6 luglio 2015

Carta e penna

Controllo la cassetta della posta. Vuota. Tiro un sospiro di sollievo. "Nessuna nuova, buona nuova", mi dico. Perché, comunque, a parte bollette, avvisi, raccomandate o pubblicità, nella cassetta della posta non si trova molto. Ho la fortuna di ricevere libri, di tanto in tanto. E quelli mi fanno felice ma è un'eccezione. Le lettere? Le cartoline? Quelle che ricevevo una volta. Prima delle e-mail, intendo. Nessuna traccia. Si scrivono ancora? C'è ancora qualcuno che prenda carta e penna per scrivere una lettera? Un biglietto? Un saluto? Un pensiero? Non so. Io stessa ho scritto e spedito migliaia di lettere. Ora non lo faccio più. Qualcosa si deve essere rotto.

[foto by MartinStranka]

22 commenti:

  1. Io in questo sono pessima. Nel mandare lettere e cartoline intendo.
    Sara' che sono pigra, sara' che davvero non ho nessuno che realmente voglio mettere a parte dei pensieri che si possono fermare in una lettera (che e' quanto di più personale ci sia)...

    Pero' e' vero: ricevere una cartolina o una lettera cartacea non ha eguali.
    E' qualcosa che una email non potrà mai dare.

    Saluto!

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    1. Come ho scritto nel post, credo di aver scritto migliaia di lettere e cartoline.
      A cui vanno aggiunge alcune centinaia di poesie.
      Tutto scritto a mano.

      Ora uso carta e penna praticamente solo per compilare la lista della spesa.
      Sono diventata arida?
      Può darsi...

      Ma mi piacerebbe da morire ricevere una lettera classica. Forse potrei anche riprendere la penna in mano.
      Chissà...

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  2. La lettera, quale originario strumento di comunicazione, era un oggetto che si poteva toccare, che si poteva stringere fra le mani, che era possibile scorrere con gli occhi per cogliervi non solo il suono e il senso delle parole, ma anche la personalità e perfino lo stato d’animo di colui che scriveva; oggetto che si conservava e si rileggeva a distanza di tempo, ogni volta rinnovando sentimenti ed evocando ricordi. Le parole volano, soprattutto quelle dette al telefono in maniera distratta, o nelle conversazioni; le parole scritte, invece, sono sempre lì, a portata di mano e dietro ad esse il volto e il carattere di chi le ha scritte. La lettera era pensata, meditata, un messaggio da leggere e rileggere nelle ore di dolce malinconia. Oggi non ci si scrive più come nel passato, si preferisce comunicare i propri sentimenti con altri mezzi più veloci. Ed abbiamo perso l’attesa…quella dolce attesa che intercorreva tra la nostra lettera e la risposta che ci veniva recapitata dal postino. Oggi abbiamo la mail: veloce, pratica, funzionale…ma poco romantica.

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    1. Sono totalmente d'accordo con te.
      Condivido pienamente le tue riflessioni.

      Amavo profondamente quell'attesa. Ed amavo profondamente aprire la busta ed iniziare a leggere. E poi rileggere. E rileggere.
      Ho conservato moltissime lettere e ogni tanto le rileggo volentieri.
      Quanto tempo. Quante cose cambiate.
      Che meraviglia però!

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  3. Si è realmente perso l'abitudine di scrivere a mano.
    Per avere il piacere di far scorrere la penna sul foglio di cellulosa ho iniziato a tenere un quaderno, da un po' di tempo, che non è esattamente un diario, è una raccolta di parole, un misto. Rigorosamente scritto a mano.
    Tengo come oggetti preziosi i biglietti che accompagnano un dono; una volta ho obbligato (scherzosamente) una persona a scrivere una frase che aveva pronunciato su di un foglietto e me lo sono tenuto.
    Ma le lettere vere e proprie scritte a mano paiono davvero estinte. Purtroppo.

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    1. Bella l'idea di scrivere un quaderno fatto di pensieri, parole e chissà cosa.
      Potrei ispirarmi ma so che dopo l'iniziale entusiasmo, probabilmente, non saprei portarlo avanti per molto.

      Le lettere sono estinte?
      Spero di no. Forse sono solo usate pochissimo.

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  4. Per ragioni che non sto qui a dire, mi sono occupato di lettere di emigranti (in America) e di uomini al fronte della Prima Guerra mondiale. Sono state due grandi "occasioni" di alfabetizzazione : pensate che per gli emigranti si combinavano matrimoni a distanza e milioni sono le lettere scritte durante la Grande Guerra indotte da importantissime scuole da campo di alfabetizzazione. Allora guardiamo le email con questo spirito: forse sono una nuova frontiera di alfabetizzazione, come lo sono gli sms e persino i tweet con i loro 140 caratteri (maestri di sintesi diventeremo!).

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    1. Probabilmente è come dici tu.
      Magari tra un secolo, o giù di lì, qualcuno studierà anche le nostre e-mail così come tu hai fatto per le lettere dei migranti e dei soldati al fronte.
      Ora che ci penso.
      Quando ho seguito il corso di Storia Italiana anche io ho letto molte lettere di soldati. Soprattutto di ragazzi che erano al fronte e scrivevano alla loro famiglia, ai genitori, alla fidanzata. Ma in quel contesto ci si soffermava soprattutto sull'uso che veniva fatto della parola scritta e il livello di alfabetizzazione dei soldati del tempo.

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  5. Conservo con cura una sola lettera di mia nonna spedita a mia madre pochi mesi dopo il suo trasferimento in una città del nord. Le si rivolgeva con una tenerezza sconosciuta, molte volte l'ho trovata composta su una sedia con la lettera in mano e lo sguardo lontano. Per la mia famiglia, la scrittura non era uno strumento di comunicazione e immagino (dalla cura che traspare in ogni singolo passaggio) quanto tempo ha trascorso mia nonna piegata sul foglio per fare arrivare il suo amore. Forse a noi ci frega la velocità che dobbiamo/vogliamo avere per comunicare.

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    1. Nemmeno per la mia famiglia la scrittura è mai stata uno strumento di comunicazione rilevante. Non credo che mia madre abbia mai scritto una lettera. Men che meno mio padre.

      Sarà per questo che io, invece, ho fatto della scrittura una delle mie più passioni più irresistibili?
      Chissà...

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  6. era un'altra epoca, dai ritmi differenti. Non fosse per la velocità eccessiva che toglie la trepidazione dell'attesa, ci può essere la stessa emozione nello scrivere una mail.
    ml

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    1. Un'altra epoca?
      Oddio, magari sono passati dieci o quindici anni.
      Almeno per me.
      Tutta colpa di internet, secondo me.

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  7. se penso a tutte le cartoline che mandavo a quindici anni... passavo metà vacanza a scriverle, da cima a fondo. Ora mando un faccino sorridente e via.

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    1. A chi lo dici!
      Tonnellate di cartoline scritte, tonnellate ricevute.
      Ora c'è WhatsApp, Instagram, il blog e altre diavolerie. E le cartoline sono morte.

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  8. mi sa che allora sono rimasto uno dei pochi (ma anche la mia compagna) a scrivere molte lettere e anche a riceverne, oltre a molta altra posta cartacea e infatti quando vado in vacanza il problema è trovare la persona giusta per farsi controllare la posta. commovente è stato notare come la grafia di un anziano sia peggiorata decisamente con la malattia e come invece quella di un'anziana sia migliorata dopo l'operazione alla cataratta.
    ciao

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    1. Tu e la tua compagna siete delle rarità. Almeno per come vanno le cose ora come ora.
      Non conosco praticamente nessuno che scriva ancora delle lettere a mano.
      Quintali di e.mail, ma nessuna lettera.
      Lo ribadisco: piacerebbe molto anche a me ricevere una lettera. Anzi, mi piacerebbe avere una corrispondenza classica. Un po' mi manca perché quando ero giovane ho scritto così tanto!

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  9. scrivere a mano è passato di moda, lo pensavamo quasi tutti durante l'ultima assemblea in cui mi è toccato fare il segretario, grafie atrofizzate in luogo del pigiare tasti e schermi touch. ogni tanto ricevo una lettera di una zia 90enne a cui rispondo con gran piacere, ma scrivere è faticoso, per come sono abituato a modificare testo e parole col pc ... penso sempre agli scrittori del passato, ai manoscritti ... vere opere ciclopiche

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    1. Sì, credo che scrivere a mano sia ormai fuori moda. O, semplicemente, ci si è assuefatti all'uso del computer. Me ne rendo conto personalmente: non riesco a scrivere quasi più nulla se non utilizzando una tastiera. I pensieri corrono veloci al pari delle dita sui tasti. Digitare con tutte le dita e non guardare neppure aiuta molto, evidentemente.

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  10. Scritti in forma elettronica.
    Come questa pagina, questo commento.

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    1. Sì, si scrive così.
      Solo così?
      Spero di no, comunque.

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    2. Il mezzo con cui si scrive è importante ma non troppo.

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    3. Sì... può darsi.
      Ma a me lettere mancano lo stesso.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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