20 luglio 2015

La cornacchia e la pioggia

"La cornacchia chiama la pioggia", diceva mia nonna. Non so se chiami la pioggia, so che la cornacchia o, meglio, le cornacchie, ogni mattina gracchiano isteriche dalla cima di un abete o appoggiate su un tetto. Anche adesso. Sono lì ed urlano. Il caldo deve urtare persino i loro nervi ed ogni mattina, probabilmente, rinfacciano al cielo il suo terrificante fiato rovente. Se fossero vere profetesse la loro voce filerebbe diritta da chi di dovere per richiamarlo all'ordine e riportare il tempo ad una giusta misura. Le cornacchie, d'estate, gracchiano e gracchiano chiamando la pioggia. Forse ci sperano solamente, proprio come faccio io.

[foto by intao]

14 commenti:

  1. Per me andare a lavoro con la pioggia si rivela piuttosto arduo, ma un po' di fresco, questo sì, ci vorrebbe.

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    1. Guarda, stiamo sopportando temperature disumane (oltre che immorali) per cui se dovessi gestire il disagio di affrontare un po' di pioggia rinfrescante per tutti noi, penso che non sarebbe chiedere troppo.

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  2. Sono arrivata a pensare che al TG diffondano la notizia circa la fine prossima del caldo africano per non spaventare la gente. Dicono che dopo il 26 si attenueranno le temperature. Non so se crederci o meno, lo spero soltanto, perché questo caldo opprimente ed assurdo, unito ad un'afa insopportabile (almeno qua da me), sta togliendo anche gli ultimi brandelli di lucidità.

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    1. Io spero che non stiano mentendo perché scherzare coi sentimenti della gente (coi miei, nel caso specifico) non sia molto corretto da parte dei giornalisti.

      Dell'atrocità del caldo ho già scritto. Abbiamo già scritto. Ho appena sentito la notizia che anche le mucche non producono più una quantità di latte accettabile. E anche le galline danno meno uova.
      Ennesima conferma che il caldo non serve a niente. Anzi: fa solo danni.

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    2. Infatti è una tragedia su tutta la linea. Gli equilibri vanno in tilt, anche per la natura e gli animali.

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    3. Appunto: sofferenza per tutti.

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  3. Le cornacchie più di due o tre giorni senza fare la doccia non ci stanno, quindi si lamentano.

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    1. Ecco, non ero informata sulle abitudini igieniche delle cornacchie.
      Ora è tutto chiaro.
      E poi una doccia, in estate, non si rifiuta a nessuno.

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  4. Morire di freddo o morire di caldo? Credo si debba stoicamente sopportare. Specie noi fortunelli che al massimo ci si fa due docce invece che una.
    Sono altri i casini. E lo sanno anche le cornacchie..

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    1. Morire di freddo e morire di caldo è idiota a prescindere.
      Per cui meglio evitare.
      Non vedo nulla di "fortunello" nello schiattare di caldo e nell'essere costretti a fare due o tre docce al giorno.

      Certo, i casini veri sono altri. Appunto per questo aggiungerci un caldo malato non fa bene a nessuno.

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    2. Rimango in silenzio (doveroso omaggio al tuo prossimo post..)

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  5. Il gracchiare delle cornacchie in fondo mi piace, non le ho sul tetto ma nel campo a fianco a casa, però il loro gracchiare non mi disturba. Quello che detesto invece sono le cicale, che alle 5 del mattino, quando il sole deve ancora decidersi a sorgere, attaccano il loro frinire dai rami a lato della finestra.

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    1. Il gracchiare delle cornacchie non disturba neanche me.
      Di cicale qui ce ne sono poche e rumoreggiano solo in pieno pomeriggio, per fortuna.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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