11 dicembre 2014

Senza l'intelligenza del fare


Direi che il dato più probante e preoccupante della corruzione italiana non tanto risieda nel fatto che si rubi nella cosa pubblica e nella privata, quanto nel fatto che si rubi senza l'intelligenza del fare e che persone di assoluta mediocrità si trovino al vertice di pubbliche e private imprese. 

In queste persone la mediocrità si accompagna ad un elemento maniacale, di follia, che nel favore della fortuna non appare se non per qualche innocuo segno, ma che alle prime difficoltà comincia a manifestarsi e a crescere fino a travolgerli. Si può dire di loro quel che D'Annunzio diceva di Marinetti: che sono dei cretini con qualche lampo di imbecillità: solo che nel contesto in cui agiscono l'imbecillità appare - e in un certo senso e fino a un certo punto è - fantasia. 

In una società bene ordinata non sarebbero andati molto al di là della qualifica di "impiegati d'ordine"; in una società in fermento, in trasformazione, sarebbero stati subito emarginati - non resistendo alla competizione con gli intelligenti - come poveri "cavalieri d'industria"; in una società non società arrivano ai vertici e ci stanno fin tanto che il contesto stesso che li ha prodotti non li ringoia. 

Leonardo Sciascia (1982)

[foto by zaleone]

18 commenti:

  1. E chi ce li ha messi quei cretini con sprazzi di imbecillità in quelle posizioni? Gli elettori: cioè, degli imbecilli con sprazzi di cretinismo! Democrazia? No: SCEMOcrazia.
    (Scusa lo sfogo: era dovuto.)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sfogo legittimo, ci mancherebbe.
      Però mi sembra anche un ragionamento un po' troppo semplicistico.

      Elimina
  2. > cretini con qualche lampo di imbecillità

    E' bellizzzzima! :)

    Il problema è della società, del suo insieme terribili, una brodaglia tossica, corruttiva, di svampitismi, di cretinate politicamente corrette, di stupidate buoniste, di credenze assurde, come scrivevo da Gaia.
    Il paese e la sua "cultura" si esprime anche nella classe dirigente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, la frase di D'Annunzio su Marinetti è abbastanza famosa.
      Almeno: io la conoscevo già.

      E' chiaro: la classe dirigente è lo specchio della società che rappresenta. La mia sensazione, però, è che spesso sia molto, molto, molto peggio.

      Elimina
  3. credo che dai tempi di Sciascia qualcosa sia cambiato (in peggio, naturalmente): non sono più i cretini ma le menti "migliori" a darsi al malaffare, intelligenze che in un contesto di rigore, di pulizia morale, magari avrebbero agito per il bene comune.
    ml

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non credo che gli esponenti contemporanei del malaffare siano le menti "migliori", sono solo le menti più "furbe".
      In un contesto di rigore e di pulizia morale, questi soggetti sarebbero ridotti a brandelli e dimenticati.

      Elimina
  4. Dall'espresione "cretini con qualche lampo di imbecillità" mi dissocio, dato che il Futurismo è stato in Italia il capostipite di tutti i movimenti artistici e culturali, figlio diretto dello spirito di rinnovamento che si respirava in tutte le capitali europee, Parigi e Londra su tutte. Che D'Annunzio lo vedesse come il fumo negli occhi mi sembra chiaro dal suo punto di vista, ma lui rappresentava il vecchio che si stava fermando.
    Per l'assunto dello Sciascia ci vorrebbe troppo tempo per fare un'analisi completa del perché nell'immediato dopoguerra siano stati gettati i germi per la corruttela che oggi ci distrugge lentamente. La Nazione è profondamente ammalata. Si ignora quale possa essere la medicina più adatta a tirarla fuori dalla grave malattia, né chi possa essere il dottore cui affidarci.
    Siamo messi molto male.
    Psomoi Andròmeoi

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il Futurismo è stato solo uno dei tanti movimenti artistici e culturali del primo Novecento. Non il migliore, non il peggiore. E' stato ed è finito. Ha avuto slanci geniali ma anche espressioni di totale cretinaggine, tanto per restare in atmosfere dannunziane.

      L'Italia è radicalmente malata perché a guidarla o a gestire i suoi centri nevralgici ci sono spesso persone disoneste e vigliacche. La medicina potrebbe passare attraverso una cura etica e morale per tutti a partire dai più piccoli, dai più insignificanti fino ad arrivare ai "grandi capi".

      Elimina
    2. Il Futurismo non è stato uno dei tanti ma il primo in ordine di arrivo sulla scena dei movimenti artistici. Come tale ha significato una rottura col passato. Come movimento culturale sono d'accordo con te e con D'Annunzio: valeva molto meno.
      Purtroppo si sono succeduti in questi ultimi quaranta anni governi fatti da gente decisamente molto poco onesta. I piccoli sono onesti e puri, tutti, finché sono piccoli, poi purtroppo crescono. Se rimanessero puri sarebbero fregati, per cui si adeguano. Sono cinico? Sì, sono cinico, ma l'esperienza mi ha trasformato in cinico, nacqui puro anche io.
      Psomoi Andròmeoi

      Elimina
    3. Futurismo primo in ordine di arrivo?
      Secondo quale logica, scusa?
      Va be'... mi spiegherai.

      Essere puri non vuol dire essere necessariamente fessi. Per "piccoli" intendevo persone comuni, senza alcun "potere". Perché, come abbiamo scritto altre volte, la disonestà, la scorrettezza, l'illegalità appartiene anche al mondo dei "piccoli" che poi siamo io o te o altri semplici, banali cittadini.

      Elimina
    4. Sul Futurismo mi sono confuso, ritiro tutto. Piaceva a me.
      Non intendevo fessi ma puri di cuore, e intendevo proprio "bambini" i soli puri di cuore che io conosca.
      Essere disonesti non significa certo avere ottenuto una posizione sociale che giustifichi tale onestà, anche se è un luogo comune che per soli meriti non si raggiungano certi traguardi. Chiaramente la disonestà appartiene a tutti i "banali cittadini", come pure l'onestà per fortuna. Però la specie degli onesti è in grave diminuzione, e c'è chi insinua che si stia lentamente estinguendo.
      Speriamo di no.
      Psomoi Andròmeoi

      Elimina
    5. Ah, ecco. Sei un fan del Futurismo.

      Mi piace pensare che ci siano persone oneste che abbiano raggiunto ottimi traguardi altrettanto onestamente. Mi duole constatare, però, che tale evenienza è e rimane, soprattutto in Italia, piuttosto rara.
      Tra un onesto ed un disonesto, purtroppo, a fare notizia è solitamente il disonesto che si distingue molto più facilmente e, altrettanto solitamente, surclassa l'onesto.

      Elimina
  5. Quanto CAZZO è vero. E quanto CAZZO mi fa INCAZZARE sta cosa! -_-

    Andrea

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti capisco.
      E credo che siano in tanti a condividere.

      Elimina
  6. Siamo un popolo si santi, poeti, navigatori....e idioti. Se i mediocri, gli ominicchi e i quaquaraquà occupano il potere in questo nostro disgraziatissimo Paese, è perché noi Italiani - massa di idioti - li sosteniamo politicamente e li eleggiamo ai vertici dello Stato. Siamo destinati ad essere la Nazione più corrotta d'Europa, dove un presidente del consiglio siede al tavolo delle riforme con un condannato in via definitiva per frode fiscale. E tutti applaudono: a cominciare dai giornali.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non siamo destinati, lo siamo già Remigio. La notizia è stata resa nota pochi giorni fa. Ma non mi ha sorpreso particolarmente.

      Sul fatto che i condannati in via definitiva abbiano ancora la possibilità di decidere e rimanere dove sono sempre stati, forse, dipende anche da leggi che non funzionano molto bene e che consentono cose che altrove non esistono.

      Elimina

Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.