8 giugno 2015

Inventario delle cose perse

Le pagelle di quando avevo un grembiule nero e un fiocco bianco. La voce di un nonno che ricordo appena. Un'amica dagli occhi di panna e le notti piene di troppe stelle. Un amore a cui avevo concesso il lusso di divorarmi la coscienza e i libri che non ho avuto modo di incontrare. Le strade che ho intravisto e poi abbandonato e quelle che ho percorso e non tornerò a percorrere. L'affetto di un amico che non potrà più trovarmi amica. E le dimenticanze impigliate nelle maglie di giornate assai noiose o solo senza vita. Poesie scritte e distrutte, parole dette e fagocitate dal silenzio, promesse incarnate in qualche livido ed attese che non ha più senso rispettare.

[foto by SimoneHeld]

14 commenti:

  1. Dio che scrigni sepolti hai scosso! Ma i miei inventari sono anche pieni di cose perdute per sempre, pagine bianche di memoria formattata, ricordi che riconosco miei nelle righe di un'amica che li elenca al posto del mio non ricordare. Con la grazia di una dimenticanza comunque custodita.
    Io leggo e ringrazio per la polvere scossa, per i brividi provocati, per i sorrisi ridisegnati.. ;)

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    1. Sorrido...
      Di solito si fanno inventari di ciò che si possiede o di ciò che si è vissuto. Non so quanti inventari riguardino quanto è stato perso o abbandonato o dimenticato.
      Può essere interessante, di tanto in tanto, fare anche questo. Un inventario di ciò che non si ha o non si può più avere.

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  2. Gli incontri mancati con certi libri si possono recuperare, secondo me. Come anche le poesie distrutte possono ritornare a nascere se si dà loro nuova vita. Le parole vanno e vengono, non sono come le persone. Loro non muoiono mai. Secondo me.

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    1. Sì, i libri si recuperano. Con un po' di pazienza e un po' di tempo.
      Le poesie distrutte non tornano. Non così come erano nate, almeno.
      Ne ho distrutte tantissime ma non le rimpiango: dovevano morire, evidentemente, per farmi scrivere altro.

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  3. Forse non te ne sei accorta: ma hai scritto una bella poesia. :-)

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    1. Carissimo.. marchio di fabbrica la prosa poetica della Nostra...

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    2. @ Remigio: sei gentile e mi fa piacere leggere la tua constatazione.

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    3. @ franco: marchio di fabbrica? Può darsi.
      Ecco: prosa poetica è meglio.

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  4. Non so cosa aggiungere. Hai davvero catturato un’emozione. Bellissimo.

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    1. Detto da te è un grande complimento.
      Grazie Ettore.

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  5. toccante!
    le cose perse hanno origini diverse, ricordi slabbrati, rinunce controverse, rotture d'incantesimi, cose mai successe ma che avrebbero potuto, emozioni pentite, e la medesima caratteristica di fluttuare le une accanto alle altre in un limbo sempre più evanescente.
    ml

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.