26 ottobre 2015

Non ho l'anima del rigattiere

No, non ho l'anima del rigattiere. Perché conservo quel poco che serve a non dimenticare ciò che vale la pena. Che non è mai tutto, ma solo quello che conta. Mi sbarazzo del resto. E lo faccio spesso e senza particolare carità. Conservo parole e fogli e biglietti e poesie e minuscoli segni di passaggi di vita che desidero tenermi stretti e che valgono per me e per me sola. Non potrei trattenere tutto ciò che si accumula o si deposita nel frattempo. Per banali questioni di spazio fisico ma anche per via della mia scarsa propensione a congelare ciò che è ormai decrepito e dimenticabile. Butto via e lo faccio con affetto. Sempre.

[foto by iTaylie]

14 commenti:

  1. Io invece conservo abbastanza, poi però ogni tanto faccio le pulizie di primavera che possono essere anche d'inverno. Ma è sempre una lotta: questa la tengo o la butto?

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    1. Non so perché, ma ho la sensazione che gli uomini tendano a conservare molto più delle donne. Ma potrei sbagliarmi. Non faccio statistiche.

      Nel dubbio: io butto!

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  2. Io conservavo moltissime cose. Poi, un po' per questioni di spazio, un po' perche' alcune cose sono passate in secondo piano, un po' perche' comincio a sentirmi mancare l'aria con tutta questa zavorra materiale, ho cominciato a buttare. Ancora ci sto lavorando, ma da quando ho cominciato a sfrondare mi sento piu' leggera. E le cose che tengo sono davvero quelle importanti.

    Le uniche che non riesco davvero a buttare sono i disegni e gli scritti dei miei bambini. Ne ho tantissimi, uno piu' bello dell'altro, periodicamente li sfoglio e no, non ci riesco, non posso buttarli. Anche se mi occupano un sacco di spazio!

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    1. Io ho imparato a "sfrondare", come dici tu, molto tempo fa. Quando ho capito che mantenere cose che non mi dicono più nulla non aveva nessun senso. Continuo a trattenere minuscole (anche fisicamente) tracce di quel che ho vissuto perché so che è quello che mi basta e che mi serve.

      Per gli scritti dei tuoi figli servirebbe, forse, una soffitta bella grande e priva di umidità!

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  3. ..decisamente ispirato al post precedente.. ivi confermo la mia propensione all'accumulamento compulsivo, alla faccia dello spazio che si restringe.
    Conservo robe inutili che a distanza di secoli non mi ispirano un solo straccio di memoria. Conservo robe fantastiche invece che a un solo sfiorare spalancano scrigni di scenari che diradano nebbie dense e mi portano in viaggi incredibili. Come riconoscere le une dalle le altre? Non saprei.
    Nel dubbio tengo tutto. ;)

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    1. Decisamente ispirato alla mia risposta al tuo commento nel post precedente. Credo che tu abbia già parlato della tua tendenza all'accumulo. Così come io ho parlato della mia tendenza contraria: non accumulo nulla. L'ho confessato in diversi post: vivo per sottrazioni. Perché non sopporto l'idea che ci siano "scorie" ad occupare spazio e pensieri che non ho nessuna intenzione di lasciare loro.

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  4. Lo scartare e buttare via lo faccio anche con la gente, non soltanto con le cose che non posso più tenere. Ho imparato a selezionare, a recidere rami secchi.

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  5. Credo d'aver sempre seguito un criterio affine al tuo nello scartare.
    Ci sono state anche cose, ricordi soprattutto, di cui mi sono liberata "brutalmente" nel momento in cui sentivo d'aver superato quel passaggio, quella persona, a volte anche quella sofferenza "legata a".
    Quando mi sono esercitata nello scarto con queste modalità, quando si è trattato cioè di scarto "interiore", mi sono sempre sentita assolutamente autorizzata" e libera nella scelta di gettare pezzi di ricordi.
    Credo che i ricordi veri e degni riescano a vivere per sempre dentro di noi: sono i soli che meritano di sopravvivere.
    Spesso, nelle storie sbagliate investiamo per lo più energie che sono davvero solo nostre, nel senso che vanno a sbattere contro il muro altrui.
    Ecco, a dirla tutta, io salverei sempre il ricordo delle energie spese, anche se spese male, perché sono la testimonianza della passione per la vita.
    E butterei di nuovo e ancora i ricordi, oggetti e quant'altro, se appartenuti ad un passato deludente, dove la controparte c'era solo di nome.
    E non fa differenza tra amicizia e amore.

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    1. Sì ma la nostra brutalità e sempre stata piena d'affetto. Ne sono sicura.

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  6. Non mi dire... Io sono un accumulatore, ma periodicamente la "pulizia" diventa una esigenza indispensabile e quindi...

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    1. L'ho scritto a Franco, poco sopra. Secondo me gli uomini sono molto più portati all'accumulo. Ma perché fate tanta fatica a buttare via le vostre cose?
      Mah...

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  7. Non proprio un rigattiere ma fatico a buttare quello che mi lega a persone che mi sono o mi sono state care. A volte però, quando l'ho fatto è stato estremamente liberatorio...

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    1. Vedi?
      Ed è fondamentale liberarsi di ciò che non ha più senso. E farlo con affetto, come ho scritto.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.