10 maggio 2013

Libri al rogo


Ottanta anni fa, il 10 maggio del 1933, nella Piazza dell’Opera di Berlino i nazisti misero al rogo migliaia di libri. Gli autori erano etnicamente impuri, politicamente sgraditi o artisticamente “degenerati”; e dunque ebrei, socialisti o comunisti, scienziati e scrittori d’avanguardia. L’elenco comprendeva gran parte del pensiero e della letteratura moderni, la cultura del nostro tempo nei suoi aspetti più coraggiosi e avanzati. 
L’Indice dei libri proibiti è stato il modello di ogni dittatura teologica o politica. E del resto quella di Opernplatz (oggi Bebelpltaz, sede di un suggestivo monumento commemorativo e di molte iniziative politico-culturali) fu una delle tante edizioni di una lugubre cerimonia con cui il nazismo pensava di cancellare le tracce di una cultura che non capiva, non accettava, che sentiva comunque -e giustamente- ostile. Oltre ai roghi, una campagna altrettanto aggressiva e ancora più profonda mirava a ripulire e “bonificare” biblioteche e librerie...



17 commenti:

  1. pure mao ci ha dato dentro. son quelle cose che uno ha sempre paura che tornino, e ogni tanto qualcuno nel suo piccolo ci prova come a treviso qualche anno fa.
    poi c'è chi addirittura li vorrebbe riscrivere, soprattutto quelli di storia.
    l'iniziativa torinese è lodevole, mi fa pensare agli scrittori di oggi emarginati, esuli e censurati, e subito d'appresso alle (pessime) condizioni in cui versa la cultura.
    metaforicamente parlando quei roghi sono ancora vivi, continuano a bruciare e, sempre metaforicamente parlando, sembrano aver già fatto tabula rasa di un bel po' di 'saperi' finiti nella cenere di una fenice cotta, mangiata e indigeribile:(

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    1. "Chi brucia un libro brucia un uomo", disse qualcuno.
      Sono di questa opinione.
      Ovviamente di idioti disposti a bruciare altri libri esistono ed esisteranno sempre.

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  2. E' il terrore della diversità che attanaglia le dittature, politiche e religiose.

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    1. E' il terrore di ciò che non si può controllare: le idee. Ed i libri che si fanno veicolo di quelle idee.

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  3. Pensa che oggigiorno non c'è neppure bisogno di roghi: è sufficiente una trasmissione come "Amici", piuttosto che "Uomini e Donne" o "Porta a Porta". La cultura viene sedata fino al coma irreversibile.
    Un grande passo avanti per un mondo sempre più civile.

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    1. Il fatto che la TV sia un po' la rovina di questa epoca è una piccola, quasi scontata verità.
      I libri restano vivi fino a quando ci saranno persone che li leggono e li studiano. Anche se sono dell'idea che ci siano troppe persone che li scrivono senza saperlo fare.

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    2. Quello che mi premeva non era palesare un'evidenza (il fatto che la TV sia la rovina di quest'epoca), quanto la contrapposizione tra una repressione violenta e una sedazione subdola contro cui - parrebbe - è più difficile ribellarsi perché anestetizza.

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    3. In sostanza si tratta di due forme diverse della stessa macabra violenza. Giusto?

      In effetti riuscire a far capire ai malati di TV del male che si stanno facendo non è opera semplice. Inebetiti da un elettrodomestico! Inquietante.

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  4. Kafka, Joyce, Hemingway, H.G. Wells, Brecht...alla faccia di questi orrendi nazisti, LORO, questi grandissimi, sono ancora fra noi, per noi. (Lunga vita alla nostra cara Radio3)

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    1. Devo dire che quei roghi non hanno avuto grandi effetti reali. Le opere degli scrittori "degenerati" (così li chiamavano) sono sopravvissute a loro e sopravviveranno a noi. Ed è giusto così.

      Sulla passione che hai per Radio 3 non avevo dubbi. Credo tu sia uno degli ascoltatori più fedeli e devoti di cui Radio 3 possa vantarsi!

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  5. Ogni libro distrutto è un'anima che muore. Forse ai giorni nostri sarebbe impossibile, ma che ne pensi di tutte quelle persone che ti chiedono "ma che ci fai con tutti i tuoi libri?"
    A me cadono le braccia.

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    1. E' difficile uccidere un'anima e il fallimento di quei roghi, visti col senno di poi, è lampante. Noi possiamo leggere praticamente tutte le opere degli autori arsi tra le fiamme in quel lontano 1933: da Einstein a Zweig, da Otto Dix a Joseph Roth, da Robert Musil e Sigmund Freud.

      In merito alle persone che chiedono "ma che ci fai con tutti i tuoi libri?" (domanda che viene posta anche a me di tanto in tanto), rispondo: "Li leggo". Banale ma efficace!

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    2. Ah ah ah ah ah!!!
      Scusa l'ilarità,ma mi sei proprio piaciuta.
      Io però non riesco a rimanere freddo e mordace come te:
      mi incavolo come un picchio e poi ci sto male.

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    3. Ah! Arrabbiarsi non serve a molto, soprattutto con certi umani.

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  6. Al rogo ci devono andare quelli che mettono al rogo i libri

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  7. ...e ciò che oltretutto mi fa male, è che il 10 maggio è il giorno del mio compleanno.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.