6 febbraio 2015

Meno di una persona su tre

Nel Mezzogiorno la lettura continua ad essere molto meno diffusa rispetto al resto del Paese: meno di una persona su tre nel Sud e nelle Isole ha letto almeno un libro.


Sono abruzzese e quindi, anche se non sono esattamente nel pieno Meridione, sono considerata una meridionale. Una "sudica", come mi piace definirmi. E constatare che qui si legge così poco mi fa star male. Purtroppo i dati urlano la ferocia di una condizione che continua a deprimermi. Meno di una persona su tre ha letto almeno un libro (all'anno, s'intende). Un libro all'anno. Anche uno brevissimo. Uno solo. Eppure in troppi non leggono neppure quello. Mi viene da chiedermi il perché e le scusanti sono comunque prive di un senso logico accettabile. E' solo uno dei tanti segni di una pigrizia culturale che ci lascerà sempre indietro. Immancabilmente indietro.

[foto by GeorgeGoodnight]

36 commenti:

  1. tra un mese dovrebbe uscire l'annuale statistica (World Culture Score Index), qui i risultati del 2014 click, che misura in ore invece che in libri (quindi senza specificare esattamente cosa si legge).
    comunque sia, la regola del pollo salva un po' le cose e magari consola sapere che il regno unito stia peggio...

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    1. Forse le ore da dedicare alla lettura nei Paesi Occidentali sono molte meno rispetto a quelle di altri Paesi. Può darsi... comunque notare che non siamo proprio in coda a questa classifica potrebbe essere un dato positivo.

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  2. L'italiA in generale è ultima in Europa. Mentre è primissima nei supertelefonuzzi pro capite. Persino in Parlamento li vedi tutti con la protesi cerebrale in mano, e mai un libro appoggiato da qualche parte. E se ne fanno pure un vanto...

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    1. In Parlamento, infatti, fanno sfoggio di gran bei tablet. Mi chiedo quanti di loro siano in grado di usarli e sfruttarli al meglio. Magari dentro ogni tablet ci sono decine e decine di ebook pronti ad essere letti...
      Ok, ritiro tutto. Temo che con quei tablet, al massimo, ci giochino a Resident Evil.

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  3. Ti capisco: io sono più meridionale di te, anche se vivo altrove. Ma quello della scarsa attenzione verso la lettura non credo sia un problema che riguardi solo il sud dell’Italia. Siamo un popolo di non lettori, da nord a sud. Punto. Ai libri preferiamo altro: in primis la televisione, a cui si è aggiunta quella protesi che è il telefonino. Ma se da una parte i lettori diminuiscono, dall’altra aumentano in maniera esponenziale le pubblicazioni: vengono infatti dati alle stampe circa 60.000 nuovi libri ogni anno. Non leggiamo, però scriviamo. Sembra un curioso paradosso, ma questi sono i dati. D’altra parte basta entrare in una qualsiasi libreria di una grande città per rendersi conto della gigantesca mole di libri esposti in bella mostra negli scaffali. Ma questi libri chi li legge?

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    1. Devo ammettere che al Nord si legge un po' di più rispetto al Sud. Il fenomeno ha ragioni storiche e culturali molto profonde e lontane che non si possono approfondire in questa sede.

      Il problema dell'eccessiva quantità di libri pubblicati (perché secondo me è un problema) non fa che evidenziare ulteriormente il paradosso. Basterebbe solo che molti (mediocri o scarsi) scrittori scegliessero di divenire solo buoni lettori. Farebbe bene a loro e soprattutto a noi frequentatori di librerie ed acquirenti di libri.

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  4. Un libro all'anno è un'indecenza. Mio Dio: ma come si può? Dall'inizio di Gennaio ne ho letti già quattro considerando che La Famiglia Karnowski e Suite Francese erano rispettivamente sulle cinquecento pagine. Il problema è che alla gente manca la passione e soprattutto la curiosità, perché è questa che ci permette di scoprire e sondare mondi nuovi. Ecco, la ricerca del nuovo che arricchisce. Secondo me chi legge un solo libro all'anno legge quello di Barbara D'Urso.

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    1. Il catalogo dell'Ikea fa graduatoria? ;)

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    2. E pensa che ci sono tante persone che non leggono neppure quell'unico libro all'anno (non credo che il catalogo Ikea faccia testo...). Alla gente manca la passione, la volontà, il tempo, l'educazione e l'intelligenza per dedicarsi alla lettura. Ecco perché parlavo di pigrizia.

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  5. Anche se certi dati sconvolgono e paiono surreali, non bisogna scordare una cosa: il leggere deve piacere o non si fa. Ricordo quando al liceo ero obbligata a leggere libri di cui non mi interessava nulla, che non mi attiravano: era uno sforzo e se non avessi dovuto farlo (per ovvie ragioni) non li avrei mai letti. Molti di quei libri li riscoprii più tardi. Se molte persone non sono attratte dalla lettura, non c'è nulla da fare; o hanno obblighi o nulla. Potrebbe esserci "l'obbligo culturale", "arricchire se stessi".... ma, evidentemente, non basta. Triste ma vero.

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    1. Sicuramente leggere deve piacere e deve essere un piacere. Però sono anche convinta che la lettura vada "insegnata" nel senso che si deve essere educati a leggere. Se in una casa non sanno neppure come sia fatto un libro, è normale che chi cresce e vive in quella casa non toccherà mai un libro e preferirà dedicarsi ad altre cose.

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  6. ma non è che il Nord stia molto meglio. L'altro giorno, un sondaggista mi ha fermato per sapere quanti libri leggessi. alla mia risposta, 2-3 a settimana, si rifiutava di credermi asserendo che fino a quel momento nella sua indagine il lettore più accanito ne aveva letti 3, in un anno.
    ml

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    1. Appartieni allo zoccolo duro dei lettori forti, massimo.
      Sei una mosca bianca, indubbiamente. Io leggo, in media, uno o due libri a settimana. Ne leggerei di più ma mi rendo conto che il tempo disponibile non lo permette.

      Tutta la mia ammirazione per te!

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    2. Pero conteggio anche quelli lasciati a mezzo ( e capita) :-)
      ml

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    3. Eh, ma così non vale!

      Sorrido...

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  7. Questione di educazione. Di abitudine all'oggetto libro prima ancora che alla curiosità dello sfogliare, leggere ed esserne rapiti. Se a casa ci solo solo tv e cellulari, la lettura rimarrà legata all'elenco amici di facebook. Inevitabilmente.

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    1. Sono perfettamente d'accordo con te, franco.
      L'ho scritto anche in risposta a Lisa. Se in una casa non ci sono libri ma solo console per i video games, televisori, cellulari, tablet e altre diavolerie che riempiono ogni momento libero, è più che normale che chi abita in quella casa non conoscerà nulla di diverso.

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  8. in questi giorni sono stato in un liceo e si è discusso di questo argomento e delle difficoltà che incontrano in generale gli alunni nella lettura di qualsiasi testo che non sia brevissimo, condensato, pieno di abbreviazioni, sul modello social network. non leggere non è comunque un problema in sé, non giudico una persona in base al fatto se legge oppure no, è un problema per come questo vuoto viene riempito.

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    1. Mala-educazione. Appunto.
      I giovanissimi sono (mal)educati a leggere, scrivere ed usare prevalentemente un linguaggio sincopato e funzionale ad un certo tipo di comunicazione. Quella legata a FB, TW, WA (giusto per non allontanarsi da certi acronimi tanto in voga) per cui una volta messi di fronte ad un libro, a periodi più complessi, ricchi, articolati e importanti, perdono l'orientamento e la concentrazione.

      Se giudicassi il valore di una persona per il solo fatto che legga o meno, dovrei togliere il saluto al 98% di quelli che conosco.

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  9. Io ho letto una statistica ancora più aberrante secondo la quale il 70% degli italiani non sarebbe in grado di comprendere un testo di livello elementare. Mi è sembrata eccessiva sul momento ma l’analfabetismo di ritorno pare sia micidiale.

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    1. Sì, ricordo anche questa statistica. Ne ho sentito parlare da Tullio De Mauro, per esempio. Il pericolo dell'analfabetismo di ritorno, purtroppo, coinvolge molte più persone di quante possiamo immaginarne. Anche perché chi ne è afflitto non sa di essere (e non crede di essere) un analfabeta.

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  10. Per completare la statistica sarebbe interessante sapere anche quanti (quante) leggono riviste di gossip.

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    1. Ah, be'... quelle non saprei enumerarle. Anche perché il gossip gode di uno spazio importantissimo e dilagante soprattutto su Internet. E ti assicuro che viene letto da una marea di persone. Uomini e donne, ovviamente.

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  11. Conosco persone che hanno letto un libro.
    Non un libro all'anno. Un libro e punto. O nemmeno quello.

    Forse sarà meno comune ma ci sono. Le statistiche, inoltre non sono attendibili. Ti fideresti di un o una liceale che afferma di aver letto via col vento o uno dei libri di Moccia di cui esista un film? O Twilight?
    O Harry Potter?

    Quante persone hanno scombinato le statistiche affermando di aver letto un libro di cui hanno solo visto il film..?
    Io temo molte...

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    1. Dici che queste statistiche, in realtà, nascondono una realtà ancora più tragica di quella che sembra?

      Ecco. Mi è salita ulteriormente la depressione...

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  12. Non ci credo, almeno non in modo assoluto e le statistiche prendile sempre con le molle. Io sono molto più sudico di te, abito oltre lo stretto e ho letto quintalate di libri e conosco un mare di gente sudica che legge molto.
    Ma chi lo dice che al nord leggono di piu? Se è vero lo fanno male perchè i meridionali scrivono percentualmente meglio.
    La depressione per la scarsa attitudine alla lettura la condivido ma non ne farei come al solito una questione geografica. Ciao

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    1. Chiaramente le statistiche sono raccolte di aridi numeri. La verità è fatta di molte sfumature che, chiaramente, l'Istat non può e non deve cogliere.
      Al nord si legge di più perché, per l'appunto, lo dice l'Istat che raccoglie dati e fa conteggi. In generale, come scrivevo poco sopra a Remigio, ci sono ragioni storiche molto serie che hanno portato il Nord ad essere maggiormente in confidenza con i libri. Basti pensare alla riforma scolastica voluta da Maria Teresa d'Austria a metà del '700. Molte zone del Nord erano sotto il regno austriaco al tempo e si adeguarono alle leggi volute dalla sovrana "illuminata". Un modo molto efficace per sconfiggere l'analfabetismo che, nel Sud, è rimasto vivo e imperante per moltissimi altri anni.
      E' anche da questi elementi che discende, secondo me, la scarsa attitudine dei meridionali alla lettura.

      Che tu conosca molte persone siciliane che leggono e anche tanto è un gran bene. Ma probabilmente ce ne sono moltissime altre che, invece, non leggono affatto.

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  13. Lao-Tzu suggerisce una riflessione da fare : Chi parla non sa, chi coltiva il silenzio sa...Ora, perchè ti mortifica il sapere di chi nol legge ? Non è un fatto di essere sudico (?) Forse se letto al plurale se ne deduce SUDICI, che non c'entra niente col fatto di essere del Sud; pensa io sono del Salento, e non mi curo di chi legge + / - un libro almeno all'anno...mi pare di sentire "confessersi almeno una volta l'anno ecc.
    Concludo, per non farla lunga che "Se si ama se stessi ( non nel senso edonosta, ma si ! , anche un pò di edonsmo non guasta...lo siamo un pò tutti in fondo, o no?); dicevo che se si ama se stessi, allora possiamo comprendere che in un libro letto c'è una persona che sta tentando di comunicarci il suo mondo e tante altre cose, ma è la mia opinione, tutto qu.

    Buon fine settimana

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    1. Devo ammettere che il tuo commento mi sembra un po' caotico. Provo a fare ordine come posso.
      Mi mortifica sapere che ci sono tantissime persone che non leggono perché ciò denota una scarsa attenzione nei confronti del "sapere", in generale.
      Sono "sudica", l'ho scritto in un vecchio post, e mi piace giocare con questa definizione che nasce come un calco di "nordica". Tutto qui. Che poi il plurale sia "sudici" è semplicemente molto ironico.

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    2. Una legge della fisica soatiene che dal caos nasce l'ordine, o NO?

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    3. Sì, dopo una gigantesca esplosione.

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  14. Nord o sud, non so a dir la verità... ci sono tanti fattori, credo, che determinano la nascita di un lettore. Io leggo (più o meno 2 libri al mese), i miei genitori non leggevano - per nulla direi - mia figlia legge moltissimo più di me, mio figlio legge un po' meno di me (inteso come un libro da capo a fine). L'ambiente fa, ma non da solo; quello che forse è importante è quanto si cerca se stessi, quanto non ci si accontenta di quello che si è qui-e-ora. Quanto si cercano risposte a domande difficili, dento di noi. Già da piccoli. Credo.

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    1. Mio padre non legge. Mia madre legge abbastanza.
      Mio nonno leggeva in continuazione. Mia nonna era quasi analfabeta.
      L'altro nonno leggeva solo il giornale. Una mia bisnonna divorava libri.
      Insomma: un miscuglio abbastanza stravagante.

      L'ambiente fa molto, credo. Io non ho mai visto molti libri in casa mia eppure ho imparato a leggere e ad amare visceralmente i libri quasi da sola. Però ci sono arrivata con fatica e ritardo.
      Se avessi avuto attorno una casa piena di libri e di lettori, sarei forse una lettrice diversa.

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  15. In casa ci sono sempre stati molti libri. Mia mamma ne comprava ogni volta che poteva. Se alle medie erano riusciti a farmi detestare la lettura, alle superiori degli ottimi professori hanno stimolato il gusto della ricerca e quindi anche della lettura. Sono d'accordo con ogginientedinuovo. Quello che mi spinge continuamente a leggere è il bisogno di risposte, Il continuo pormi poche domande ma che esigono in un modo o nell'altro delle risposte che mi spingono a cercare. E così i libri sono il mezzo che più sento affine. Il fatto che le persone non sentano il bisogno di leggere spero che non significhi che non si pongono domande. Preferisco pensare che trovino le risposte in altro modo, condividendo, leggendo in rete o leggendo quotidiani che, per esempio, io non leggo quasi mai per mancanza di tempo.

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    1. Spero fortemente anche io che anche chi non legge abbia il coraggio e l'intelligenza di porsi domande. Sì, sarà sicuramente così: troverà risposte in qualche altro modo ma, onestamente, senza libri conduce un'esistenza solo un po' più vuota.

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    2. Sono capitata per caso su uno dei tanti articoli che hanno scritto in merito alla lettura e ho notato che la statistica considerava solo i lettori di libri cartacei. Da natale ad oggi ho letto 9 libri, di cui solo 3 cartacei. Tutti gli altri sono ebook, ma sempre libri rimangono. Ogni tanto qualche dubbio sul senso di queste statistiche mi viene...

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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