12 dicembre 2014

Galanteria

La galanteria è materia d'altri tempi. Finezze e raffinatezze che si contano sulle dita di una mano perché certi gesti non possono appartenere a chi non li sa neppure distinguere. Di uomini galanti ne conosco un paio ed è già molto. Perché i cavalieri sono morti da un pezzo e i raffinati lo erano già da prima. Il peccato è che una perdita tanto grave non sia percepita come molesta ma figuri tra i doveri accessori di una parità di genere che niente ha a che fare col garbo e la grazia di uomo verso una donna. Qualsiasi uomo e qualsiasi donna. Il galante a me piace, non v'è dubbio, e sa meravigliarmi con poco.

[foto by cigaroh]

22 commenti:

  1. Ormai è diventato un optional anche l'educazione, Euridice. Va da sé che la galanteria non può aspirare nemmeno a tale definizione. Più che optional è rarità fra le rarità. Come quegli oggetti quasi introvabili che, se per puro caso capitano fra le mani, destano sopresa ed incredulità.

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    1. La banale educazione è quasi un miracolo, hai ragione. Figurarsi la galanteria che, come ho cercato di descrivere nel post, è una "materia" ancora più delicata, preziosa e complicata della semplice educazione.

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  2. Ricordo la faccia di una mia ex, non tanto tempo fa, quando mi sono presentato ad un appuntamento con una rosa in mano, una non un mazzetto, solamente una, ma lei ci rimase di stucco. "Sei romantico?" chiese.
    Non sono affatto un romantico, non nel senso comune che si dà a questa parola, ma mi piace sorprendere. Inoltre faccio una cosa che non fa mai nessuno: mi alzo quando entra una signora, non importa se bella o brutta, mi alzo in omaggio ad una donna. Lascio il posto ad una persona anziana, anche se si tratta di un uomo. Faccio passare avanti sempre una donna se sto entrando in un portone, a meno che non sia buio.
    Non credo di essere all'antica o galante, solo credo che i miei genitori mi abbiano dato un'educazione e insegnato che un uomo si può anche scrivere con la U maiuscola, dipende da come si comporta.
    Però quando corteggio non ci giro intorno troppo a lungo....
    Psomoi Andròmeoi

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    1. L'essere galante prevede una sorta di servizievole rispetto. Gesti minuscoli, impercettibili, deliziosi e raffinati. Proprio come il lasciar sedere una donna o cederle il passo o aprirle una porta o aiutarla ad indossare il cappotto. Azioni che, nel mio piccolo, vivo rarissimamente perché la maggior parte degli uomini non bada a nessuno di questi piccoli gesti galanti.

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    2. ..oltretutto è un grande piacere, almeno per me, quando cedi semplicemente il passo ad una donna, che ti guardino sorprese, come arrivassi da un pianeta sconosciuto...

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    3. Perché, evidentemente, accade tanto di rado da indurre a pensare che l'altro deve essere per forza un alieno.

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  3. Quindi secondo te io sarei galante? Non do certamente peso alle parole, anche perché non mi sono mai posto e non mi pongo il problema. Ribadisco: credo di essere stato educato bene. Ecco, io penso che ai nostri tempi di estrema volgarità ci sia chi si vergogna a mostrarsi servizievole con una vecchia signora, perché ad esserlo con una giovane e carina sono capaci tutti avendo in fondo sempre lo stesso scopo, ma anche forse sentendo anche il bisogno di farlo non lo si faccia per timore di essere considerati non al passo coi tempi. Io me ne frego dei tempi, ovvero io ho i miei tempi e se qualcuno mi dichiara di vecchio stampo il problema è il suo non il mio.
    Fare una cortesia ad una vecchia signora, oppure ancor meglio ad un vecchio signore, riceverne un sorriso, vedere la meraviglia e addirittura lo stupore dipinti sui loro visi è una cosa bella e appagante, credimi.
    Psomoi Andròmeoi

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    1. Se compi gesti come quelli che hai descritto e che descrivo anche io, evidentemente, sei un uomo galante.
      Un valore aggiunto molto importante. Almeno per come la vedo io.
      Poi ci sono persone a cui non interessa nulla: né di ricevere determinate attenzioni, né di riservare determinate attenzioni.

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    2. I gesti gentili non devono avere nessuno scopo se non quello di ottemperare a una richiesta del proprio animo. Se ti viene di fare una cosa la fai, altrimenti è finzione se lo si fa per mettersi in mostra di fronte alla persona coi cui sei gentile, oppure ai terzi che osservano.
      Finora non mi sono scoperto motivi segreti se non il rispetto per la Donna in generale e per l'Anzianità. Sorreggere il cappotto di un'altra persona è un gesto istintivo. O ce l'hai o non te lo può insegnare nessuno.
      Psomoi Andròmeoi

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    3. Non so.
      Secondo me la galanteria s'impara.

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    4. Secondo me è questione di educazione, e poi sensibilità.

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    5. Vedi quindi che finisci col concordare con me? Se è una questione di educazione come dice Franco si impara, e qui ci siamo. Se è una questione di sensibilità, sempre come dice giustamente Franco, non si impara, o la si possiede oppure no. Se è una questione di gentilezza come chiosi tu, quella non si impara, viene da sé quando sei fornito di sensibilità. L'educazione c'entra, si capisce, ma da sola non basta, ci vuole la componente della volontà dell'animo più o meno sensibile.
      Mi sorge un dubbio: la mia educazione mi suggerisce di non insistere troppo in una discussione ancorché civilissima e pacifica come questa, e la mia sensibilità e gentilezza mi chiedono di non cercare una polemica inutile. Per quale di queste due componenti adesso faccio un passo indietro? Tu puoi farmene un'idea?
      Psomoi Andròmeoi

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    6. Non sono in disaccordo con te. E' solo che, a mio avviso, così come si può imparare una certa educazione, allo stesso modo si può imparare ad essere galanti. Ovviamente una certa predisposizione "naturale" aiuta, ma non credo che sia impossibile.

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  4. Ma la galanteria è materia di romanticismo, eh. Quindi , in fondo, sei un po' romantica anche tu. E non deve dispiacerti affatto.

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    1. La galanteria non appartiene a nessun tempo e a nessuno stile. E' quella che è e sarebbe bello rintracciarla un po' più spesso.

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  5. Io non conosco uomini galanti nel profondo. Conosco qualche rarità che ha appreso qualche rudimento, ma è diverso.
    Essere galanti nel profondo, come poteva esserlo Cary Grant in alcuni film, comporta avere un'idea delle donne molto vicina a quello che le donne sono ed è merce rara.

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    1. Io ne conosco un paio. E sono dotati di un garbo e di una gentilezza fuori dal comune. Molto, molto difficile da rintracciare nella vita quotidiana. E credo che, come hai sottolineato tu, la considerazione che questi gentili signori hanno delle donne è molto al di là (o al di sopra) di quella che la stragrande maggioranza degli uomini possiedono.

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  6. Figuriamoci, è morta anche le gentilezza in senso generale. Eppure basterebbe poco, certe volte anche solo un bel sorriso.

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    1. Ecco, sì. Anche un bel sorriso.
      O un grazie. Un prego. Un saluto. Un gesto.
      Peccato siano diventati così sporadici...

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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