giro. Ma veramente troppi.

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  2. Sono questi brutti tempi, bellezza.

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    1. Che urga bellezza è ormai noto. Ne avevo scritto qualche tempo fa.

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  3. Quelli che appartengono alle antiche generazioni mi dicono che una volta erano pochi i grandi sacerdoti del sé, mentre la massa navigava nell'anonimato nascosta, tranquilla e felice di non farsi notare perché così non pagava dazio e viveva beata.
    Poi è arrivata la TV con le sue immagini. È arrivato l'uomo immagine, il lavoro immagine, la vita immagine. Ai primi che se ne sono appropriati è sembrato di aver finalmente toccato il culmine della felicità, mentre gli altri sogghignavano, ma sempre meno convinti, sempre più affascinati dall'idea di apparire anche loro. Adesso non si è vivi se non si appare. Dato che tutti lo vogliono a tutti i costi e dato che tutti più o meno appaiono ne deriva che nessuno è sopra gli altri e tutti sono di nuovo massa informe, solo che appare, niente più di prima. Se questo li gratifica beati loro. Io sinceramente me ne infischio.
    L.A.

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    1. Qualche anno fa, su questo blog, avevo scritto che l'arroganza è di chi può permettersela. E continuo convintamente a pensarlo. Ma, come scrivi anche tu, adesso sembra essersi rovesciato un po' tutto: chi potrebbe permettersi arroganza è buono ed umile, chi dovrebbe tacere e nascondersi nell'ombra sfodera tutto il suo antipatico essere sé.

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    2. .. però permetti, da un altro punto di vista, chi può permetterselo, non è arrogante.. è autorevole.

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    3. Sarà pure autorevole. Purché possa permetterselo. E non è semplice.

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  4. È un’amara constatazione. Anneghiamo nel narcisismo di gente inconsistente. È ormai il rumore di fondo dell’esistenza questo chiacchiericcio senza sosta che dovrebbe colmare il vuoto. Ma può il vuoto colmarsi da solo?

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    1. Narcisismo di gente inconsistente. Ecco qual è il nocciolo.
      I vuoti hanno la loro importanza. Devono pur rimanere tali, se serve.

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  5. Talvolta—al gratta a fondo—anche un poco d'invidia si assomma a quel ch'è un facile disprezzo, io credo, per i narcisi: trai tanti—e quanti i tanti—ci sono e pur ci furono dei genuini artisti, assieme a quelli i vani: i sedicenti tali

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  6. Mi annego di me infatti.. spero di uscire dal circolo vizioso.. (perlomeno dal circolo... ihih..)

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  7. un tempo i narcisi si limitavano a guardarsi l'ombelico, ora pretendono di mostrarlo a tutto il mondo e spesso non è dei più puliti (il loro ombelico)
    massimolegnani

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    1. Che schifo!
      L'ombelico sporco, intendo.
      Davvero una scena brutta brutta.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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