5 febbraio 2016

Il secondo mestiere più difficile del mondo


Il secondo mestiere più difficile del mondo, a mio parere, è fare l'insegnante. Serve passione, dedizione e un immenso carico di intelligenza e buon senso. Indipendentemente dalle classi e dalle scuole. Ma continua a sfuggirmi qualche dettaglio. Perché vedo immagini di insegnanti che picchiano e insultano bambini? Perché esistono persone con evidenti problemi psichici che continuano a praticare la faticosa e spettacolare arte dell'insegnamento? Perché si deve arrivare alle telecamere nascoste per individuare soggetti tanto pericolosi e tanto stupidi? E' che certi episodi sono rivoltanti. Sotto ogni punto di vista.

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22 commenti:

  1. Concordo, e mi pongo le tue stesse domande. E poi ho una moglie insegnante...

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    1. Avendo una moglie insegnante potrai sicuramente avere "in diretta" il polso di certe situazioni. Ma le domande non cambiano...

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  2. Il secondo mestiere più difficile del mondo, certamente, perché il primo è quello di genitore, cui si accede senza alcuna scuola di preparazione o di specializzazione.
    Perché il secondo sia così duro e difficile mi sembra chiaro: non tutti hanno lo stesso grado di apprendimento ed un buon insegnante si vede dal livello medio della sua classe.
    Perché tanti esempi di violenza sui piccolissimi? Chi non può sfogarsi sui grandi, per incapacità o vigliaccheria, lo fa con i più piccoli e indifesi. Occorrono sempre le telecamere nascoste per portare alla luce certi delitti, perché tali sono questi comportamenti, delitti contro il genere umano, ferite inferte a bambini di meno di tre anni che non si sa quali conseguenza nascondano.
    L.A.

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    1. Esatto. Credo che dopo i genitori, le persone a fare il mestiere più complicato siano proprio gli insegnanti. Sarà anche per questo che l'idea di insegnare, che in tanti mi hanno proposto negli anni, non mi ha mai sedotto né attratto particolarmente.

      Sai cosa penso, L.A., che ci siano molti insegnanti preparati, intelligenti ed in gamba convinti della loro scelta di vita e di mestiere. Ma ce ne sono molti altri che vedono l'insegnamento come un ripiego, probabilmente perché nella vita volevano fare altro ma si sono ritrovati, magari, a passare un concorso fatto più per accontentare la mamma che se stessi.

      E' ovvio che tali individui si ritrovino a patire quotidianamente una frustrazione che, col tempo, non sono più capaci di gestire. E si riducono a diventare i pazzi violenti e odiosi che vediamo attraverso le telecamere nascoste.

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    2. Non metto in dubbio la tua opinione, la penso anche io così: insegnanti che "insegnano" non per vocazione o gioia di far apprendere il loro sapere, ma gente frustrata che sognava ben altri traguardi e si deve accontentare "di così poco".
      Questo spiega certi atteggiamenti -l'odio verso gli alunni che ti legano a quella cattedra altrettanto odiata ma necessaria- ma non li giustifica.
      Meglio andare a fare l'imbianchino piuttosto che malmenare bambini sfortunati per essere capitati con un depresso. Ma sai quanti ne conosco.
      "Cosa fai?"
      "L'insegnante" e ci aggiunge un gesto come a dire meglio che andare a raccogliere immondizia.
      NO! Meglio raccogliere immondizia.
      Buon fine settimana.
      L.A.

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  3. Giusto ...serve passione ,dedizione e buon senso a fare ogni mestiere nella vita . Solo che l'insegnante deve avere queste qualità dieci volte di più perché i bambini sono le creature più fragile e belle al mondo .

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    1. La dedizione e l'interesse per ciò che si fa servono in ogni momento della vita. Il problema nasce quando tale interesse non esiste affatto o quando, col tempo, la passione scema e diventa insofferenza.

      Non so se esistano, ma credo che servano dei "controlli" psicoanalitici nei riguardi di chi insegna. Credo che ogni quattro o cinque anni ogni insegnante debba sottoporsi ad un'analisi "mentale" approfondita per capire se è ancora in grado di gestire dei bambini.

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    2. La passione è come l'amore si dovrebbe alimentare, nutrire e crescere ogni giorno di più .Se come dici tu Mia Euridice che la passione sta scemando allora non è mai stato amore oppure passione...

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    3. Però in quello che riguarda dei "controlli" sono d'accordo al 100% ,solo che i controlli servono per tutti i tipi di mestieri.

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    4. La passione va nutrita, hai perfettamente ragione. Ma, come ogni amore che si rispetti, necessita anche di volontà. Una volontà profonda e ferrea. Non basta un'infatuazione.

      In merito ai "controlli" credo che in un ambito come quello scolastico siano indispensabili.

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  4. nella mia vita ho incontrato padri e madri che facevano gli insegnanti. mi sono sempre chiesto "cosa" fossero nella loro vita privata visto come si comportavano in classe. non sto parlando di botte. ma di atteggiamenti, tecniche tipiche del ricatto, bastone e carota, disinteresse, aggressività gratuita.

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    1. Anche a me, come a te o a tutti, è capitato di avere a che fare con insegnati (solitamente genitori a loro volta) che, come ho scritto sopra, non erano tagliati o non erano più tagliati per fare quel mestiere.
      Essere insegnante è un lavoro molto complicato e molto delicato, non si può pensare che tutto rimanga uguale col trascorrere degli anni o dei decenni.

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    2. io continuo a pensare che gran parte degli insegnanti/e potevano tranquillamente scegliere di restare padri o madri. insegnare è un'altra cosa e non solo un'estensione del cordone ombelicale che molti esseri umani sentono verso i "poveri pargoli" da educare. io la vedo più a monte che col trascorrere degli anni.

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    3. Ci sono ottimi insegnanti che non sono neppure genitori. Per cui non vedo un nesso necessario tra l'essere insegnanti ed essere madri/padri.

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  5. violenze a parte, che considero un caso estremo, penso che una buona metà degli insegnanti sia inadeguata al compito, per incapacità, stanchezza, superficialità. Proprio perchè è un mestiere impegnativo.
    massimolegnani

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    1. Il caso delle violenze è estremo, questo è evidente. Ma esiste e continuerà ad esistere. Saremo costretti a vedere immagini di adulti insegnanti che picchiano o sgridano brutalmente dei piccolini che, a differenza dei ragazzini più grandi, non sanno o non possono neppure spiegare cosa avviene in classe.
      Uno squilibrio di forze che non ha uguali.

      Ecco, se, come tu dici, la metà di chi insegna non è adeguata a quel compito perché non si fa qualcosa? Perché si lascia che individui del tutto inadatti possano stare in classe?

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  6. Mestiere fondamentale. Che può segnarti l'esistenza. Ricorderò sempre il mio maestro delle elementari. Che mi ha insegnato a vivere. Mentre degli altri professori incontrati in seguito conservo memorie sbiadite. Non ti dico nocivi, ma da telecamere sprecate.

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    1. Ho splendidi ricordi di alcuni miei insegnanti. La severità ma anche lo straordinario talento della mia maestra elementare. I volti e gli insegnamenti di alcuni professori delle medie e delle superiori. Ma anche l'intelligenza e la dedizione di alcuni docenti universitari.
      Qualcosa di buono c'è e l'ho incontrato.

      A queste persone si affiancano però professori meno capaci. Uno che non era neanche in grado di tenere in mano il gessetto, un altro che si comportava con un tiranno nevrotico, un'altra che era più impegnata a truccarsi in aula che a far lezione.

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  7. Ho fatto l'insegnante e credo che poter partecipare alla crescita di un ragazzo sia la cosa più bella che ci sia. E' un lavoro straordinario che ti arricchisce dentro, che ti migliora. Impari più tu per te stesso di quanto tu non insegni a loro.
    Gli insegnanti sono persone come tutti e, come tali, alcuni sono bravissimi altri dovrebbero essere invitati a fare un altro lavoro. Se non ami fare un lavoro burocratico, pazienza. Ma se non ami i ragazzi e i bambini, puoi far loro davvero molto male. Ti consiglio la lettura di Diario di scuola di Pennac...

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    1. Immagino che tu abbia ragione: insegnare ti insegna. Occorre comprendere però le ragioni più profonde di questo mestiere e apprezzarne ogni elemento. Anche se a volte è faticoso o frustrante.

      Sì, gli insegnanti sono persone comuni e come tali possono anche aver scelto una strada sbagliata. Basterebbe capirlo, prenderne atto e cambiarla, se necessario.

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  8. Non ho mai pensato di fare l'insegnante ma sicuramente è un lavoro complicato, ci vuole molta pazienza soprattutto.
    Un lavoro però molto importante e utile, ma alcune volte troppi 'poteri' danno alla testa..

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    1. Non so quanto possa sentirsi "potente" un individuo che "governa" dei bambini o dei ragazzini.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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