19 agosto 2014

Lo chiamano raptus

Lo chiamano raptus. Una parola che dice senza dire, in realtà. Perché non spiega e non giustifica. La ricerca di un perché sta dentro un male latente da cui nessuno si aspetterebbe il male assoluto. La parola raptus permette forse di tollerare meglio ciò che non si spiega e non ha una ragione? La normalità, evidentemente, è fatta di estremi e di demoni senza faccia. Ciò che non si può dire con le parole non ha anima quindi sprofonda nell'assurdo ed accettare o capire l'assurdo non è alla portata di chiunque. Dopo resta solo il senso di una disfatta: il fallimento di chi avrebbe voluto prevedere e non ha neppure saputo vedere.

[foto by Menoevil]

8 commenti:

  1. Mi chiedo cosa passi nella mente di chi compie certi gesti...

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    1. Credo che nessuno sia in grado di saperlo.

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  2. quello che mi chiedo io di fronte a certe crisi di follia: potrebbe capitare anche a noi? a me, a te, al mio vicino, a quella donna che sale sull'autobus incespicando? a noi che sembriamo e siamo convinti di essere sufficientemente equilibrati?
    ml

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    1. Temo che la risposa sia affermativa.
      La probabilità che possa accadere a chiunque esiste. Fa persino male pensarlo, ma è così.

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  3. il lato oscuro che ognuno ha dentro ... una volta lo imputavano al demonio.

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    1. Un lato oscuro che pulsa in tutti noi, temo.

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  4. Non sempre il raptus è prevedibile.
    E' sempre così improvviso e si poggia su ragioni estreme, complesse e disparate, sul vissuto e sulla personalità di ognuno.
    Il raptus è un punto di rottura.
    E' vero, però, che, molto spesso, potremmo riuscire a cogliere di più segnali di allarme.

    Interessantissimo argomento!

    Un sorriso per te
    gelsobianco (gb)

    Foto suggestiva!

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    1. Il raptus non si lascia immaginare, questo è sicuro.
      Però sono anche sicura che interpretare certi segnali sia indispensabile. Il problema forse sta nel non voler ritenere possibile che una tragedia ci riguardi. D'altro canto se ne legge solo in giro o se ne parla solo in TV no?

      Argomento interessante, ma anche piuttosto arduo.
      Ricambio il sorriso.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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