3 giugno 2015

L'esatta posizione dell'incompiuto

C'è sempre una distanza che ripristina le dovute proporzioni. E non è neppure così assurdo notare che, visto da lontano, quel che pareva impeccabile, immutabile e perfetto si tramuti nell'esatto contrario. Se non peggio. Perché, in fin dei conti, non vi è nulla, o nessuno, di impeccabile. Né, tanto meno, nulla, o nessuno, di immutabile e perfetto. Servono occhi un po' diversi, un cuore sgravato e, per l'appunto, quella distanza giusta che rimetta l'incompiuto nella sua esatta posizione. E tutto avviene con una serenità che non t'aspettavi ed una leggerezza che ritenevi ormai trasudata e spenta. Avviene ed è una consolazione. Solo l'ennesimo ricordo da conservare e rispolverare di tanto in tanto.

[foto by MarcelaBolivar]

18 commenti:

  1. Come i quadri impressionisti. Sono belli visti da lontano...

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    1. Qui non si tratta di vedere la bellezza, ma di scorgere l'autentica essenza di qualcosa o di qualcuno.

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  2. Nel negozio equo-solidale vendono una maglietta con la scritta: VISTO DA VICINO NESSUNO E' NORMALE.
    Beh, la trovo vera per svariati motivi, uno dei quali è quello che hai definito tu :-)

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    1. Ecco, sì.
      Il principio credo sia lo stesso.
      Basta allontanarsi da qualcuno per vedere davvero chi è. Perché da vicino potrebbe essere parso eccezionale.

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    2. Credo che ognuno debba ben regolare la ghiera con la quale ci mette a fuoco. Meglio di noi che, troppo spesso, usiamo una focale fissa.
      (dal famoso principio della trave e della pagliuzza..)

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    3. Franco Battaglia, se ci pensi fare fotografie allena molto a trovare la distanza giusta, a mettere a fuoco, anche senza macchina fotografica in mano, poi alla fine :-)

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    4. @ franco: nel guardare noi stessi siamo spesso presi da troppa soggettività. Pensiamo di conoscerci a fondo, ma in realtà non è mai davvero così.

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    5. @ ogginientedinuovo: la metafora fotografica mi pare piuttosto pertinente e anche interessante.

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  3. (ammicco) ossantapace, e io sono miope!

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    1. Anche io sono miope.
      Ma certa distanza non è solo quella visiva. Anzi...

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    2. Vero: un po' di distanza serve a vedere bene l'insieme, non solo in senso visivo. A volte è utile anche il distacco emotivo e mentale.

      E a volte lascio gli occhiali in tasca, così il mondo diventa un insieme di macchie colorate che posso ignorare.

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    3. Prendere le distanze da qualcosa o da qualcuno è, giustamente, il modo migliore per vedere meglio l'insieme, come scrivi anche tu.

      Se lasciassi gli occhiali in tasta potrei non distinguere nulla... meglio evitare. Sarei pericolosa.

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  4. Da vicino nessuno è normale.

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    1. Proprio quello che ha scritto ogginientedinuovo poco sopra.

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  5. Amo cio' che non e' perfetto, completo, la curva che non sara' mai cerchio. Trovo che mi assomigli.
    ml

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    1. Mi chiedo perché certe curve non possano mai farsi cerchio.
      Ci somigliamo? Non saprei dirti...

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  6. Non intendevo che assomiglio a te, ma alla incompletezza della curva.
    Perdona l'equivoco. (le curve sono spezzoni, frammenti di cerchio, incompiutezze)
    ml

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    1. Ah, ecco.
      Sorrido...
      Avevo capito male. Scusami.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.