27 marzo 2013

Le somiglianze che non trovo

Non trovo somiglianze. Non ne ho mai trovate. Mio padre ha trasmesso il suo sapere di mani e sudore ad un figlio (mio fratello) che è divenuto padre a sua volta, gigante nelle cose della vita. Mia madre ha reso sacro il suo manto di parole mai dette e nutre i giorni di una tenacia che fa impallidire il tempo. Sono parte di loro eppure non so da dove sia arrivata. Sono quella che nascondeva poesie e recitava parole a memoria, quella che consuma soldi per riempirsi di libri, quella che vaga tra macerie di epoche perse e ne trae del bene. Non trovo somiglianze. Non ne ho mai trovate.

[foto by Yokofashion]

16 commenti:

  1. penso sia come un piccolo seme, la stessa pianta si adatta e si sviluppa, ma in modi differenti

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    1. Forse da qualche parte, tra i miei antenati, c'è qualcuno che mi somiglia un po' di più.

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  2. "quella che vaga tra macerie di epoche perse e ne trae del bene". Facile, molto più difficile trarre del bene dalle macerie del presente.

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    1. Dalle macerie presenti non si può trarre (quasi) nulla di buono!

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  3. Non ne trovi e non ne troverai perché sei un "unicum", te beata e chi ti ha in dono.
    Guarda me, altro "unicum" per questo mi intendo a fiuto di miei simili: fisicamente fin dalla nascita dissero che somigliavo tutto a mia madre e ci credevo anche io fino a quando non si sono accumulati gli anni sul groppone. Rassomiglio adesso tutto a mio padre.
    Come carattere, dicevano che ero uno Iacoponi DOC, tutto nervi e scatti di rabbia. Forse avevano ragione loro, ma per il resto, tutto il resto non rassomiglio a nessuno, e me ne vanto.
    Nel bene e nel male sono un "numero primo".

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    1. Un "numero primo". Sì, devo essere qualcosa del genere. E' che in certi momenti questa "solitudine" sembra diventare isolamento, anomalia, difetto.
      Solitamente ci convivo piuttosto serenamente: lo faccio da quando ho coscienza. Eppure a volte pesa un po'.

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    2. Già: "la solitudine dei numeri primi"! Esiste e come se esiste; pesa a volte e come se pesa a volte. Però a me dà una determinazione totale, che mi fortifica e mi corazza contro, che a volte confina con la superbia e deve essere la fonte della mia arroganza (ricordi quanto dicemmo in quel post?). Pensa tu: con un disastro di acqua in casa, con metà appartamento evacuato, lavorando in un corridoio attraversato dagli spifferi provenienti dalla porta d'ingresso, con tutti che mi guardavano storto e non capivano la mia cocciutaggine, ho portato a termine il mio quarto romanzo, che spedirò a Neri Pozza per il concorso letterario. Il tutto eseguito in cinque mesi. Se non si chiama determinazione questa.
      Che poi succeda quel che succeda, ok! Ma adesso mi sento un leone.

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    3. Anche io riesco a trarne forza. Mi basta rifletterci sopra e prendere atto, ancora una volta, di essere qualcosa di diverso.
      Tutto qui.

      Spero che il concorso letterario vado bene e che Neri Pozza prenda in considerazione la tua opera. E' stata portata a termine "nonostante tutto". E già questo depone a suo favore.
      La fortuna pretende anche questo!

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    4. Grazie per la solidarietà e per l'augurio.

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  4. la natura gioca a dadi con i geni dei nostri avi e ogni tanto esce qualcosa di diverso dal solito...

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    1. Immagino tu abbia ragione.
      Sono il risultato di uno strano mix di geni!

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  5. Forse sei stata scambiata nella culla ...

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    1. Un sospetto che ho sempre avuto. Ma la mia faccia è troppo vicina a quella dei miei genitori.

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  6. Anche io nelle mie attitudini non somiglio a nessuno della mia famiglia e non solo come riferimento al nucleo con cui condivido lo stesso tetto, ma non somiglio neanche a tutto l'albero genealogico. Sotto certi aspetti quest'ultimo dettaglio lo trovo una fortuna.

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    1. Sorrido...
      Anche io, per certi versi, sento di essere fortunata a non somigliare molto a nessuno dei miei parenti più stretti.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.