11 marzo 2014

Disparità di genere

In un mondo ideale difendere il genere femminile non servirebbe neppure. Considerarmi un'entità da tutelare, naturalmente, mi irrita parecchio. Ma viviamo in un mondo di disparità e della disparità prendiamo atto ogni istante e in ogni luogo. I nostri politicanti riflettono il Paese intero, soprattutto quando ragionano (e votano) di coscienza. E la coscienza, come visto, non mente quasi mai. E neppure fa finta di crederci, se non davanti a telecamere e microfoni. La disparità rimane per paura o per negligenza, per comodità o per vantaggio. E' così che si dimostra di rimanere piccolissimi. E anche piuttosto stupidi.

[foto by 3mmi]

15 commenti:

  1. I politicanti che vogliono la parità dei due generi e che vorrebbero addirittura farla diventare un diritto per legge mi puzzano. Falsi come sempre. Se ne fregano delle donne, come se ne fregano dei cittadini: quello che conta è il potere e la sedia attaccata alle chiappe. Ma qui scaldiamo l'acqua calda.
    Lasciamoli perdere, vediamo se si può discutere senza oltrepassare la misura per ottenere il RISPETTO della donna. Eppure noi tutti lo abbiamo per natura: la prima persona importante, fon da men ta le è una donna, nostra madre, da cui dipendiamo in toto. Basterebbe alimentare un poco quel fuoco e non farlo spegnere. Ma poi succede qualcosa, per cui molti uomini pensano cose oscene, tipo "le donne sono tutte puttane -anche quelle che non lo fanno perché lo farebbero volentieri basta ne abbiano l'occasione- tutte meno mia madre". Che già dimostra la poca serietà del discorso. Si parte da questa poca serietà per finire alla totale brutalizzazione del concetto di donna, che porta alcuni -i più deboli o forse i più delinquenti- a commettere azioni delittuose contro le donne. Non si può fare altro che proteggere le donne con leggi tre volte più severe nei confronti non degli assassini, lì la legge esiste, ma gli stolker, i disturbatori patentati e non limitarsi a dar loro i soliti quattro mesi con la condizionale. Quando un delitto ha una assoluta frequenza va perseguito con leggi speciali. Diamo allo stolker dieci anni di lavori forzati e credo che la massa -in fondo sono dei vigliacchi- fuggirebbe squittendo come vecchi topi di fogna.
    Sì, lo so, Euri: mi sono distaccato dal tuo tema, ma a me succede spessissimo, quando l'argomento mi prende e mi appassiona.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In effetti sei andato ampiamente fuori tema. Addentrandoti in ambiti ed argomenti che io non avevo neppure considerato e che non ho intenzione di considerare.
      Sinceramente ho la sensazione che tu sia saltato di palo in frasca, sprofondando nel precipizio di qualche luogo troppo comune.

      Parlavo d'altro, Vincenzo.

      Elimina
    2. L'ho scritto col telefonino e non ero in gran forma, né il posto mi ispirava tanto. Scusa. Avevo effettivamente qualche altra cosa per la testa.

      Elimina
    3. Sì, si legge.
      Avresti potuto fare di meglio. Ne sono sicura.

      Elimina
    4. Fai un salto sul mio blog, quando hai tempo, e penso che capirai.

      Elimina
  2. il pensiero religioso unito a quello razionale hanno condotto ad una visione assurda della donna. Da una parte viene demonizzata perchè oggetto del desiderio maschile e quindi fuorviante e pericolosa per l'uomo razionale, mentre dall'altra viene ridotta a strumento di procreazione, da salvaguardare come una proprietà terriera in cui depositare il sacro seme dell'uomo.
    Il discorso sarebbe troppo lungo da inserire in un semplice commento. Devo però dire che la ragione non tollera il diverso da sè e lo bolla come irrazionale e la nostra società, fin dai tempi dei greci, è impostata sulla ratio maschile, che osserva solo superficialmente la realtà fisica della donna e, per difetto di comprensione, vede la vagina come assenza di pene e la minore forza fisica come inferiorità, impedendo così di accettarne la diversità e il conseguente rapporto creativo perché destabilizzerebbe lo scettro fallocratico.
    Migliaia di anni di imbecillità non si risolvono con le quote rosa, anzi, esse denunciano ancora di più l'impotenza della nostra cultura... ma in mancanza di meglio speriamo che permettano a delle donne, se non scimmiottano gli uomini, di migliorare la nostra visione del diverso da sè.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'ho scritto, in un mondo ideale, perfetto ed armonioso non ci sarebbe bisogno di difendere le donne. Non ci sarebbe bisogno di quote rosa o di sostenere la parità di genere.
      Ma quello in cui viviamo è un mondo in cui le donne devono far valere la propria presenza e il proprio diritto ad esserci attraverso la forza della legge. E' deprimente, è nauseante, è meschino. Ma qual è la soluzione?

      Eppure abbiamo visto che neppure questo sistema è condiviso e garantito dai nostri politicanti. Tutti sappiamo che diversamente le donne saranno relegate a posizioni subordinate e minime ma la gran parte di chi sceglie e decide vuole che così sia.
      E così continuerà ad essere. Purtroppo.

      Elimina
  3. Errata corrige. Sento già il suono acuto della risata di Euridice, che ha beccato colui che si ritiene uno scrittore con le dita nel barattolo della marmellata. E la consecutio temporum Iacopò, che fine ha fatto? Allora, mi è venuta alla romanesca e io non rileggo mai. La frase incriminata è, naturalmente, questa:
    "anche quelle che non lo fanno perché lo farebbero volentieri basta che ne abbiano l'occasione". Erroraccio da sottolineatura blu doppia. Naturalmente doveva essere "basta che ne avessero l'occasione".
    Ma la risata nel sottofondo resta...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non preoccuparti. Avrei semplicemente sorvolato. Almeno qui!

      Elimina
  4. La parità di genere si realizza garantendo alle Donne un reddito che garantisce la autonomia che è libertà e dignità, e, specialmenrte - connotazione di genere - la libertà nell'integrità genitale, sessuale, della libido, l'arbitior nella contraccezione e nelle scelte abortive..
    Come scrivevo ieri, c'è un attacco subdolo, strisciante, continuo a questi diritti delle Donne.
    Se non c'è questa libertà poi non ci sono neppure le altre, neppure quella di una degna rappresentanza.

    Per scelta io voto - quando non ci sono le leggi elettorali porcata come quella che stanno evacuando Renzi e Berlusconi che continuano a negare la scelta dei propri rappresentanti delegati - come alle europee, io voto sempre donne.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La parità di genere dovrebbe essere sottintesa, direi.
      Doversi mettere d'accordo per garantirla, anche con leggi specifiche, è mortificante. Lo dico da donna.

      Credo che manchino ancora un paio di gradini evolutivi (soprattutto del genere maschile) prima di comprendere un principio tanto elementare.

      Elimina
    2. Molti maschi temono la potenza delle femmine.
      Invece di assecondarla, di essere alleati, pensano, stupidamente, che i problemi si risolvano degradando la donna o cercando di mantenerla in ruoli specifici e, in genere sottoposta.
      Una di queste azioni e quella di voler decidere ed imporre quanti, quali e in che modo avere figli, voler decidere come debba funzionare la vulva e l'utero delle Donne.
      Mah, povero mondo.

      Elimina
    3. La forma mentis maachile più diffusa, purtroppo è esattamente quella che hai esposto.
      Per la stragrande maggioranza degli uomini si tratta di una meccanica normale, inappuntabile, inevitabile.
      Il dramma è che tante donne accettano questo stato di cose. Non si accorgono che si potrebbe cambiare.

      Elimina
    4. André Van Lysebeth, forse il più grande tantrico europeo, un grande yogi, diceva che una delle lacune più gravi delle donne è il fatto di rinunciare ad essere Donne. Perché questo ha un costo, è l'ombra corrispondente a quelle maschili.
      Quando vedo le aberranti discriminazioni di genere, nelle famiglie, le donne che dicono alle bimbe di "servire" i fratelli, io capisco che sarà lentissimo uscire da questi cicli pessimi.

      Elimina

Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.