1 luglio 2013

Senza titolo [poesia]


Non so piangere
ed è un delitto.
Solitudine:
specchio stanco,
mortale congiunzione.
Spazi annebbiati da un'alba in ritardo
cerco l'origine
di questo biondo silenzio.
La cervice lancia un urlo
spezzato solo da fluorescenti tremiti.
Piove.

(M.T. novembre 2005)

[foto by  P0RG]

6 commenti:

  1. Se ti faccio i miei complimenti poi affermi che io sono troppo generoso...

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  2. @Euridice: grazie.
    Il mio primo impulso, ad avvenuta lettura: non sembra la penna di una donna, ed è positivo nel senso che la poesia non ha sesso, è bi-tri-quadri-multilaterale.
    Ermetismo malinconico, malinconia ermetica. Assonanza tra il primo verso -piangere- e l'ultimo -piove- certamente non cercata, ma spontanea, indica il poeta.
    Pregnante il rammarico di non saper piangere, lo hai già espresso in prosa in un tuo post, ma qui sta benissimo e dà senso alla lettura del resto, è per così dire l'incipit. Infatti porta la "solitudine" come conseguenza, solitudine che non riesce più a riflettere -specchio stanco- la tua immagine originale, quella dell'anima si capisce.
    Questa "alba in ritardo" che prolunga la notte e ti concede di cercare l'origine della tua solitudine. L'urlo non ti esce dalla strozza, perché la bocca è chiusa, ma è un urlo cerebrale, intimo e perciò tutto e solo sofferto da te dentro di te. Stupendi i "fluorescenti tremiti".
    Cosa devo aggiungere?
    Mi do una pacca sopra una spalla per aver capito a fiuto di avere a che fare con un poeta vero, ma tra animali della stessa razza ci si trova al buio.
    Ultimo: se tu fossi davanti a me, diciamo a portata di bocca, ti darei un morso in testa per avere smesso di creare.
    Riprendi quella penna, non pensare che non scriva più, scrive e come. Continua.
    E postane almeno un'altra, per me, por favor.

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    Risposte
    1. Non so se valga la pena, Vincenzo.
      Credo che quella me sia morta.
      La poesia non arriva più.

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    2. È qui che toppi, mia cara. Ogni tuo post, eccettuato qualcuno che mira a qualcosa di particolare, è un brano di poesia. Sei tu che lo disconosci e lo squalifichi a semplice grumo di parole.
      Non avevo mai letto una tua poesia eppure ti chiedevo di scriverne. Vuol forse dire che io sono uno sciocco e un visionario? Potrebbe anche essere, ma non in questo campo e non per quel che riguarda la tua arte di scrivere.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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