28 novembre 2014

I nostri nulla differiscono di poco (*)

Anche nella pochezza ci somigliamo. Perché nelle tare del nostro non essere niente possediamo identiche voragini e identica vigliaccheria. Quella che fa impallidire la coscienza: colei che sa e non tace. E' per questo che pensieri che vorremmo morti sopravvivono alla loro stessa morte solo perché concepiti una volta e basta. Litigo con le mie mani e con quegli scompigliati voli di tempo che dovrei destinare al silenzio. C'è e resta la quiete apparente del quotidiano versare vita altrove. Tu come me, tu come tutti. La solita cascata precipitosa di attese e sospensioni. Il resto è quel lasciarsi vivere che non appaga mai nessuno.

(*) Jorge Luis Borges

[foto by JeanFan]

12 commenti:

  1. Mi fa venire in mente una storia, ma non te la racconto perché ci resteresti male e con te forse qualche altro tuo ospite mentre a me ritirerebbe fuori sensazioni dolorose che pensavo dimenticate, sì perché è una storia capitata a me.
    "La solita cascata precipitosa di attese e sospensioni". La vita tra un uomo e una donna, ecco cos'è.
    Psomoi Andròmeoi

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    1. Non preoccuparti. Se la storia di cui non parli ti ha procurato dolore forse è meglio che tu la taccia.

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  2. Chi non ha almeno una storia triste da raccontare alzi una mano. Mi piace la seconda frase, mi piace proprio. "Nelle tare del nostro non essere niente possediamo identiche voragini e identica vigliaccheria". In una storia che finisce c'è sempre una partita di tennis di accuse e colpevolizzazioni tra i due che si lasciano, sia che si tratti di una storia d'amore o di un forte legame di amicizia. Nessuno è completamente colpevole, nessuno è completamente innocente, ma ci sono picchi di crudeltà e voragini di vigliaccheria. Sempre.
    Bello che tu lo dica a chiare lettere, vuol dire che ne hai avuto conoscenza diretta, come me, come tanti, forse tutti.
    Pablo

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    1. A volte non serve neppure raggiungere i picchi, ci si accontenta di sprofondare e basta. E senza nemmeno raggiungere momenti di particolare crudeltà: basta la logica degli eventi, tutto sommato.

      Certo che ne ho avuto conoscenza diretta. Non avrei potuto scriverne altrimenti se non facendo pura letteratura, cosa che mi riesce solo in qualche caso.

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  3. Partiamo tutti dal nulla. Alcuni si ergono a fatica, altri spiccano il volo, molti restano impastati nel niente. Più che vigliaccheria, impotenza a chilometri zero. Genuina. Io non mi sento tipo da volo spiccato, ma sfodero buon gusto nell'arredare il mio nulla, credo.

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    1. Certi nulla ci accompagnano a prescindere: non siamo molto diversi da questi nulla. L'impotenza ha sicuramente un dominio dal quale non ci si libera e la frustrazione, sua sorella gemella, l'accompagna a grandi falcate.

      Arredare i propri nulla è un'arte che sanno gestire in pochi. Un po' t'ammiro.

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  4. Ciò che tu descrivi ricorda in fondo il vaso di Pandora ed il giorno in cui tutti i mali uscirono dal mondo, lasciando solo la speranza nel vaso.

    Cedere al silenzio significa accettare i mali e smettere di sperare in qualcosa.

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    1. Non so se definirla speranza. Di solito mi ritrovo a fare a botte con la speranza. So che in molti nulla ci somigliamo così come in molte rese.

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  5. Sempre meravigliosa, tu. Ma ormai non mi credi più.

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    1. Eh no, me lo dici troppo spesso.
      Ma grazie...

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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