2 gennaio 2014

Passeggiata romana

La luce calibra gli angoli più morbidi del Portico d'Ottavia. Si va, a passi lenti dentro un capodanno che pare fatto di primavera. Nel Ghetto c'è un bimbo che corre e gente che si chiama. Respiro e guardo le pareti regolari e pallide della Sinagoga. Il Tevere si muove veloce. Passiamo il ponte per arrivare sull'Isola Tiberina. Un gabbiano sorvola appena un papà che spiega il fiume ai suoi figli. Dall'altra parte c'è Trastevere. Vicoli di paese assonnato e turisti a caccia di immagini immortali. Giuseppe Gioacchino Belli riluce di bianco in panciotto e tuba. Torniamo verso piazza Cenci. Non ci resta che mangiare qualcosa di ebraico.

[foto by mia_euridice]

8 commenti:

  1. Ecco, appunto! Alla fine di una passeggiata unica -che i nostri amati polentoni se ponno sognà-, dopo avere scattato foto in controluce strepitose esibendo il proprio talento fotografaro, cosa resta -data l'ora- se non infilarsi dentro una trattoria trasteverina o meglio del ghetto e farsi una pappata di cose buone buonissime, tipo "carciofi alla giudia"?
    E fotografalle pure e mandarmele via Whats App, pe fammece morì sopra, te possino.....

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    1. Praticamente eri in giro con me, ieri. Passo dopo passo ti ho fatto vedere praticamente tutto quello che ho visto anche io, dettaglio più dettaglio meno.
      E sono sicura che ti sei divertito almeno quanto me.
      Lo so che ami Roma e che ami i posti in cui sono stata.

      E che adori i carciofi alla giudia!

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  2. che bello il padre che spiega il fiume ai figli!
    mi pare di vedere, ultimamente, dei padri più attenti più presenti e coinvolti nella cura dei figli, è un bel segnale!
    G. si è sempre occupato molto dei nostri figli, sfidando perfino certe critiche della sua famiglia d'origine, e ciò non ha fatto che aumentare il mio affetto per lui.

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    1. Sì, c'era un giovane papà che stava spiegato ai suoi due bambini come e dove scorreva il fiume. E loro sembravano molto interessati.

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  3. Sempre piaciuto che in mezzo al Teveraccio ci sia una (bella) isola.
    E' una delle cose che rendono Roma (centro) bellissima.

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    1. In effetti quella "barcaccia" dell'Isola Tiberina ha un suo senso speciale.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.