22 febbraio 2016

Curarsi l'anima

Ché farsi del bene non è solo massaggiarsi o bere acqua. Farsi del bene, per quel che vivo, è andare lì dove l'anima tripudia: immagine fin troppo scialba, oserei dire. Ma rende. Per me valgono gli incastri di millenni fissati sul volto di un fanciullo dormiente o tra le trame imbevute di colori e polvere. Curarsi l'anima è atto d'amore purissimo e serve a discostarsi dall'incostanza di un quotidiano che vacilla e vomita inutilità a bizzeffe. C'è dell'altro, per caso o per volere, che bramo e divoro. Tra libri, tele, scalini, volte e sotterranei. Sta lì, tra certe ombre, solo per sanare altre anime.

[foto by JennyLe88]

14 commenti:

  1. Curarsi l'anima penso che lo si faccia inconsciamente tutti.
    Questo tuo accostamento tra la tranquilla conquista del mondo che appare sul volto di un fanciullo dormiente, che rappresenta l'eterno divenire, ed il costante visitare letteratura ed architettura, che è il culto del passato, è molto audace e convincente. Futuro e passato. E il presente? Forse hai ragione a non menzionarlo. Lasciamo che sedimenti e che ne emerga il poco, a mio giudizio, degno di rimanere. I libri di Umberto Eco, tanto per dire qualcosa senza tema di sbagliare.
    L.A.

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    1. Sì, credo che ognuno di noi, nel modo che ritiene più adatto, tenti di curarsi l'anima. Eppure sono sicura che ci siano "cure" adatte a tutti. E mi riferisco all'arte, nelle sue svariate forme e voci.

      Per me, farmi del bene vuol dire quello che ho scritto: "libri, tele, scalini, volte e sotterranei". Ricerca e scoperta di bellezza senza fine.

      Il presente? Beh, ho scritto anche questo. Solitamente si tratta dell' "incostanza di un quotidiano che vacilla e vomita inutilità a bizzeffe". Ed è per sfuggire da questa inconsistenza che, quando posso, vado a rifugiarmi in luoghi dell'anima.

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  2. sì, la salvezza sta nel prendere le distanze dal quotidiano spesso orrendo, prendere altre strade, "scalini, volte, sotterranei", trovare se stessi negli occhi di un bambino o nelle rughe di un anziano.
    massimolegnani

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    1. Prendere quelle distanze, per quanto mi riguarda, è vitale. Non potrei assolutamente vivere senza.

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  3. Finché esisteranno libri e dipinti, basiliche e statue (quest'ultime possibilmente non coperte), natura e arte, ci sarà ancora la possibilità di curarsi l'anima senza doversi sdraiare su qualche lettino...Mi piace pensare, tanto per allargare il discorso, a quello che scriveva la poetessa polacca W. Szymborska, pensando a Vermeer:

    Finché quella donna del Rijksmuseum
    nel silenzio dipinto e in raccoglimento
    giorno dopo giorno versa
    il latte dalla brocca nella scodella,
    il Mondo non merita
    la fine del mondo.

    E la nostra fine (mi permetto di aggiungere).

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    1. Una poesia immensa, una poetessa grandiosa.
      Ecco: lei rappresenta, attraverso le poesie che ha scritto e lasciato, un'altra forma di cura per l'anima. Cosa se no?

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  4. No dai... distaccarsi dal quotidiano non mi pare una bell'inizio...A meno che non si faccia proprio una vita di m.. Certo ogni tanto è indispensabile un passo di traverso e guardare come si vive un po' da lontano, ma poi la ns vita è lì nell'oggi che viviamo.

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    1. Distaccarmi dal quotidiano (e parlo per me) è necessario. Pur non facendo affatto una vita di m...

      Non rinnego l'oggi. Dico solo che a volte è troppo vuoto o solo troppo uguale. Per questo mi piace cercare del "bene" o del "bello" altrove.

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  5. La naturale necessità di esistere tracciando in modo indelebile il mondo di ciò che siamo. E cerchiamo e scoviamo, indaghiamo e scandagliamo come nei fondali torbidi fino a quando non scorgi qualcosa che torbido non è più. Una sorta di ritorno alle origini, incastonatura dell'anima del mondo nella tua e viceversa, ma parliamo di cose vere, azioni fuggenti, realtà vissuta, impressione che agisce nell'aria intorno a noi. Poi nella scoperta, in quella scoperta comprendi che era tutto quello che cercavi, il vero, l'essenza, che non può cambiare né mai lo ha fatto. E scopri anche che era lì ad aspettare te, silenziosamente ma fedelmente. Non puoi quindi fare a meno che digerirla tutta diventandone un tutt'uno.

    Uomo

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    1. Una ricerca infinita e sorprendente. Anche faticosa, a volte. Perché trovare quel che fa bene all'anima non è sempre semplice. Anzi.

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  6. a volte basta così poco ... certi giorni un sorriso

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  7. è bello che nonostante l'inutilità a bizzeffe tu riesca sempre ad essere così lirica e serena e saggia e concisa.
    A volte ti leggo e sembra che mi stia parlando un vecchio di novant'anni, pelato, che se ne sta seduto sotto un albero.
    Non so se mi capisci ma è un grosso complimento

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    1. Oddio... novantenne, pelato, sotto un albero...
      Mi spieghi dov'è il complimento?

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.