4 febbraio 2015

Dostoevskij è un'altra cosa

Ecco, appunto: Dostoevskij è un'altra cosa. Me lo ripeto tutte le volte che mi capita di leggere, o dover leggere, un libro mediocre. Il naso che ho affinato mi conduce verso pagine solitamente interessanti. Mi conosco e conosco i miei occhi. A volte, però, capita di imbattersi in libri decisamente dimenticabili. E' pur vero che il paragone con il gigantesco Dostoevskij non può reggere in nessun caso, ma se proprio devo fissare un parametro, preferisco puntare verso l'altissimo. Il problema dei pessimi libri è che nessuno smetterà mai di scriverli e, prima o poi, qualcuno mi capiterà inevitabilmente tra le mani e sotto gli occhi. Classico esempio di danno collaterale.

[foto dal web]

14 commenti:

  1. Eppure, a volte bisognerebbe leggere anche i libri mediocri, scritti male (a dir la verità io non ci riesco) che nel nostro panorama letterario non mancano: vuoi mettere il piacere che si prova nel poterli stroncare! Scriveva Seneca che bisogna accostarsi sempre ai migliori autori e, se talvolta si vuol passare ad altri, bisogna poi sempre ritornare ai primi. Un grande autore come Dostoevskij ti lascia senza parole, ti fa sentire piccolo; di fronte alla sua grandezza ti senti davvero limitato e sai che lui è irraggiungibile. Un brutto testo, invece - come i tanti libri commerciali che fanno capolino dalle vetrine delle librerie, scritti dai divi della televisione – stimola in un lettore abituato a leggere altro, una incredibile reazione: ti fa sentire migliore.

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    1. Ecco, neppure io ci riesco. Meglio: cerco di terminare la loro lettura, ma a volte mi vedo costretta ad interromperli e metterli via per non patire troppo.

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  2. Sai cosa sarebbe la luce senza le ombre?
    Banale.
    Come si può davvero apprezzare un capolavoro, se non ci sono le macchiette letterarie a farci capire quanto un libro sia bello?
    Sarebbe solo un libro e farebbe il suo dovere.
    Così, invece, un bel libro raddoppia di importanza perché è un Bel libro e perché è Migliore di quelli mediocri.

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    1. Sottolinei, giustamente, il gioco degli opposti.
      Non ci può essere luce senza buio.
      Suono senza silenzio.
      Pieno senza vuoto.
      Mi sembra corretto.

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  3. e i libri dimenticabili (che bella definizione) hanno spesso un inspiegato successo, non so quanto spontaneo e quanto pilotato.
    ml

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    1. Dimenticabile è tutto quello che non merita neppure un ricordo.
      Ed è quanto di peggio si possa ottenere. Soprattutto per chi vuole fare o pensa di essere uno scrittore.

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  4. Per me sarebbe Flaubert un'altra cosa.

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    1. Avevamo già parlato in passato di questo tuo infinito amore per Flaubert.
      Sì, per te vale lui.

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  5. mah spesso capitano tra le mani libri dimenticabili ... il potere di ogni lettore è proprio in questo ...

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    1. Il potere è dimenticare dici?
      Hai ragione...

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  6. Se percepiamo il mediocre è perché abbiamo assaggiato la bellezza, affinato i sensi, distinto la classe, filtrato la meraviglia. Un danno collaterale utile in fondo: l'utile ..idiota, in definitiva..

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    1. Più o meno i concetti espressi da Apprendista Nocchiero.
      Si apprezza il buono solo al cospetto del pessimo.

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  7. Ho letto sette libri di Dostoevskij, anche io lo trovo un gigante seppure, ogni tanto, mi smarrisce in periodi un po' prolissi. Mi mancano i fratelli Karamazov come opera monumentale. E lo preferisco di gran lunga a Tolstoj. Non ne parliamo. Non smetterò mai di ripeterlo.

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    1. Sì, mi avevi già parlato della tua preferenza per Dostoevskij rispetto a Tolstoj. Ma la capisco perfettamente!

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.