14 gennaio 2015

Belli fuori

Prima di giudicare un libro, lo leggo. Anche se ci sono libri e scrittori che mi rifiuto di leggere per partito preso e non mi vergogno di dirlo né di confermarlo, se necessario. Di cosa ci sia in copertina, in generale, me ne infischio, ma non posso non riconoscere che esistano libri dalle copertine decisamente inguardabili. Un dettaglio, che poi dettaglio non è, che può fare qualche differenza. Il libraio matto, come ho scritto qualche anno fa, pensava che non avrebbe mai venduto il libro che mi ha venduto solo perché aveva una brutta copertina. Evidentemente c'è chi compra un libro solo perché è bello fuori e, in un mondo fatto di sole immagini, non è propriamente un'anomalia.

[foto by calis]

42 commenti:

  1. E’ chiaro che prima di giudicare un libro, andrebbe letto. Uso il condizionale, perché esistono in commercio libri e autori che anch’io scarto a priori, senza nemmeno sfogliarli. Resta il fatto, però, che la copertina a volte è importante, soprattutto quando l’autore è sconosciuto e, quindi, la stessa costituisce una sorta di richiamo. Le copertine dei libri contemporanei io le trovo bruttissime: sono tutte uguali. Un riflesso dei tempi che viviamo, dove tutto è standardizzato.

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    1. Anche io mi rifiuto di leggere alcuni libri e alcuni autori. E il rifiuto è molto aprioristico. Non mi serve sapere cosa abbiano scritto alcuni scrittori (o presunti tali) per avere la certezza che non valgano neppure un minuto della mia attenzione.

      La copertina è sicuramente molto importante ma, come hai notato anche tu, di recente sembra proprio che in molti lavorino per creare copertine tutte simili. Evidentemente sanno quali immagini attirano di più l'attenzione e su quelle puntano. Questione di marketing, ovviamente.

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  2. Lo ammetto: anche io con gli autori ho figli e figliastri, nel senso che alcuni autori non li leggo nemmeno con una pistola puntata a una tempia, per antipatia, come te. Sarò indecente ma chi se ne frega. Naturalmente non dirò mai chi sono gli autori che non degno della mia attenzione.
    Comperare un libro perché abbagliati da una copertina credo sia come scegliere per moglie una ragazza bella ma scarsa di cervello, una settimana dopo averla conosciuta. Come comperare un gatto dentro un sacco, una cosa così. Il mio metodo è semplice e, cvredo, intelligente. Io apro il libro alla prima pagina e leggo l'incipit. D'accordo che ci siano libri che non hannao grandiosi attacchi, ma che almeno riesca a darmi una scossa, che ci sia qualcosa -e c'è quasi sempre- che mi attrae. Ho sbagliato clamorosamente soltanto una volta con un vincitore dello Strega, "La solitudine dei numeri primi". Mi sembrò eccellente ma fu un'enorme delusione.
    Psomoi Andròmeoi

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    1. E invece è proprio quello che vorrei sapere da te: chi sono gli autori che non degni di attenzione?
      Mi sembra divertente saperlo. Anche per capire se siano gli stessi che evito anche io.

      Io non leggo gli incipit, ma apro una pagina a caso. Se trovo qualcosa che vale la pena e se lo stile mi intriga, allora compro il libro anche se non conosco il titolo, non conosco l'autore e la copertina fa schifo.

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    2. La stragrande maggioranza dei libri superstrombazzati della cosiddetta grande editoria, tanto s'è capito che spingono sempre in direzione marketing. Alcuni nomi? Salman Rushdie, i cui ultimi libri sono esercitazioni funamboliche che tolgono sonno e respiro -per via dei periodi troppo lunghi- e costringerebbero i lettori ad un corso accelerato su cultura, religioni, riti occulti e stregoneria orientali.
      "I versetti satanici" mi è piaciuto moltissimo, "L'ultimo respiro del moro" reggeva il confronto, ma poi lentamente e inesorabilmente scende nella tomba.
      Grossman, che è di una barba paurosa. Inconcludente, straraffinato, troppo per i miei gusti.
      Mi spiace dirlo ma "Pastorale americana" di Philip Roth mi ha molto deluso. Sono rimasto con l'amaro in bocca e alla fine non mi è venuto nemmeno la voglia di rileggere qua e là, il che per me equivale a una solenne bocciatura. Tanto decantato libro, ma forse sono io troppo poco intelligente.
      Ciao.
      Psomoi Andròmeoi

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    3. Insomma, alla fine, ne eviti un paio.
      Sei molto più generoso di me.
      Io evito di leggerne molti di più...

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  3. Potesse avere la più accattivante, seducente, fantasmagorica copertina di questo mondo, non leggerei mai un libro di Bruno Vespa. Ho iniziato a leggere "Il terrazzino dei gerani timidi" di Anna Marchesini con molta circospezione e certo che lo avrei abbandonato dopo poche pagine, invece è risultato una piacevole sorpresa.

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    1. Bruno Vespa?!
      Ecco: concordo con te. Non leggerei mai un suo libro. Men che meno ne comprerei uno.
      La Marchesini non l'ho mai letta. Ma non mi ispira... purtroppo.

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  4. Ho autori che compra a scatola, titolo e copertina chiusa. Come Erri che esce proprio oggi. Ma a volte ho scoperto cose meravigliose, solo attirato dal titolo, come è successo con questa chicca scovata a dicembre, a Più libri più liberi (annuale mostra della media e piccola editoria), in uno stand di quelli sperimentalissimi, e che ritrovo in questi giorni negli scaffali di Scelti per voi, della Feltrinelli: Alcuni stupefacenti casi tra cui un gufo rotto - Davide Predosin - Gorilla Sapiens Edizioni

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    1. Erri di recente mi ha deluso un po'. Ho letto diversi dei suoi libri e mi dispiace constatare che i suoi ultimi libri non valgano nemmeno un decimo di quello che scriveva 10 o 15 anni fa.

      Sono andata un paio di volte a "Più libri più liberi" all'Eur. Non quest'anno però. Piccola e media editoria: il mondo librario che preferisco perché propone autori particolari e libri coraggiosi. Bravo Franco!

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    2. Un appuntamento rigenerante che non manco da anni ormai...

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    3. Sì, un'ottima occasione per conoscere ed avvicinarsi a molti piccoli editori che, purtroppo, non hanno la possibilità di essere presenti nelle librerie tradizionali.
      L'unico problema è che, secondo me, andrebbe organizzato in un posto più grande. Lì dove lo fanno di solito si fa molta fatica, a volte, a muoversi, ad avvicinarsi agli stand e a volte manca il fiato.

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    4. Io evito categoricamente sabato e domenica o festivi (come l'8 dicembre quest'anno), sfrutto l'inaugurazione di giovedì solitamente. Calma e tempo.

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    5. Non vivendo a Roma e lavorando tutta la settimana non posso che permettermi il week end. Ed ogni volta, lì dentro, finisce che mi sento male per la mancanza di spazio e d'aria.
      Pessima sensazione.

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  5. Anche a me non interessano poi tanto le copertine. in italia uno come maurizio ceccato ha comunque realizzato alcuni ottimi lavori.

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    1. Le copertine le guardo appena. Chiaramente se un libro ha una copertina suggestiva e particolare è meglio, ma mi interessa molto di più il contenuto.

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  6. Io decido spesso in base all’incipit e alla quarta di copertina. Sull’importanza dell’incipit tanti si sono espressi ma anche la quarta di copertina è un’arte. Bellissimo il libro di Calasso “Cento lettere a uno sconosciuto” che raccoglie alcune sue quarte di copertina per i libri Adelphi.

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    1. Anche tu, come Psomoi, leggi l'incipit.
      E la quarta di copertina.
      Se la quarta è scritta da una persona competente ed onesta vale la pena, ma se, come accade sempre più spesso, è solo una sorta di enfatico spot del libro, allora non ha alcuna rilevanza.

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    2. Incipit e quarta possono fregarti per bene come un professionistico trailer al cinema. Il montaggio estrapola squarci d'anima. Se sei bravo la succhi tutta. Immagino lavori oscuri: forgiatore di incipit.

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    3. Incipit e quarta possono ingannare, volendo.
      E i "volponi" dell'editoria lo sanno. Per questo io diffido.

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  7. Copertine brutte e tutte uguali: omologazione; nei libri stessi argomenti trend setter, scarpe tutte uguali, borse tutte uguali, automobili tutte uguali... è quello che siamo ora: omologati. Troviamo la nostra identità facendola scomparire dentro a un'identità-modello decisa dal consumismo (pubblicità, mercato, ecc.).

    La copertina mi attrae, così come mi attrae un titolo o il tipo di carta usata per stampare: fa tutto parte del fascino della lettura, per me. Poi, oddio, non basta, ci vuole la storia, ci vogliono le parole. Ma gli occhi reclamano la loro parte.
    Per dire, io adoro le copertine Adelphi: in libreria lo scaffale Adelphi lo percorro con gli occhi e con le dita, sorridendo beota ;-)

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    1. L'omologazione ci rende tutti simili e tutti più sicuri. La logica è sempre la stessa: se piace a molti, è la cosa migliore. Ovviamente non è necessariamente così, ma funziona.

      Una bella copertina piace a tutti, immagino.
      Personalmente, se ne vedo una mi fa piacere ma di certo non mi lascio condizionare da una copertina quando devo scegliere e comprare un libro.

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  8. non bisognerebbe mai giudicare un libro dalla copertina, bella o brutta che sia, ma talvolta la copertina contiene una promessa che non va delusa (per esempio nelle fotografia di "si sta facendo sempre più tardi" di tabucchi c'era già tutta l'atmosfera un po' sgualcita dei suoi racconti)
    ml

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    1. Scegliere o creare una copertina è un'arte. E come tutte le arti ha bisogno di persone capaci e sensibili che abbiano almeno letto il libro e ne abbiano compreso l'essenza. Almeno: secondo me questo passaggio dovrebbe essere indispensabile anche se credo che non avvenga molto di frequente.

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  9. Non leggere per partito preso a mio parere è un diritto ma è anche un atteggiamento gravissimo e controproducente sia ai fini meramente culturali che a quelli più semplicemente relazionali. Scritto da una persona che fa della lettura ( forse) il suo lavoro e che dei libri scrive tanto spesso è incomprensibile.
    Enzorasi

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    1. Enzo Rasi senza un profilo?
      E' successo qualcosa?
      Non hai ancora trovato pace? Santo cielo...

      Comunque: non leggere un libro per partito preso rientra nelle regole della libertà di chi legge, cioè la mia. La lettura non è il mio lavoro, purtroppo. Scrivo recensioni, questo è vero, ma ciò non implica che debba leggere immondizia. Anzi, vale esattamente il contrario perché leggere parecchio perfeziona il gusto e l'intuito. In genere capisco velocemente se un libro può essere valido per me oppure no.

      Per te sarà incomprensibile, per me è naturalissimo.

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    2. No è comprensibile dopo aver spiegato che sei velocissima. Si vede, è un pregio spesso, un neo talvolta.
      La pace non fa per me evidentemente ma la colpa è l'allergia tra WP e BSPT. Ciao
      Enzorasi

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    3. Allergia tra WP e BSPT... cosa sono WP e BSPT?

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    4. Sono wordpress e blogspot, le due più diffuse piattaforme per blog. Tra di esse( come in questo caso) c'è un'evidente e insormontabile allergia, se commenti da Wordpress la quantità di giri e acrobazie necessarie è sfinente.
      Ma non posso credere che tu non conoscessi il significato delle due sigle.

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    5. No. Non conoscevo queste due sigle. Sono su blogspot e mi basta. Non riuscirei mai a saltellare da una piattaforma all'altra.

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  10. Le copertine belle mi piacciono, però non compro un libro per la sua Cover, mi sembrerebbe stupido e superficiale, compro un libro in base alla trama. Se ad esempio lo stesso titolo che mi interessa è pubblicato da più case editrici, scelgo quello con la copertina che più mi piace. Se un libro che mi interessa è figlio unico di madre vedova e la copertina non è bella, lo prendo lo stesso. Poi ci so o quei libri che sono belli fuori e pure dentro. Io ne ho beccati un sacco.

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    1. So che tu hai un gusto estetico abbastanza spiccato. Anzi, ho la sensazione che a volte la bellezza di una copertina ti condizioni fin troppo.

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    2. Può capitare che mi tocchino nel punto debole: bellissimi dipinti impostati come copertina. Ma d'altronde sono figlio di un tipografo. Sono cresciuto in questo ambiente di arti grafiche.

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  11. Io scelgo i libri in base alla voce che hanno mentre restano chiusi. La copertina mi aiuta a trovarli ma è un particolare minimo, rispetto alla complessità delle loro pagine.

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    1. Nocchiero!!!
      Ma che fine hai fatto?
      Non ti leggo da settimane.
      Stai bene?

      I libri hanno una voce quando sono chiusi? Forse hai ragione...

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    2. Cammini in una libreria e senti tante voci. Sono i clienti. Filtri le voci. Senti i commessi.
      Annulli entrambi e senti frusciare. Filtri i fruscii e c'è solo un fruscio che emetta la giusta frequenza.

      Arrivi a lui, lo prendi. Non ti serve altro.

      Anzi, magari una busta, grazie.

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    3. Apprendista magari latita a volte, ma poi ti riempie di sogno in tre righe.. ;)

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    4. Le parole scritte sono lo strumento più bello al mondo per esprimere quei pensieri che non troverebbero realizzazione concreta in una frase detta a voce.

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    5. Concordo con te, Nocchiero.

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  12. In un mondo fatto di apparenza che cosa ci vogliamo aspettare? Come dici giustamente anche tu ala fine del post. ;)

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    1. Mi aspetto che la gente compri un libro piuttosto che un altro solo perché ha una copertina più "carina". Ed, infatti, è esattamente ciò che accade.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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