25 febbraio 2015

La copia della copia della copia

Ci somigliamo, certo. Apparteniamo allo stesso genere; quello umano. Così pare e così deve essere. Eppure a parte l'esistenza di organi identici, tanto uguali non siamo davvero. Almeno: non posso dirmi uguale a molti altri. Non che sia rara né tanto meno unica. Eppure non mi sento copia di qualcuno. E' che alcuni mi sembrano più copie di copie di copie di altri. Una sfilza di individui che si ricostruiscono in sequenza con la certezza che somigliare a quello che va bene a tutti sia bene per chiunque. Niente che strida, niente che si difformi. Per quello che sentono, che pensano, che vogliono, che fanno. Tutti come tutti. Spesso mi dissocio ma faccio una gran fatica a non sembrare molesta.

[foto by birazhayalci]

18 commenti:

  1. Essere conformisti e conformi è più comodo e più facile. Ma è anche squallidamente stupido (o stupidamente squallido). Piuttosto che essere un ugualozzo, mi suiciderei... l'altroieri! :)

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    1. Sì, conformarsi non richiede grandi sforzi né troppe responsabilità. Basta accodarsi e rimettersi ad un altro.

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  2. È faticoso, e di più ancora in questi tempi, non essere una copia. Non essere una copia quando la maggior parte lo è sembra stonato perché fuori del coro. Ma non si è fuori del coro, si canta un'altra musica.

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    1. Si somigliano un po' tutti: amano le stesse cose, vogliono le stesse cose, pensano le stesse cose. E credo che non se ne rendano nemmeno conto.

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  3. mah penso sempre che la colpa di questo sia nella cattocultura che ci vorrebbe tutte pecorelle del Signore; poi per una tesi del complotto avere un 'popolo' di uguali e prevedibili sudditi è assai comodo. Per la tesi del commercio avere un 'popolo' di prevedibili consumatori è utile ... c'è tutta la punta della piramide che rema verso l'uniformità di pensiero.

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    1. Non so se dipenda solo dalla catto-cultura a cui fai accenno. Credo che ci siano motivazioni individuali un po' più profonde. Forse persino una pigrizia latente che seduce molto più di quanto si possa immaginare.

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    2. si hai ragione, la cattocultura da sola non basta, c'è (credo) una pigrizia mentale insita in ogni persona che viene sfruttata, anche dai media, principalmente per fini commerciali

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  4. L'originalita' con cui ci si percepisce credo sia universale, cosi' come l'omologazione con cui percepiamo gli altri.
    ml

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    1. Ci ho pensato, massimo.
      Ogni essere umano si percepisce diverso, speciale, originale. Ma poi visto da fuori appare omologato e banale.
      Sono sicura che anche io vengo vista così anche se non mi ci sento.

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  5. L’individuo in Italia è quasi sempre osteggiato. Condivido il pensiero di Pier, è stata innanzitutto l’egemonia cattolica a farci percepire l’individuo come una minaccia per la collettività. C’è da aggiungere che mezzi quali la televisione e i giornali lavorano da sempre per omologarci, nei gusti, nei comportamenti, nei pensieri e questo è un problema in tutto il mondo. La diversità è da sempre un pericolo. Purché sia vera diversità, come ammonisce Sandro Penna in questi versi: “Felice chi è diverso/Essendo egli diverso/Ma guai a chi è diverso/Essendo egli comune”.

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    1. Come ho scritto anche a Pier, non credo che la cultura cattolica abbia ancora una valenza tanto forte da indurci ad una comoda omologazione.
      Trovo più logica e convincente la tua riflessione sul ruolo della TV e dei mezzi di comunicazione di massa (Internet incluso).
      Ogni diversità diventa pericolo, sovvertimento, instabilità.

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  6. Il genere è quello umano, la specie è la medesima, siamo in molti, abbiamo gli stessi organi, ma siamo unici...

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    1. Rasi?
      Un altro nick?
      Ma quanti ne hai creati e ne crei? Una faticaccia!

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  7. Ultimamente sto apprezzando molto il fatto di non somigliare a tutti. E ti dirò di più: la mia diversità la interpreto e la vivo come un punto di forza. E c'è poco da fare, quando ci si distingue si vede e fa la differenza.

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    1. Inizialmente rintracciare la propria diversità può essere spiazzante, e persino doloroso, poi se ne prende atto e ci si arricchisce.

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  8. Scrivi post talmente belli, che mi sento ridicola nel commentarli.

    Complimenti :)

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    1. Sorrido...
      Grazie Rebecca, sei fin troppo gentile e generosa.
      Ma si commentano facilmente. Lo fanno in molti!

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.