13 settembre 2013

Povertà di una mente caduta



Pervasa da bolle di cuore
un'inarrestabile devianza
che pare volgere nel vuoto
un po' più consumato delle tue voglie.

Accade adesso
come fosse un dispetto
ma è puro confessarsi:
povertà di una mente caduta.

[M.T. 2 aprile 2009]
[foto by hearthy]

6 commenti:

  1. Molto, molto bella.
    Le tue poesie hanno di particolare che sembrano sospese in bilico sopra un precipizio: cadrà oppure no?
    Le bolle di cuore che si aggrappano al vuoto consumato delle voglie di un'altra persona è elevato stupore di chi ti legge.
    Dovresti ricominciare a scriverne adesso, non lasciarti schiacciare dalla povertà di una mente caduta.
    Ché poi tanto povera non è, credi a me.

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    Risposte
    1. Questa poesia è stata scritta in un momento molto particolare per me. Una relazione sentimentale molto importante era appena finita, non per mia scelta.

      Il 2 aprile 2009. Dopo soli 4 giorni qui sarebbe arrivato il "famoso" terremoto. Un altro, pessimo colpo per me. Quel periodo è stato devastante.

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    2. Non conoscevo naturalmente la particolare circostanza, tuttavia ho sentito che i versi trasudavano senso di vuoto, e una disperazione in cui ostinatamente ti rifiutavi di precipitare.
      Non ho fatto caso alla data.
      Sì deve essere stato devastante per te, ma ne sei uscita fuori alla grande ancorché piena di lividi e di calcinacci.
      Purtroppo le migliori poesie nascono dal dolore e dalla desolazione: sono impeti del cuore.

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    3. Ovviamente non potevi sapere.
      Ho notato la data quando l'ho scritta in calce alla poesia. E così ho ricordato anche lo stato d'animo che ha generato quei versi. Ero sofferente, mi sentivo rifiutata, spenta, spezzata.

      Il terremoto è arrivato il 6 aprile, ore 3.32. Anche se da me non è crollato nulla (o quasi), la paura è stata atroce.

      Due sofferenze diverse ma molto profonde.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.